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  • I buoni propositi per il nuovo anno

    Beh, siamo arrivati all’ultimo atto delle feste: ancora domani e poi sotto con i buoni propositi; si stima che oltre l’80% delle persone li manderà affanculo entro i primi 30 giorni e che una percentuale bassissima, forse anche meno del 10% li poterà termine.

    Che alla fine sono sempre i soliti, ogni cazzo di anno:
    smettere di fumare, fare più attività fisica, mangiare più sano, risparmiare, cambiare lavoro…

    Mi domando:
    sai già che nel giro di poco tempo mollerai, perché ogni anno devi menartela con sta cosa dei buoni propositi?

    Secondo quelli che ne sanno, fallisci principalmente perché sono troppi, generici ed irrealistici; inoltre, spesso, vuoi assecondare le aspettative che altri hanno nei tuoi confronti ed è ovvio che fallisci se provi a fare qualcosa che tu non vuoi fare.
    Infine, i buoni propositi dipendono troppo dalle motivazioni che uno ha; prova a pensare a quante cose devi fare e che, in realtà, non vorresti:
    alzarti presto la mattina, andare al lavoro o a scuola, resistere a non prendere a calci quel coglione del tuo capo…
    Per ogni cosa che fai controvoglia, vai a consumare motivazione, che non è una risorsa infinita e si esaurisce presto.

    I buoni propositi sono quelle cose che sappiamo farci bene ma che non abbiamo voglia di fare; per farli servirebbe la motivazione ma l’hai usata quasi tutta stamane, per lasciare quel bel lettone caldo ed uscire al gelo, per raggiungere il lavoro e non te ne rimane molta, così fanculo la palestra , il mangiar sano e compagnia.

    Per i buoni propositi, dovresti avere la possibilità di utilizzare la tua motivazione solo per loro, possibile solo se tutto il resto che fai nella tua vita è piacevole e non richiede sforzi particolari; tuttavia, se la stragrande maggioranza delle persone fallisce miseramente nella realizzazione dei buoni propositi, significa che pochi sono quelli che riescono a vivere la vita di tutti i giorni ritrovandosi una bella scorta di motivazione a fine giornata.

    Io non sono un esperto ma, secondo me, il solo modo che hai per non fallire con i buoni propositi è…non averne.

    So benissimo anch’io che un centrifugato di papaya e cetriolo è più sano di un gin tonic o che un piatto di finocchi cotti al vapore sono più salutari di sei fette di cotechino.
    E sì, lo so che mi farebbe meglio uscire per una corsetta al gelo invernale che stare in casa, al calduccio, a sorseggiare una cioccolata calda e leggere un libro, ma non me ne frega un cazzo:
    i buoni propositi servono solo a farti sentire un inutile pezzo di merda quando fallirai, perché molto probabilmente fallirai; e non è che fallisci perché sei un buono a nulla eh, ma perché vivi decine di situazioni che succhiano motivazione, forza di volontà e cazzo…arrivi alla fine che non ne puoi più.

    La vita è breve e si fanno già un sacco di cose malvolentieri perché vanno fatte; non complicarti l’esistenza aggiungendone altre, ma cerca di aumentare ciò che ti dà piacere e fanculo i buoni propositi.

    Se proprio non ne puoi fare a meno e anche tu vuoi almeno un buon proposito, un obiettivo per il 2026, te ne suggerisco uno io:
    scopa di più.
    Per questo 2026 cerca di godere (e far godere) più orgasmi di quanto tu non abbia fatto nel 2025; questo mi pare un buon proposito per il nuovo anno, colmo di altruismo e utile per il benessere psicofisico.

  • Sesso e depressione

    Il titolo, in effetti, potrebbe essere fuorviante; questo non è un post autobiografico, nel senso che non scriverò del legame che c’è tra il sesso insieme a me e la depresione:
    a quanto ne so, delle mie tre amanti che ho avuto in “carriera”, due sono diventate lesbiche, la terza ha preso i voti, diventando monaca cistercense della stretta osservanza e nessuna delle 3 mi risulta sia preda di depressione.

    Un nuovo studio ha dimostrato che un’attività sessuale regolare riduce il rischio di depressione, ma quante volte bisognerebbe farlo per ottenere questi benefici?

    Vi risparmio tutto il pippone dello studio (in fondo c’è il link se volete):
    pare che fare sesso da una a due volte la settimana riduca sensibilmente il rischio di depressione.  

    Del resto, noi lo sapevamo già; una regolare e appagante attività sessuale offre una serie di benefici psico-fisici:

    migliora il sonno, riduce lo stress, migliora la salute cardiovascolare, genera un aumento dell’autostima e del benessere psicologico, riduce il rischio di cancro, malattie cardiovascolari e, in generale, pare aiuti a vivere più a lungo. 

    C’è solo un piccolissimo dettaglio:
    chi è depresso non ha voglia di scopare.

    Dal punto di vista della sessualità, la depressione porta una riduzione del desiderio sessuale, può causare o peggiorare problemi come disfunzione erettile, difficoltà nell’eccitazione, nell’orgasmo o secchezza vaginale.
    Tutto questo finisce per influenzare negativamente la vita di coppia, causando stress, conflitti e difficoltà nella comunicazione.
    Come se non bastasse, chi è depresso si vede prescrivere farmaci, gli antidepressivi, che possono avere effetti collaterali, provocando disfunzione erettile o problemi nell’orgasmo.

    Quindi la depressione può portare a disfunzioni sessuali, ma le disfunzioni sessuali possono anche contribuire alla depressione e cazzo, non se ne esce…

    A questo punto uno potrebbe dire:
    “che problema c’è…basta non cadere in depressione…”
    E questo è vero, ma ci sono tanti, troppi fattori che possono generare tale disturbo: 
    ereditarietà, squilibri neurotrasmettitoriali variazioni ormonali, eventi stressanti e traumatici, difficoltà nelle relazioni interpersonali, il modo in cui una persona interpreta gli eventi, alcune condizioni mediche, come malattie croniche, dolore persistente o malattie neurologiche…
    E ancora disturbi d’ansia, disturbo da uso di alcol e altre sostanze, schizofrenia

    Ora ti starai domandando: come posso ridurre il rischio di cadere in depressione?

    A tal proposito ci sono un sacco di libri che possono spiegarlo in modo semplice; tuttavia, mettere in pratica ciò che propongono non è affatto facile, a meno di non vivere in un monastero e fare un cazzo tutto il giorno se non meditare.
    Tu, io, viviamo nel mondo reale, dove le rotture di cazzo piovono dal cielo e si incontrano idioti dietro ogni angolo.

    Io sono per la prevenzione, non per la cura; quindi, il mio suggerimento è sempre il medesimo, il solito messaggio che cerco di dare su questo blog:
    scopa.
    Il sesso riduce il rischio di depressione e la depressione non è affatto semplice da curare; se non vuoi passare il resto della vita rincoglionia dai farmaci, fa sesso appagante, prosciugati a furia di orgasmi, goditi la vita sessuale che ti va, come ti va e quando ti va.

    Stai con uno che non ti scopa? Cerca chi ti desidera.
    Fai sesso poco appagante? Cerca uno o più amanti che sappiano farti godere.
    Hai problemi di desiderio o non ti tira più il cazzo? Forse è perché ti scopi la stessa donna da anni, o magari non è quella adatta: chiudi la storia e cerca altrove, oppure prova con le escort.
    Fate come cazzo volete, ma fate sesso, consenziente ed appagante.

    Se c’è un farmaco potente, in grado di prevenire un sacco di problemi di natura fisica e mentale, quello è il sesso:
    fallo e ricorda sempre che per fare bene deve essere appagante.

    Non accontentarti di sesso scadente: trova chi sappia farti godere e divertiti.

    Fonte:
    https://www.today.it/benessere/quante-volte-fare-sesso-settimana-depressione.html

  • I film tristi fanno ingrassare

    Gran gran parte dell’infelicità umana è colpa del cinema:
    i film romantici generano aspettative irrealizzabili per gran parte delle donne; i film porno, invece, per gli uomini.

    Ed i film strappalacrime?
    Beh, gli esperti della Cornell University, in un articolo pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine, sostengono che le pellicole tristi inducono a mangiare di più.
    In un test svolto nelle sale cinematografiche di sette città americane, nel weekend super affollato della festa del ringraziamento, è saltato fuori che chi aveva guardato una pellicola commovente aveva mangiato il 55% di pop-corn in più rispetto a coloro che avevano scelto la commedia.

    E non va meglio per quelli che, invece, amano i film d’azione:
    davanti a queste pellicole si tende a mangiare seguendo il ritmo incalzante della storia narrata, come hanno dimostrato gli stessi ricercatori in uno studio precedente.

    Ricapitolando, quindi, i film romantici generano aspettative irrealizzabili: storie grondanti passione, romanticismo, dove l’eroina, di solito un’insignificante e sfigata esponente del genere umano di sesso femminile, conduce una vita di merda fino a quando incontra il suo “principe azzurro”:
    bellissimo, sensualissimo, intrigantissimo, intelligentissimo, di successo, sicuro di se, che quando va in bagno a cagare non lascia puzza ma le delicate note profumate del patchouli.
    Ovvio che, alla fine del film, quando una pensa alla propria di vita sentimentale, quando paragona il suo uomo al “principe azzurro” del film, un minimo di sconforto arriva e si fa forte il desiderio di farla finita, cercando di morire per intossicazione acuta da alcol ingozzandosi di Mon Cherie. 

    Per i maschi, invece, le aspettative irrealizzabili le generano i film porno:
    ti immagini di finire a letto con una truccata, fisico mozzafiato, lingerie erotica, tacco 15, pronta a donarti tutti i buchi ed a supplicarti di sborrarle in faccia e, invece, ti ritrovi una con bigodini e pigiama di pile, che appena provi ad infilarle la mano sotto la felpa ruggisce:
    “cos’hai intenzione di fare? Dormi e non rompere il cazzo!”

    Tra i due, però, agli uomini va meglio:
    se un uomo vuole nel letto una bella figa, disponibile, messa giù da gara, al posto di una specie di Gabibbo coi bigodini in testa, per realizzare le aspettative del porno che ha visto il giorno prima, può sempre andare con una escort; vero che costa un po’ ma alla fine realizzi ciò che desideri.
    Per una donna, invece, è piuttosto difficile:
    un Edward Lewis (il personaggio che interpreta Richard Gere in Pretty Woman) per tutta la vita credo sia impossibile da trovare.
    Eh sì, perché di uomini belli, ricchi e affascinanti, dei veri Principi Azzurri, probabilmente ce ne sono ma per uno di loro ci sono milioni di donne pronte ad accaparrarselo, magari anche più sexy e più giovani e quindi…è una partita persa in partenza.

    Se invece di un “Principe Azzurro” per la vita vi accontentate di un “Idiota Marrone chiaro”  (mi faccio le lampade) per una notte…contattami pure: magari non è sempre così, ma dicono che “chi si accontenta gode”…