Dopo circa due ore scorsero in lontananza una piccola casetta.
Si avvicinarono e cercarono di sbirciare dentro ma le tende scure e pesanti non consentivano di vedere all’interno.
“Ma sarà questa?” domando Hänsel.
“Boh…prova ad assaggiare un pezzo di casa: se è la sua dovrebbe essere fatta di ciccioli” rispose Gretel.
Hänsel ne staccò un pezzettino che mise in bocca e le sue papille gustative confermarono: ciccioli.
Bussarono alla porta utilizzando un grosso batacchio di bronzo raffigurante un culatello.
Pochi istanti dopo la porta si aprì lentamente, emettendo un sinistro cigolio.
“Chi è che viene a rompere i coglioni a quest’ora tarda della notte?” disse dall’interno una vocina stridula.
“Siamo Hänsel e Gretel… ci siamo perduti nel bosco”.
Appena sentì quei due nomi, la strega balzò giù dalla poltrona sulla quale si stava masturbando con uno strolghino ed andò incontro ai due.
“Ma prego, entrate. Mo che bei cinni che siete…come avete detto di chiamarvi?”
“Hänsel e Gretel” ripeterono in coro.
“Che cazzo di nomi sono… Da dove venite, siete dei crucchi? Ma gretel, non è un dolce dell’Alto Adige fatto con le mele? Ah, no…quello è lo strudel…”
Hänsel e Gretel entrarono fingendosi intimoriti.
La casa era molto piccola ma ordinata. Sulla parete opposta all’ingresso vi era una grande libreria colma di volumi. Al centro della stanza un grande tavolo con sopra un cesto portafrutta colmo di salsicce che, quindi, potremmo definire cesto portasalsicce.
Appesi al soffitto, salami, cotechini, un paio di prosciutti e sette coppe.
“Ah quelli appesi non sono mica da mangiare” disse la vecchia strega “che mi hanno trovato i valori del colesterolo un po’ alti e allora li uso come sex toys”
Hänsel osservò un prosciutto enorme che sarà pesato 10 chili.
“Ma anche quello?” domandò indicandolo.
“Ah quello dietro, quando sono alla ricerca di emozioni forti” rispose la vecchia “ma sedetevi pure. Cosa posso offrirvi? Un bicchiere di lambrusco, un paio di sanguinacci? Due tortellini?”
“Siamo dei bambini” rispose Gretel “non possiamo bere vino. Un bicchiere d’acqua è sufficiente”.
Mentre la vecchia si dirigeva verso il frigorifero, Hänsel e Gretel presero a confabulare sottovoce.
“Dobbiamo capire come farci dare la formula magica e per farlo dobbiamo assecondare i suoi desideri sessuali” disse Gretel.
“Beh, io quel prosciutto nel culo non me lo faccio infilare” rispose Hänsel.
“Ok, allora cerca di appartarti con lei e fattela dare…la formula.”
La strega tornò con i due bicchieri d’acqua che porse ai due ospiti.
“Prego, bevete pure che chissà quanta sete avrete. Ho una teglia di lasagne in forno, così mangerete anche qualcosa.”
“In realtà” disse Hänsel “preferirei un limoncello”.
“Ma come” rispose la vecchia “non vuoi bere il lambrusco perché siete bambini e poi mi chiedi il limoncello”?
“Beh, siamo bambini speciali: la mamma ci ha svezzati a Sambuca” replicò Hänsel.
“Mmmhhh…” disse la vecchia cercando nella credenza “vediamo…pozione magica contro la peluria delle ascelle, contro il tartaro, per far crescere il cazz…ehm…filtro d’amore per totani…no, niente limoncello, ma ho una bottiglia di Spyritus Vodka. Ha il 96% di alcol. L’ultima volta che l’ho bevuta mi è apparso sul divano Bob Marley, cazzo…”
Prese tre bicchieri, si sedette al tavolo con Hänsel e Gretel, aprì la bottiglia e li riempì.
“Alla salute” disse ed ingollò il liquido tutto d’un fiato. Poi si alzò ed emise una fiammata dal buco del culo che accese il caminetto dalla parte opposta della stanza.
Hänsel portò il bicchiere alla labbra, ne deglutì una minima parte e sentì lo stomaco andare a fuoco.
“Cazzo se è forte” disse, prima di emettere un rutto fiammeggiante che arrostì le salsicce sul tavolo.
“Io passo” disse Gretel, che voleva restare lucida per gestire la situazione.
L’alcol ci mise poco a fare effetto e la strega iniziò a sentire un piacevole formicolio tra le cosce; guardò Hänsel con desiderio.
“Vuoi stenderti un attimo per riposare un pochino? Se vuoi ti posso accompagnare di là sul mio comodo letto”.
Hänsel si alzò e la seguì.
Gretel attese che i due scomparissero nella stanza accanto, si alzò, andò verso la grossa libreria della cucina e si mise a cercare tra i vecchi libri, sperando di trovare la formula in grado di risvegliare Blancanieves.
“Bene, ora vieni qua che ti spoglio, così poi ti metti a letto sotto le coperte” disse la strega ad Hansel un po’ intontito dall’alcol ingerito.
Via la giacchetta, la camicia e poi slacciò la cinghia, sbottonò i pantaloni, fece sedere Hänsel sul bordo del letto, glieli sfilò, poi abbassò le mutande e…ciò che vide la fece restare a bocca aperta.
Hänsel era dotato come mai le era capitato di vedere; contemplare quel totem di carne erigersi imponente la commosse.
“Però” esclamò la strega “e chi si aspettava uno spettacolo del genere”.
Fece stendere Hänsel sul letto.
“Ora mi tolgo la dentiera, che la settimana scorsa per poco con la ingoio mentre lo succhiavo a due bambini che erano passati di qua…Frodo e l’altro non mi ricordo come si chiamava…e vedrai che ti farò stare bene” disse la vecchia strega.
Così, mentre nella stanza da letto Hänsel si stava godendo un pompino davvero senza denti, in cucina Gretel continuava a cercare tra decine e decine di volumi pieni di annotazioni, formule, ricette per la polenta taragna e sudoku.
Di sicuro alla strega non mancava né l’esperienza e nemmeno la tecnica, al punto che Hänsel iniziò a pensare che forse era meglio stare con la vecchia piuttosto che liberare Blancanieves. Il piacere che provava grazie alla bocca ed alla lingua di quell’insospettabile succhiacazzi era indescrivibile e percepiva che ormai si era incamminato lungo il sentiero dell’orgasmo.
Lo sentì arrivare, sempre più vicino, sempre più forte fino a quando non inondò di calda sborra la bocca della strega.
“Porca puttana che pompino” esclamò Hänsel con un sorriso raggiante sulle labbra “in 43 anni mai goduto così tanto, nemmeno quando lo infilai nell’aspirapolvere di mia zia.”
Si alzò dal letto che ancora il suo cazzo pulsava di piacere e vide la strega stesa a terra, priva di sensi, con gli occhi sbarrati e la bocca aperta in un ghigno terrificante con un rivolo bianco che le scendeva da un lato.
“Oh cazzo” disse Hänsel “mi sa che la vecchia ci ha lasciato le penne”.
Provò a capire se fosse ancora viva o meno, mettendole una mano sul petto ma il cuore sembrava fermo.
“Gretel!” urlò “vieni qua subito”.
“Non ci penso nemmeno” rispose la sorella dalla stanza opposta “non voglio assistere al terribile spettacolo di te che scopi una mummia del cazzo”
“La strega è morta” disse Hänsel.
Gretel corse di là e la vide esanime sul pavimento.
“Sei riuscito a farti dire dove la formula magica? Di là sto trovando nulla”
“No” rispose Hänsel “appena arrivati mi ha spogliato ed ha subito iniziato a succhiarmelo e poi sono venuto e lei è…andata…”
“Come è andata…ma non avete scopato? Te lo ha solamente succhiato ed è morta? Ma come è possibile”. Gretel non si capacitava dell’accaduto.
“Te lo giuro: non abbiamo scopato, solo un pompino. Proprio come accadde qualche anno fa con la Sirenetta, ricordi?”
Se vuoi sapere cosa accadde con la Sirenetta e come andrà a finire la storia, non perderti il prossimo episodio che pubblicherò quando mi andrà di farlo. Forse.

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