Come ovvio, i fratellastri si accanirono ancora di più su Batacchio, invidiosi del suo uccello; la matrigna all’apparenza sembrava più gentile, ma appagate le sue voglie tornava a trattarlo di merda come sempre.
Le voci sulla dotazione di Batacchio corsero veloci in paese, al punto che centinaia di persone chiesero alla matrigna di partecipare ai suoi eventi orgiastici; in risposta la pornostar smise di organizzarli: non tollerava che i propri figli venissero presi in giro e che il suo figliastro fosse diventato così popolare.
Un giorno però nel paese accadde un fatto davvero straordinario; dal castello arrivò un messaggero del Re che proclamò:
“la figlia del re, la Principessa erede al trono, ha indetto un gran ballo nelle sale reali a cui sono invitati tutti i ragazzi del regno in età da moglie!”
La verità era che la Principessa partecipava di nascosto alle orge organizzate dalla matrigna di Batacchio e la sera in cui il giovane rivelò la sua dote nascosta lei non era potuta andare perché in preda a un virus influenzale.
Le avevano parlato delle enormi qualità di un ragazzo all’interno della casa della pornostar ma nessuno sapeva che quello fosse il suo figliastro.
Fatto sta che voleva trovarlo a tutti i costi: non sopportava l’idea che ci fosse in giro un cazzo del genere che non poteva cavalcare.
Quando la matrigna lo venne a sapere prese i suoi due figli ed iniziò a prepararli come principi per il gran ballo.
Batacchio, che stava correndo a destra e sinistra per obbedire agli ordini dei tre aguzzini, sognava ad occhi aperti di quanto sarebbe stato bello poter partecipare a quel gran ballo, poter uscire da quella casa, conoscere gente e magari trovare una che lo sposasse…
Così prese coraggio e disse alla matrigna:
“Vorrei anche io partecipare al ballo! L’invito è aperto a tutte i ragazzi del regno in età da moglie…”
La matrigna e i suoi fratellastri, guardandolo tutto sudato e vestito di stracci, si misero a ridere.
“Come pensi di presentarti al castello? Vestito come un barbone?” e se ne andarono, facendogli capire che non c’era nessuna possibilità che lui partecipasse al ballo.
Così arrivò la grande serata.
Batacchio vide la matrigna ed i fratellastri prepararsi e vestirsi con abiti meravigliosi.
Aspettò che uscissero di casa, e una volta che si furono allontanati iniziò a smadonnare in lingue morte.
Le sue bestemmie erano così tante che si diffusero nell’etere.
All’improvviso, come per magia, davanti a Batacchio si materializzò una fata!
“Su non fare così Batacchio mio…” disse la fata Madrina.
“Chi ha parlato!?” esclamò Batacchio che a furia di seghe stava perdendo diottrie e non riusciva a vederci bene.
“Sono io, la tua fata Madrina, e vedrai che adesso sistemeremo un po’ di cose…”
“La mia fata Madrina?” chiese stupito Batacchio “… e cosa dovremmo sistemare?”
La fata Madrina non rispose: si inginocchiò davanti a lui, gli calò i pantaloni della tuta e prese a fargli un pompino.
Dopo cinque minuti Batacchio raggiunse l’orgasmo.
“Beh, tanto per iniziare” disse la fata leccando uno schizzo di sborra dalle labbra” ti piacerebbe partecipare al gran ballo di stasera?
“Ma certo! Mi piacerebbe tanto…” rispose Batacchio che si stava tirando su i pantaloni “… ma come faccio? Non ho neppure un abito decente…solo tute imitazione Adidas…”
“Di questo non ti devi preoccupare; piuttosto, portami una zucca.”
“Una zucca?” chiese sorpreso Batacchio, ma senza chiederle il perché si precipitò nell’orto a prenderne una bella tonda e gliela portò.
Così, la fata Madrina di fronte agli occhi stupefatti di Batacchio, pronunciò una formula magica in dialetto Veneto, emise un paio di rutti e trasformò la zucca in una splendida Lamborghini Revuelto.
Batacchio rimase a bocca aperta, e non riusciva a pronunciare nemmeno una parola per la meraviglia.
“E ora veniamo a te, mio bel maschione” disse la fata che in un colpo di bacchetta magica trasformò la tuta in acetato di Batacchio in un magnifico abito bianco, con camicia e scarpe nere, degno di Tony Manero.
“Ma… ma… ma è stupendo!” balbettava Batacchio “come posso ringraziarti fata Madrina!?”
La fata sorrise, si mise prona sul tavolo e disse:
“scopami il culo!”

Lascia un commento