Autore: Nikolas Northwood

  • Qual è la durata ideale di un rapporto sessuale?

    Parlando di sesso, i maschi hanno due certezze: per far godere una donna ci vuole un cazzo enorme e si deve durare come “Logistic”, opera cinematografica dei registi svedesi Erika Magnusson e Daniel Anderson, lunga ben ben 857 ore.

    La prima certezza è semplice da sgretolare: secondo una ricerca pubblicata anni fa, le lesbiche godono molto di più delle donne etero; non essendo cazzo-dotate, se ne desume che l’uccello non sia così fondamentale.

    Quanto alla durata dell’amplesso, vi sono studi che indicano come media di un rapporto penetrativo dai 3 ai 7 minuti; altri, invece, sostengono che un rapporto può considerarsi soddisfacente quanto dura tra i 7 ed i 13 minuti.

    A guardare questi numeri verrebbe da ridere; tre cazzo di minuti?
    Vero, possono sembrare pochi, ma il tempo è relativo: prova a tenere la mano su una fiamma per tre minuti e capirai che intendo.

    Ovviamente si parla di durata calcolata da quando lo metti dentro a quando schizzi eh…nel senso che il tempo trascorso in auto per raggiungere il motel non viene incluso nel calcolo.

    Se duri tre minuti, quindi, vai bene dai, almeno secondo la scienza; io, che non sono uno scienziato, ritengo che la durata debba essere tale da appagare sessualmente la tua donna.
    Quindi, non ha senso buttare lì dei numeri né perdere tempo in ricerche: semplicemente, se la tua donna è soddisfatta ed ha raggiunto gli orgasmi che desiderava, sei durato quanto necessario, altrimenti no e, dato che le donne non sono tutte uguali, quegli studi non servono ad un cazzo.

    Ecco il link all’articolo, ma se non hai voglia di stare lì a leggere, le cause possono essere:
    ansia, stress, depressione e preoccupazioni, come anche patologie croniche (diabete, ipertensione), patologie cardio respiratorie e renali e, infine, fumo, uso di stupefacenti, alcol e l’assunzione di alcuni farmaci, come gli antidepressivi.

    Esistono rimedi?
    Cazzo, sì…ovvio che sì.
    Si possono, ad esempio, eseguire interventi per ridurre la sensibilità del glande, oppure utilizzare gli immancabili farmaci.

    Se non vuoi farti tagliuzzare la cappella né contribuire al fatturato di qualche industria farmaceutica, puoi fare esercizi del pavimento pelvico o comportamentali come lo “start and stop” o lo “squeeze”:
    nella tecnica “start and stop”, lo stimolo viene interrotto; con la tecnica dello “squeeze”, il paziente o la sua partner stringe per 10-20 secondi la parte del pene in cui la testa (cappella) si unisce al corpo, impedendo l’eiaculazione e diminuendo la forza dell’erezione.

    A pensarci bene, se io sono qua a scrivere cazzate e tu a leggerle, è grazie all’eiaculazione precoce; i nostri antenati non avevano tutte ste menate, anzi prima schizzavano e meglio era: due colpi, “ahhh vengo” ed ecco fatto, anche perché più tempo stavi a fare “gnigo-gnago” e maggiore era la probabilità di diventare la colazione di una tigre dai denti a sciabola.

    Inoltre è anche grazie all’eiaculazione precoce che ci sono donne insoddisfatte che si fanno amanti per trovare appagamento sessuale e dato che sono stato un amante, in passato, di svariate donzelle, tale disturbo ha rappresentato e rappresenta una manna per molti uomini; quindi, perché cercare di curarla?

  • Chiesa e pompini

    “Quando ascolto i nostri sedicenti spirituali propinarci le loro banalità e quando vedo una folla, più di ruminanti che di uomini, prestare orecchio a quelle insulsaggini, mi rendo conto che stiamo diventando stupidi e che meritiamo la sorte a noi riservata.”
    Albert Caraco

    È che a me manca completamente il concetto di fede, sia essa religiosa, politica, sportiva…
    Come disse De Crescenzo in “Così parlò Bellavista”:
    la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza.
    Ed io, che sono più per l’amore che per la violenza, non posso quindi avere una fede; inoltre la Chiesa ha sempre osteggiato le persone dedite ai piaceri dei sensi, il che ci rende reciprocamente antipatici.

    Se anche tu prediligi il godimento al patimento e ti vedi già ardere all’inferno perché ti piace troppo il cazzo, sappi che se mentre lo succhi ad un uomo pensi a Gesù, non è peccato; a dirlo non sono stato io ma Francisco Javier Martínez Fernández, arcivescovo emerito di Granada, ed il fatto che abbia detto ciò nel 2014 fa si che tutti i pompini che hai generosamente elargito negli ultimi 11 anni circa non contribuiranno al conto dei peccati…a patto che mentre li facevi pensavi a Gesù (fonte).

    In effetti Gesù viene sempre raffigurato come un bell’uomo e, quindi, non dovrebbe rendere la pratica così spiacevole, soprattutto se state ingoiando il cazzetto di un uomo brutto, grasso e pelato (il sottoscritto).

    Letto l’articolo mi sono domandato:
    quando lecco la passera di una donna, per non bruciarmi le chiappe all’inferno, a chi devo pensare, alla Madonna?

    Questa cosa ha sbloccato un ricordo del secolo scorso: i magneti che si attaccavano sul cruscotto dell’auto con sopra le foto dei propri famigliari con su scritto “non correre, pensa a noi”;
    un cristiano timorato di Dio potrebbe farsi tatuare appena sotto l’ombelico il volto di Gesù con scritto sotto “quando lo succhi, pensa a me” o magari potrebbero inventare adesivi usa e getta che applichi prima di farti fare un pompino e poi, una volta schizzato, lo togli e lo butti via

    E poi con gli altri peccati come si fa?
    Perché sai benissimo che tutto è peccato nella religione cattolica.
    Tipo i peccati di gola:
    a chi si dovrebbe pensare mentre si mangia una deliziosa fetta di torta Sacher, per non commettere peccato? A Cannavacciuolo?

  • Cinque frasi che fanno bene alla coppia

    Lo so, noi che abbiamo il chiodo fisso del sesso siamo portati a pensare che più delle frasi d’amore, siano un paio di colpi di cazzo a far stare bene la partner; tuttavia, ogni donna ha un lato porno ed un lato romantico: l’amante si gode quello porno, mentre al partner tocca quello romantico, il che comporta anche il dover parlare.

    Del resto gli esperti dicono che il dialogo nella coppia è importante e chi siamo noi per smentirli?

    Ecco qualche suggerimento, ovviamente scippato dal web.

    “Come stai?”
    Questa potrebbe sembrare una banale formula di cortesia e, in effetti, la è. A meno che l’altro non vi abbia provocato, involontariamente s’intende, un danno fisico più o meno permanente, tipo che voleva fare il giochino della cera calda sul vostro corpo ma l’aveva finita e allora è andato in garage ed ha optato per del catrame rovente, alla maggior parte della gente importa un cazzo di come state.

    “Raccontami la tua giornata”
    Questa è una frase che andrebbe evitata perché il rischio è di essere travolti da ore e ore di menate sui colleghi stronzi, i capi stronzi, il fatto che non vengono riconosciuti i meriti ecc.
    Che poi perché quando uno è a casa sereno e rilassato che si gode la cena bisogna tirare fuori ste cose che poi si incazza? 

    “Scusami se ti ho ferito”
    Questa è una frase del cazzo:
    se la tirate fuori perché la vostra intenzione era quella di ucciderlo ma avete sbagliato mira, suona un po’ come presa per il culo e non vedo altro motivo per usarla.
    Per quello che mi riguarda una persona la si ferisce solo fisicamente; se sei tra quelle persone che pensano ferisca più la lingua della spada, prova ad infilarti su per culo una katana ben affilata e fammi sapere.

    “Hai la libertà di pensare ciò che vuoi e agire come credi”
    Poi però non lamentarti se quando tornerai a casa, la sera, troverai la tua donna nel letto ululante di piacere, in compagnia di cinque mandinghi.

    “Quando mi baci così, mi piace tanto”
    Certo, potrebbe anche dire una frase del genere ma, in realtà, ciò che lui pensa veramente è “miii che due coglioni! Mi domando perché dobbiamo perdere tempo a baciarci e non mi succhia l’uccello.”

    A pensarci bene, molto meglio essere un amante che un partner fisso: meno rotture di cazzo e, soprattutto, si ha la parte migliore della persona.
    Quando ci si vede per godersi a vicenda, non c’è tempo per parlare e menarla coi problemi: si scopa e le menate si riservano al partner.

  • Kilometri

    Kilometri perché…

    Beh, perché con la “k” la parola ha 9 lettere ed il 9 è il mio numero preferito.

    Poi perché la mia vita si può misurare in kilometri dato che ho percorso l’equivalente della distanza tra la Terra e la Luna varie volte, per lavoro e per piacere.

    E nonostante le mie misure tutt’altro che ragguardevoli, avendo avuto svariate donne, posso affermare di aver distribuito kilometri di cazzo per il loro (e soprattutto mio) Piacere.

    E poi perché la vita la vedo come un viaggio: la destinazione è uguale per tutti, ma cambiano le strade che percorriamo per raggiungerla e così i panorami, i compagni che ci accompagnano…

    E poi, perché mi piaceva, semplicemente… ​

  • Chi beve alcolici è più intelligente

    La ricerca è piuttosto datata, ma vale la pena ricordarne il risultato:
    chi beve alcolici è più intelligente.

    Secondo una ricerca condotta su pazienti britannici e americani e pubblicata sulla rivista di Psicologia generale, le persone con un più alto quoziente intellettivo sono quelle più predisposte al consumo di sostanze che alterano la mente, come l’alcol.

    Queste sostanze, infatti, sono considerate parti integranti delle esperienze evolutive che vengono acquisite e fatte proprie molto più dagli individui intelligenti che da quelli meno perspicaci.

    Intanto metto il link: mai vorrei pensaste fosse una cagata che mi sono inventato. Chi beve alcolici è più intelligente

    Va però precisato che l’assunzione di alcol non è direttamente proporzionale all’intelligenza: non è che uno più beve e più è intelligente; infatti un altro studio, svedese, ha scoperto che è più probabile che le persone con un QI più basso assumano quantità di alcolici maggiori rispetto a quelle dotate di un QI superiore (fonte)

    Tutto ciò non mi stupisce: l’alcol è fondamentale per sopportare le persone noiose e stupide, ovvero gran parte del genere umano, quindi occorre bere, qualora si desideri un minimo di vita sociale; tuttavia, come per ogni piacere che vogliamo assaporare, occorre mantenere sempre la capacità di goderne senza diventarne schiavi.

    Ricapitolando, le persone intelligenti assumono alcol ma senza diventare degli alcolizzati.

    Questo significa che gli astemi sono stupidi?
    Il risultato della ricerca pare ci suggerisca tale conclusione, ma penso che non siano necessariamente stupidi, anche se le sole due persone astemie che conosco sono la quintessenza della stupidità; probabilmente sono semplicemente noiosi, il che li rende soggetti da evitare e totalmente inscopabili.

    Ritengo preferibile inchiodarmi lo scroto ad un ceppo di legno con una pistola sparachiodi, piuttosto che uscire con una donna astemia; mai rinuncerei al piacere di condividere una bottiglia di buon vino con una donzella, apprezzando, sorso dopo sorso, quel calore e leggero stordimento che sgretola la sottile barriera di pudore ed alimenta la voglia di assaporare il suo dolce nettare.

  • Buoni propositi per il 2025

    Anno nuovo, blog nuovo, stessa merda.

    Vabbè della nuova casa avremo modo di parlarne…

    Fine anno è solitamente il momento in cui fare un bilancio di quello che è stato e stilare il solito elenco di buono propositi per quello che sarà.

    Curioso come, nonostante sia palese che falliremo, si creda che sarà l’anno buono per iniziare la dieta, darci dentro in palestra, iniziare a mangiare sano, risparmiare soldi ed altre decine di altre attività che manderemo bellamente affanculo non appena se ne presenterà l’occasione.

    Intendiamoci, l’intenzione di trasformare i buoni propositi in azioni concrete ci sarebbe anche, ma alla fine prevale il cazzone che alberga in tutti noi.

    E così la mattina usciamo di casa con il nostro bel borsone, decisi ad andare a sollevare della ghisa una volta usciti dal lavoro; purtroppo, però, per raggiungere la palestra si passa davanti al bar, vediamo gli amici seduti che si godono uno spritz e…massì dai, inizieremo domani.

    E domani diventa dopodomani, prossima settimana, il mese prossimo ed arriveremo a dicembre, quando tracceremo il bilancio dell’anno che sta per finire, ammetteremo il nostro ennesimo fallimento e diremo, convinti, “no, cazzo, il prossimo anno si comincia ad andare in palestra eh…cazzo!”

    Ma perché si tende ad abbandonare i buoni propositi?

    Beh, se pensi di essere uno smidollato pezzo di merda, sappi che la stragrande maggioranza delle persone è come noi: ho letto da qualche parte che un misero 20% riesce a metterli in pratica, mentre l’80% fallisce miseramente.

    I motivi potrebbero essere in parte psicologici ed in parte atavici.

    In primis potrebbe essere colpa del fatto che i traguardi prefissati non sono davvero nostri ma inculcati dalla società, dalle persone, dalla famiglia…

    Magari hai come buon proposito per il 2025 quello di accasarti, di trovare un uomo, sposarti e mettere su famiglia, ma è davvero ciò che vuoi? Non è che questo sia un desiderio più della tua famiglia che tuo?

    Altro motivo potrebbe essere di natura evoluzionistica.

    Il nostro cervello si è evoluto durante l’età della pietra, quando ha imparato che ai fini della sopravvivenza la cosa migliore da fare era riposarsi ogni volta che ce ne fosse stata l’occasione, così da risparmiare le energie per far fronte a un nuovo pericolo o periodo di digiuno; ecco quindi spiegato perché preferiamo stare stravaccati sul divano, in relax, piuttosto che uscire a ghiacciarci il culo facendo jogging.

    Visto che il web è pieno di consigli su quali buoni propositi scegliere e come fare per realizzarli, desidero anche io dare il mio contributo: mandali tutti affanculo e fa ciò che realmente ti va di fare, puntando a cui che più conta, ovvero star bene.

    Una lista di buoni propositi genera aspettative, traguardi che se non raggiungerai faranno sorgere frustrazioni, ansie; molto meglio puntare ad essere sereni, felici, assaporando i piaceri della vita, eliminando tutto ciò che può generare stress.

    Di fatto, quindi, la lista dei buoni propositi si riduce ad uno solo: stare bene, godendo dei piaceri della vita, ricercando serenità e vivendo il più possibile momenti felici; tutto il resto può andare a farsi fottere.