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  • Hänsel e Gretel: capitolo finale

    Sì, Gretel si ricordava benissimo l’episodio.

    Erano ad un rave organizzato da Bella & Bestia, un paio di deejay olandesi, quando Hänsel incontrò la Sirenetta. Dopo un paio di gin tonic e qualche pastiglia colorata, i due si appartarono e poco dopo vide Hänsel uscire di corsa da dietro un cespuglio.
    Gretel non ci fece caso, pensando che avesse avuto un attacco di cagotto, ma poi pensò che se fosse stato quello il problema, era già dietro un cespuglio e poteva farla lì, quindi lo seguì ed una volta raggiunto le disse che la Sirenetta era morta, dopo un pompino con ingoio.

    A Gretel si accese la classica lampadina.
    Iniziò a pensare alle fanciulle che avevano avuto una storia col fratello:
    Cenerentola, morta…Mulan, morta…Pocahontas, morta…la piccola Fiammiferaia, morta…
    O suo fratello era particolarmente sfigato oppure…

    “Vieni con me” disse Gretel, ed insieme uscirono dalla casa.
    Nel prato accanto videro un bellissimo cerbiatto, noto nella zona con il nome di Bambi.
    Questo elegante quadrupede era, in realtà, un trans dedito alla prostituzione.
    Gretel lo chiamò e Bambi andò verso loro.
    “Quanto vuoi per succhiarlo a mio fratello?”
    “Cento euro” rispose il cervide.
    “Affare fatto” rispose Gretel
    “Forza, tiralo fuori e fattelo succhiare” disse poi rivolgendosi al fratello.
    “Ma sono appena venuto” piagnucolò Hänsel “come faccio”.
    “Aspettami qua” disse Gretel rientrando in casa.
    Ne uscì poco dopo, portando con sé un flaconcino dorato.
    “Bevi questo, tutto!”
    Hänsel obbedì e pochi istanti dopo ebbe un’erezione così potente da strappare la patta dei pantaloni.
    A quella vista Bembi ululò di gioia, si avvicinò ad Hänsel, si inginocchiò e prima di cominciare a succhiarlo disse:
    “Mi sa che ti farò un po’ di sconto…che mica capita tutti i giorni tutto questo bendidio…”
    Bastò meno di un minuto ad Hänsel per venire. Ovviamente Bambi ingoiò tutto e pochi istanti dopo, stramazzò al suolo stecchito.

    “L’avevo capito cazzo” disse Gretel trionfante “hai la sborra avvelenata fratellino” disse ad Hänsel.
    “Hai idea che potremmo diventare dei killer a pagamento? Faremmo un sacco di soldi e nessuno potrebbe risalire a noi. Chi va a pensare che uno possa schizzare dall’uccello roba velenosa…”
    “Ok ma io voglio prima farmi Blancaneves. Me lo sono dovuto far succhiare da una vecchia strega e da un cazzo di cerbiatto: mi sembra di essermi meritato una scopata con una bella figa no?”
    Gretel concordò ma c’era il problema della formula magica.

    Tornarono in casa e cercarono ininterrottamente per ore ma senza successo.
    Stavano per perdere le speranze quando, da un volume che stava sfogliando Hänsel cadde un fogliettino.
    Gretel si chinò, lo raccolse e lo lesse:
    FORMULA SEGRETA POTENTISSIMA: USARE CON CAUTELA!
    “Sai cosa ti dico? Mi sono rotta il cazzo di cercare: prendiamo questa e andiamo. Se è potentissima, aprirà il sarcofago come niente”.

    Hänsel e Gretel uscirono dalla casa della vecchia e percorsero al contrario il sentiero che qualche giorno prima era stato indicato dalla nutria.

    Due ore dopo si ritrovarono di nuovo nella radura, di fronte alla cassa nella quale giaceva colpita da un incantesimo Blancanieves.
    Attorno i Los Siete Enanitos e la nutria con gli occhiali.
    Hänsel si schiarì la voce e con solennità iniziò a recitare la formula magica trovata nella casa della strega.
    “KALIM RUGUTH ULIANIS FILENTI REGS ARRUTARSI DJENDLEAI”
    Tutti guardarono il sarcofago ma nulla, non si aprì.
    “Eppure è scritto così” disse perplesso Hänsel.
    “Forse andava recitato con accento bolognese” suggerì Gretel.
    Trascorsero due, forse tre secondi:
    il cielo improvvisamente si oscurò e dal centro si aprì un enorme buco nero che inghiottì l’intero pianeta e tutti coloro che lo abitavano.
    Hänsel ebbe appena il tempo di dire:
    “E niente, in ‘sta cazzo di storia non c’è verso di scopare” e scomparì.

  • Hänsel e Gretel – penultimo episodio

    Dopo circa due ore scorsero in lontananza una piccola casetta.
    Si avvicinarono e cercarono di sbirciare dentro ma le tende scure e pesanti non consentivano di vedere all’interno.
    “Ma sarà questa?” domando Hänsel.

    “Boh…prova ad assaggiare un pezzo di casa: se è la sua dovrebbe essere fatta di ciccioli” rispose Gretel.
    Hänsel ne staccò un pezzettino che mise in bocca e le sue papille gustative confermarono: ciccioli.

    Bussarono alla porta utilizzando un grosso batacchio di bronzo raffigurante un culatello.
    Pochi istanti dopo la porta si aprì lentamente, emettendo un sinistro cigolio.

    “Chi è che viene a rompere i coglioni a quest’ora tarda della notte?” disse dall’interno una vocina stridula.

    “Siamo Hänsel e Gretel… ci siamo perduti nel bosco”.
    Appena sentì quei due nomi, la strega balzò giù dalla poltrona sulla quale si stava masturbando con uno strolghino ed andò incontro ai due.
    “Ma prego, entrate. Mo che bei cinni che siete…come avete detto di chiamarvi?”
    “Hänsel e Gretel” ripeterono in coro.
    “Che cazzo di nomi sono… Da dove venite, siete dei crucchi? Ma gretel, non è un dolce dell’Alto Adige fatto con le mele? Ah, no…quello è lo strudel…”

    Hänsel e Gretel entrarono fingendosi intimoriti.
    La casa era molto piccola ma ordinata. Sulla parete opposta all’ingresso vi era una grande libreria colma di volumi. Al centro della stanza un grande tavolo con sopra un cesto portafrutta colmo di salsicce che, quindi, potremmo definire cesto portasalsicce.
    Appesi al soffitto, salami, cotechini, un paio di prosciutti e sette coppe.

    “Ah quelli appesi non sono mica da mangiare” disse la vecchia strega “che mi hanno trovato i valori del colesterolo un po’ alti e allora li uso come sex toys”
    Hänsel osservò un prosciutto enorme che sarà pesato 10 chili.
    “Ma anche quello?” domandò indicandolo.
    “Ah quello dietro, quando sono alla ricerca di emozioni forti” rispose la vecchia “ma sedetevi pure. Cosa posso offrirvi? Un bicchiere di lambrusco, un paio di sanguinacci? Due tortellini?”
    “Siamo dei bambini” rispose Gretel “non possiamo bere vino. Un bicchiere d’acqua è sufficiente”.

    Mentre la vecchia si dirigeva verso il frigorifero, Hänsel e Gretel presero a confabulare sottovoce.
    “Dobbiamo capire come farci dare la formula magica e per farlo dobbiamo assecondare i suoi desideri sessuali” disse Gretel.
    “Beh, io quel prosciutto nel culo non me lo faccio infilare” rispose Hänsel.
    “Ok, allora cerca di appartarti con lei e fattela dare…la formula.”

    La strega tornò con i due bicchieri d’acqua che porse ai due ospiti.
    “Prego, bevete pure che chissà quanta sete avrete. Ho una teglia di lasagne in forno, così mangerete anche qualcosa.”

    “In realtà” disse Hänsel “preferirei un limoncello”.
    “Ma come” rispose la vecchia “non vuoi bere il lambrusco perché siete bambini e poi mi chiedi il limoncello”?
    “Beh, siamo bambini speciali: la mamma ci ha svezzati a Sambuca” replicò Hänsel.
    “Mmmhhh…” disse la vecchia cercando nella credenza “vediamo…pozione magica contro la peluria delle ascelle, contro il tartaro, per far crescere il cazz…ehm…filtro d’amore per totani…no, niente limoncello, ma ho una bottiglia di Spyritus Vodka. Ha il 96% di alcol. L’ultima volta che l’ho bevuta mi è apparso sul divano Bob Marley, cazzo…”

    Prese tre bicchieri, si sedette al tavolo con Hänsel e Gretel, aprì la bottiglia e li riempì.
    “Alla salute” disse ed ingollò il liquido tutto d’un fiato. Poi si alzò ed emise una fiammata dal buco del culo che accese il caminetto dalla parte opposta della stanza.
    Hänsel portò il bicchiere alla labbra, ne deglutì una minima parte e sentì lo stomaco andare a fuoco.
    “Cazzo se è forte” disse, prima di emettere un rutto fiammeggiante che arrostì le salsicce sul tavolo.
    “Io passo” disse Gretel, che voleva restare lucida per gestire la situazione.

    L’alcol ci mise poco a fare effetto e la strega iniziò a sentire un piacevole formicolio tra le cosce; guardò Hänsel con desiderio.
    “Vuoi stenderti un attimo per riposare un pochino? Se vuoi ti posso accompagnare di là sul mio comodo letto”.

    Hänsel si alzò e la seguì.

    Gretel attese che i due scomparissero nella stanza accanto, si alzò, andò verso la grossa libreria della cucina e si mise a cercare tra i vecchi libri, sperando di trovare la formula in grado di risvegliare Blancanieves.

    “Bene, ora vieni qua che ti spoglio, così poi ti metti a letto sotto le coperte” disse la strega ad Hansel un po’ intontito dall’alcol ingerito.
    Via la giacchetta, la camicia e poi slacciò la cinghia, sbottonò i pantaloni, fece sedere Hänsel sul bordo del letto, glieli sfilò, poi abbassò le mutande e…ciò che vide la fece restare a bocca aperta.
    Hänsel era dotato come mai le era capitato di vedere; contemplare quel totem di carne erigersi imponente la commosse.
    “Però” esclamò la strega “e chi si aspettava uno spettacolo del genere”.

    Fece stendere Hänsel sul letto.
    “Ora mi tolgo la dentiera, che la settimana scorsa per poco con la ingoio mentre lo succhiavo a due bambini che erano passati di qua…Frodo e l’altro non mi ricordo come si chiamava…e vedrai che ti farò stare bene” disse la vecchia strega.

    Così, mentre nella stanza da letto Hänsel si stava godendo un pompino davvero senza denti, in cucina Gretel continuava a cercare tra decine e decine di volumi pieni di annotazioni, formule, ricette per la polenta taragna e sudoku.

    Di sicuro alla strega non mancava né l’esperienza e nemmeno la tecnica, al punto che Hänsel iniziò a pensare che forse era meglio stare con la vecchia piuttosto che liberare Blancanieves. Il piacere che provava grazie alla bocca ed alla lingua di quell’insospettabile succhiacazzi era indescrivibile e percepiva che ormai si era incamminato lungo il sentiero dell’orgasmo. 

    Lo sentì arrivare, sempre più vicino, sempre più forte fino a quando non inondò di calda sborra la bocca della strega.


    “Porca puttana che pompino” esclamò Hänsel con un sorriso raggiante sulle labbra “in 43 anni mai goduto così tanto, nemmeno quando lo infilai nell’aspirapolvere di mia zia.”
    Si alzò dal letto che ancora il suo cazzo pulsava di piacere e vide la strega stesa a terra, priva di sensi, con gli occhi sbarrati e la bocca aperta in un ghigno terrificante con un rivolo bianco che le scendeva da un lato.
    “Oh cazzo” disse Hänsel “mi sa che la vecchia ci ha lasciato le penne”.
    Provò a capire se fosse ancora viva o meno, mettendole una mano sul petto ma il cuore sembrava fermo.
    “Gretel!” urlò “vieni qua subito”.
    “Non ci penso nemmeno” rispose la sorella dalla stanza opposta “non voglio assistere al terribile spettacolo di te che scopi una mummia del cazzo”
    “La strega è morta” disse Hänsel.
    Gretel corse di là e la vide esanime sul pavimento.
    “Sei riuscito a farti dire dove la formula magica? Di là sto trovando nulla”
    “No” rispose Hänsel “appena arrivati mi ha spogliato ed ha subito iniziato a succhiarmelo e poi sono venuto e lei è…andata…”
    “Come è andata…ma non avete scopato? Te lo ha solamente succhiato ed è morta? Ma come è possibile”. Gretel non si capacitava dell’accaduto.
    “Te lo giuro: non abbiamo scopato, solo un pompino. Proprio come accadde qualche anno fa con la Sirenetta, ricordi?”

    Se vuoi sapere cosa accadde con la Sirenetta e come andrà a finire la storia, non perderti il prossimo episodio che pubblicherò quando mi andrà di farlo. Forse.

  • 23 luglio

    Una volta un mio amico disse che arrivato a 30 anni uno poteva anche morire visto che la vita non gli avrebbe dato molto di più se i suoi 30 anni li aveva vissuti appieno. Erano quelle teorie del cazzo che nascono dopo litri di alcool e qualche canna. Per la cronaca il tipo oggi ha oltre 60 anni e non ci pensa nemmeno a lasciare questo mondo di merda.

    Io la pensavo come lui all’epoca; in effetti fossi morto a 30 anni mi sarei risparmiato la sofferenza di vedere mio padre ammalarsi e morire ma non avrei nemmeno provato la sensazione di innamorarmi perdutamente di una ragazza, primo ed unico amore a 43 anni.
    Oggi sono 57: probabilmente gli anni che mi restano non saranno così esaltanti come quelli già vissuti, ma cercherò di godermi ciò che capiterà.

    Alla fine, 57 anni è un bel traguardo in effetti.
    Come dico spesso, uno più famoso di me, con barba e lunghi capelli che faceva miracoli non è andato oltre i 33 e quindi sono stato fortunato.

    La mia nascita fu un piccolo evento.
    I miei genitori, cattolici praticanti, volevano farmi nascere in una grotta a Betlemme il giorno di Natale ma sbagliarono i calcoli sulla data dell’accoppiamento e nacqui a Luglio.
    Visto che nella bassa di grotte non ce n’erano, optarono per una casa cantoniera lungo la via Emilia.
    Al posto di bue e asinello, visto che faceva già caldo, optarono per un pinguino DeLonghi.
    Non era nemmeno previsto il passaggio di una cometa così mio zio rubò un grosso faro da una discoteca della zona e lo mise sul tetto della casa.

    La notte accesero questo faro ed iniziarono ad arrivare persone. Si teneva un rave nella zona e tutti, vedendo questa luce, pensavano fosse il locale in cui si svolgeva l’evento.
    Arrivò un auto con a bordo cinque “Hardcore Warriors”.
    “È qui il rave?” chiesero a mio zio.
    “Eh? Rave? ” rispose perplesso.
    “Vabbè hai delle paste? ” chiesero.
    Mio zio non sapeva dell’esistenza dell’extasy e rispose:
    “No paste no…Ma mia moglie ha fatto un’ottima crostata di prugne”
    I tizi gli sputarono in faccia e partirono sgommando.

    La mattina del 23 di Luglio, a che ora non lo so, nacque un bel bambino…occhi chiari, pelato, grassoccio e senza denti (i denti li ho, ma per il resto sono tale e quale ad allora).
    Ad assistere al parto una nostra parente che faceva l’infermiera; per ingannare l’attesa di scolò due casse di Ceres e quando fu il momento di tagliare il cordone ombelicale ne vide due: uno era il cordone e l’altro il mio uccello.
    Ero incredibilmente dotato…sarei potuto diventare il più famoso attore porno della storia.
    Quello che successe è facilmente intuibile: taglio il “cordone” sbagliato e così ecco la nascita di una persona destinata all’infelicità sessuale.

    Beh, buon compleanno vecchio mio.

  • Hänsel e Gretel – la vera storia

    Riassunto delle puntate precedenti

    Non ho voglia: cercatele, leggetele e non rompetemi il cazzo.

    Dopo che tutti e sette ebbero goduto, fecero segno ad Hänsel e Gretel di seguirli.

    “Ma in ‘sta cazzo di storia riuscirò a scopare prima o poi?”si domandò Hänsel mentre si puliva le ginocchia rialzandosi.
    “E io allora? Nemmeno un maschio etero…tutti gay…eccheccazzo!” rispose Gretel che si era incamminata dietro i Los Siete Enanitos.

    Dopo poco meno di un’ora giunsero in una radura.
    Al centro, sul prato, una cassa di cristallo con all’interno una bellissima fanciulla.
    “Però, che bella figa” esclamò Hänsel “ma sarà morta?”
    “No, è solo addormentata” disse una voce dietro un cespuglio e poco dopo spuntò una nutria, con la Gazzetta dello Sport sotto il braccio, che indossava un paio di occhiali.

    “E tu chi sei” domandò Gretel.
    “Mi chiamo Clotilde e sono la guardiana della radura, nonché colei che veglia il sonno di…”
    “La bella addormentata nel bosco” disse Hänsel.
    “No” di rimando la nutria “lei è Blancanieves”
    “Eh no, ci deve essere un errore” disse Hänsel “questa è la bella addormentata, Biancaneve era quella che va dalla nonna e poi incontra il lupo che assieme ai tre Porcellini se la scopano in una gangbang e poi arriva un burattino che gli cresce il naso quando vede un paio di tette…”
    “Ma è deficiente?” domando la nutria a Gretel.
    “No, è così da quando ha trovato la pipa per fumare il crack che usava mia mamma ed ha fatto un paio di tiri” le rispose.

    “È caduta vittima di un incantesimo” disse Clotilde seduta su una pietra, mentre tirava fuori il tabacco per confezionare una sigaretta “che le ha lanciato una vecchia strega.”
    “Secondo la profezia” continuò “l’uomo che reciterà la formula magica per aprire il sarcofago e che le bacerà le labbra, riuscirà a svegliarla dal sonno profondo nel quale è caduta e lei, ridestandosi, si innamorerà perdutamente di lui.”

    “Ma che formula magica, ci penso io a farla uscire da lì” disse Hänsel decisamente infoiato all’idea di infilare la lingua in bocca a quella bellissima fanciulla.
    Provò di tutto per aprire quella cassa di vetro: la prese a sassate, la colpì con un masso, poi con un martello, una mazza, provò con un flessibile con lama diamantata, un raggio laser, esplosivi vari, mentre Clotilde e Gretel lo guardavano annoiate.
    Alla fine Hänsel si arrese.
    “Mi sa che se non si recita una cazzo di formula magica, non c’è verso di aprire questa cazzo di cassa!”

    Clotilde iniziò a tossire, una bella tosse grassa da fumatore, e scatarrò sul prato.
    “Dovete prendere quel sentiero” disse loro indicando una stradina che si perdeva nel bosco “e camminare fino a quando non troverete una casa fatta di ciccioli…”
    “Ma la casa della strega non era fatta di marzapane, con le finestre di cioccolato e le pareti di biscotto?” domandò deluso Hänsel.
    “La strega è originaria della provincia di Bologna, niente marzapane, cioccolato o biscotti: ciccioli ho detto. Ora andate e ricordate: è una vecchia baldracca ed il solo modo che avrete per riuscire a strapparle la formula magica è assecondare i suoi desideri sessuali.”
    “Ah io ci sto” disse Hänsel “basta che mi lasci in pace il culo e per me va bene anche se è vecchia e brutta”.

    E così i nostri eroi si misero in cammino.

  • Hänsel e Gretel – terza parte

    Quando il cinghiale superdotato ebbe l’orgasmo, si girò e vide alle sue spalle una lunga fila composta da maschi di varie specie che attendeva il proprio turno.
    Si sposto e disse “avanti il prossimo”
    “Come sarebbe ‘avanti il prossimo’” esclamò Hänsel alquanto preoccupato.
    “Lo scoprirai presto” disse ridendo Gretel.

    Approfittarono di Hänsel:
    Shrek, Ciuchino, Cip, Ciop, Re Leonida ed i suoi 300 spartani, Giasone con tutti gli Argonauti, la squadra di rugby degli All Blacks, Lupin III, Mazinga Z ed alcuni Klingon precipitati con la propria astronave a poca distanza.

    Di fatto Hänsel già dopo averlo preso da Ciuchino non sentiva più dolore e anzi, non gli dispiaceva nemmeno più tanto; tuttavia, fu davvero felice quando venne slegato per ricevere l’attestato che certificava il suo ingresso nel Guinness dei Primati: aveva stabilito il record di cazzi ricevuti in una sessione di sesso anale, battendo una pornostar maltese che deteneva il precedente primato.

    “Quasi quasi ti lascio legata lì, baldracca malefica” disse a Gretel, ma sapeva che avrebbe avuto bisogno di lei se voleva cavarsela, quindi la liberò.

    Essendo ormai notte fonda, decisero di dormire lì ed attendere il giorno dopo per mettersi in cammino e cercare di tornare a casa.

    Al sorgere del sole Gretel si svegliò e ciò che vide aprendo gli occhi non prometteva nulla di buono.
    “Fratellone sveglia…abbiamo compagnia”
    Hänsel sbadigliò stiracchiandosi.
    “Cazzo che incubo che ho avuto… Ero legato ad un albero e tutti quelli che passavano mi incul… Ma voi chi siete?”

    Erano i famigerati Los Siete Enanitos , un po’ maranza, un po’ spacciatori.
    Ex militanti di una gang sudamericana, Los Pepinos, erano scappati da Las Meringas quando la situazione si era fatta terribilmente incasinata.
    Si diceva che fossero al soldo di una donna colombiana che gestiva il traffico di droga in quella zona: il suo nome era Blancanieves.

    Non risposero alla domanda di Hänsel e si limitarono a guardare i due che stavano lentamente alzandosi.

    “Stavolta però ti sacrifichi te eh” disse Hänsel a Gretel “che ok, ora ho un buco che potrebbe entrarci un tram, ma cazzo, mi brucia ancora…”

    I Los Siete Enanitos erano gay.

  • Cosa fare in caso di blackout

    Visto quanto successo in Spagna e Portogallo, ho ritenuto opportuno rispolverare un vecchio post nel quale fornivo consigli su come comportarsi in caso di blackout.
    Quindi, se per un attacco hacker o durante un temporale dovesse mancare l’energia elettrica, ecco cosa fare.

    Ovviamente, qualora il blackout venisse provocato da una saetta, durante un temporale, e tu restassi fulminata, il problema di come gestire l’emergenza non si porrebbe.

    Intanto, per scongiurare il rischio di provocare un blackout, evita di azionare troppi elettrodomestici: acquista vibratori a batteria, che magari è un mese che non scopi e far partire vibratore, lavatrice, lavastoviglie e forno potrebbe far saltare qualche valvola.

    In casa non devono mai mancare candele, fiammiferi, accendini (magari da tenere insieme in un cassetto) e torce; le lanterne LED fanno luce per centinaia di ore con una serie di batterie AA o AAA.
    Se sei collezionista di residuati bellici, anche un lanciafiamme può andare.

    Tieni in un luogo facilmente raggiungibile una lista con i numeri di telefono utili tra cui quelli dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri, del Pronto Soccorso e perché no, anche quello dell’elettricista di fiducia.
    Se capita che manchi la luce e sei sola in casa, ti lascio anche il mio numero…che non si sa mai.

    Attenzione a non usare ascensori o mezzi di trasporto alimentati a corrente (treni o tram).
    Ovviamente devi essere in possesso di doti divinatorie, nel senso che dovrai sapere prima che verrà il black out e, quindi, non prendere l’ascensore.

    Assicurati di avere sempre in casa un kit di pronto soccorso completo contenente medicinali di base, garze e cerotti e procurati una radio a pile con cui ricevere informazioni in tempo reale.
    Assicurati anche di aver cambiato anche le mutande…che mia mamma mi diceva sempre “cambiati le mutande che metti ti succeda un incidente…”, così, quando aprirai la porta per prendere l’ascensore e precipiterai per 100 metri nel budello perché si è bloccato al piano superiore, ti ritroveranno spiaccicata, ma le mutande saranno linde.

    In caso di blackout prolungato ci sono diversi modi per ottenere energia: il più semplice è un generatore portatile a benzina, gasolio o propano: dovrai studiare quale meglio si presti alle tue esigenze; del resto…chi di noi non ha nella borsetta o in tasca un generatore a propano?

    Altre opzioni sono gli impianti fotovoltaici, le turbine eoliche e i generatori ad acqua, ma si tratta di sistemi più costosi del generatore di corrente, anche se producono energia naturalmente e quindi illimitata.

    Ecco, se siete rimasti bloccati in metropolitana e non potete uscire, mettete le balle fuori dal finestrino ed infilatevi una dinamo nel culo che così il giramento di coglioni vi fornirà energia elettrica.

    I consigli sono per chi si ritrova a dover gestire un  blackout in solitudine; se siete in compagnia, preferibilmente di esseri umani viventi e non vostri consanguinei, il consiglio è uno solo: in attesa che torni la luce, fate sesso.

    E voi ometti:
    se la vostra lei è spaventata dal buio, rassicuratela con una lunga sessione di cunnilingus; se quelli terrorizzati siete voi, leccare una passera vi calmerà sicuramente.

  • Orgasm gap

    Lasciamo per un attimo Hansel & Gretel nella foresta, alle prese con i loro cazzi, e torniamo all’argomento che più mi sta a cuore.

    Lo scorso anno, a giugno, uscivano su Sexual Medicine i risultati di uno studio su quello che viene definito “gap sessuale” condotto negli Stati Uniti su un campione di indagine di 24 752 adulti, di età compresa tra 18 e 100 anni.
    I dati sono stati raccolti attraverso 8 indagini trasversali tra il 2015 e il 2023.

    Gli uomini riportano tassi di orgasmo che variano dal 70% all’85%, mentre per le donne i tassi si attestano tra il 46% e il 58%; questo divario, di circa il 22%-30%, dimostra ciò che sappiamo da sempre, ovvero una disuguaglianza nella soddisfazione sessuale.Analizzando più a fondo i dati si scopre che differenze nell’orientamento sessuale influenzano il raggiungimento di un orgasmo; vediamo le varie percentuali:
    uomini eterosessuali 85%;
    donne eterosessuali 63%;
    uomini omosessuali 89%;
    donne omosessuali 75%;
    uomini bisessuali 88%;
    donne bisessuali 66%.

    Cosa si evince?
    Che gay e lesbiche godono di più, ad esempio, e che la fantasia comune a molte donne, sesso a 3, non è particolarmente vantaggiosa in termini di raggiungimento dell’orgasmo; non è detto, quindi, che la probabilità di raggiungere l’orgasmo sia direttamente proporzionale al numero di cazzi che hai da gestire nello stesso momento.

    Cosa fare, quindi, se sei una donna etero ed appartieni a quel 37% che scopa e non orgasma?
    Diventi lesbica oppure inizi a darla a chi ti fa godere e se ti piace il cazzo, non hai scelta:
    devi darla a chi ti fa godere.

    Vero, quelli bravi a letto, amanti generosi ed appassionati, non lo portano scritto in fronte; purtroppo, la mia idea di dotare gli uomini di una specie di patentino del sesso, sul quale venissero riportate caratteristiche e recensioni delle amanti passati, non ha preso piede, ma ciò non significa che devi farti andare bene il sesso scadente.

    A meno che tu non desideri procreare, il sesso devi farlo esclusivamente per il piacere ed il benessere psico-fisico che dona: ergo, se hai una relazione sessuale insoddisfacente è ora di cercare qualcuno che ti faccia godere.
    Come scritto, non è che quelli meritevoli della tua fica lo portano scritto in fonte, oppure hanno un led luminoso verde in mezzo agli occhi, ma vale la pena cercare, provare.
    Se rimani nella tua relazione attuale insoddisfacente, hai 0 probabilità di godere; se cerchi altrove (in altre parole se ti fai amanti) magari le probabilità aumentano.  

    Fino a qualche anno fa ho dato il mio piccolo contributo alla causa, donando piacere a donne sposate/fidanzate che probabilmente non ne provavano abbastanza, dal momento che mi accoglievano nel loro letto, e ricevendone altrettanto e per me è stato un vero privilegio farlo; una donna che ti sceglie come amante conferisce una grande dono ed il solo modo che un uomo ha per sdebitarsi è farla godere.

    Oggi, invece, non sono più in grado di offrire performances degne, causa età, ed allora offrirò il mio contributo fornendo qualche dritta, sperando di sensibilizzare il lettore maschio che capitasse in zona.
    Quanto alle fanciulle, spero che possa servire anche a voi, a capire che meritate un uomo che sappia donarvi piacere e farvi stare bene.

    Dai prossimi post ci proverò, ok?

  • Kilometri

    Kilometri perché…

    Beh, perché con la “k” la parola ha 9 lettere ed il 9 è il mio numero preferito.

    Poi perché la mia vita si può misurare in kilometri dato che ho percorso l’equivalente della distanza tra la Terra e la Luna varie volte, per lavoro e per piacere.

    E nonostante le mie misure tutt’altro che ragguardevoli, avendo avuto svariate donne, posso affermare di aver distribuito kilometri di cazzo per il loro (e soprattutto mio) Piacere.

    E poi perché la vita la vedo come un viaggio: la destinazione è uguale per tutti, ma cambiano le strade che percorriamo per raggiungerla e così i panorami, i compagni che ci accompagnano…

    E poi, perché mi piaceva, semplicemente… ​