Hänsel e Gretel: nel bosco

Nel frattempo, nel bosco, si era formato un piccolo capannello di animali selvatici attorno ad Hänsel e Gretel, incuriositi dalla presenza di quelle due figure: Hänsel era legato all’albero di fronte in modo da abbracciarlo, mentre Gretel, invece, era legata di schiena.

Un possente cinghiale maschio, dotato di zanne affilate ed in preda ad una erezione da far invidia al Rocco nazionale, si avvicinò a Gretel.

“Che sta succedendo? Legato così non vedo un cazzo” chiese Hänsel
“Un cinghiale con un pene enorme si sta avvicinando e temo non abbia buone intenzioni” rispose Gretel.

Il cinghiale era a pochi centimetri dal corpo inerme della fanciulla: la annusò tra le gambe. Improvvisamente compì un balzo all’indietro gli uscì dalla bocca un conato di vomito che centrò in pieno il viso di Gretel.
“Ma cazzo, hai le tue cose” urlò il suide inorridito che detestava l’odore del mestruo.
“Ma che schifo cazzo, mi hai fatto passare la voglia…”
Gretel scrollò il capo per cercare di togliersi dal viso i pezzi di piada squaqquerone e rucola, resti del pranzo del cinghiale, e tirò un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

Il cinghiale, ancora con la faccia disgustata, si girò verso l’albero dove era legato Hänsel; aveva ancora una potente erezione e, dato che non poteva tirarsi le seghe perché ungulato e sprovvisto di arti prensili, doveva assolutamente penetrare qualcosa per raffreddare le sue voglie ed il culetto sodo di Hänsel inizio ad essere piuttosto appetibile.

Sì avvicinò ed iniziò ad annusarlo: non profumava certo di vaniglia, ma non era poi così puzzolente.
Con una zanna affilata praticò un taglio nei pantaloni del fanciullo, il quale iniziò a sudare freddo.
“Che…che succede” disse piagnucolando.
“Mi sa che il bel cinghialotto apprezzi di più le tue chiappe della mia passera, caro fratellino” rispose Gretel scoppiando poi a ridere.
“No eh, non facciamo scherzi cazzo…fermo eh…” ma era ormai troppo tardi.

Hänsel sentì l’arietta gelida insinuarsi dall’apertura che il cinghiale aveva praticato e percepì chiaramente qualcosa di duro e caldo proprio all’ingresso del suo ano.
“Ma come puoi” disse “approfittarti così di un bambino innocente” disse.
A sentire queste parole il cinghiale si fermò: la sua coscienza gli impediva di andare oltre. Aveva fatto cose turpi nella sua vita, ma mai nei confronti di bambini innocenti.
Sì ritrasse dal didietro di Hänsel con un’espressione contrita sul volto e stava per rimettere l’uccellone nei pantaloni quando Gretel disse:
“Non credere a quel pezzo di merda raccontapalle: siamo gemelli, abbiamo 45 anni e siamo così perché affetti da nanismo. I nostri genitori ci spacciavano per bambini solo per farsi dare gli assegni famigliari.”

Il cinghiale tornò alle spalle di Hänsel, si sputò sulla cappella e con un ghigno da folle lo infilò tutto dentro.

A 5 chilometri di distanza un lupo che si stava scopando una dolce nonnina si fermò.
“Hai sentito che urlo? Sarà mica Tarzan?”
“Ma che Tarzan, rispose la vecchia, mica siamo nella giungla… Sfondami!“

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