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  • Dimmi che auto guida e ti dirò… Sì, come scopa

    Scena:
    sei in vacanza con le amiche, ma ti sei rotta il cazzo di fare incontri maschili inutili, pertanto lasci perdere i locali fighetti ed opti per la Sagra del Cinghiale di Premilcuore.

    Un tipo si avvicina e si presenta: un paio di battute, qualche bicchiere di Sangiovese e la serata scorre via in modo piacevole.

    Non è uno che presenteresti alla famiglia e non tanto per il jeans su una t-shirt smanicata e scarponi da trekking, stile Mauro Corona, ma perché ha uno strano tic nervoso:
    ogni volta che conclude una frase si dà una grattata alle palle e si stacca le mutande dal culo; tuttavia, decidi che è la sera giusta per sfrattare il ragnetto che ha fatto la tela tra le tue cosce.

    Ti propone di andare altrove a continuare la serata ed accetti; uno così è improbabile abbia un’auto costosa, il che vuol dire che è normodotato, almeno.

    Il completino costato come un’utilitaria, che indossavi la prima sera, lo hai barattato in un negozio di alimentari gestito da tre fratelli pakistani con 54 chili di Coccodrì della Haribo; la depilazione impeccabile di qualche giorno fa inizia a cedere e le gambe somigliano sempre più a quelle di Vinnie Jones quando giocava nel Wimbledon, ma il tuo accompagnatore è, come direbbero qualcuno, dignitosamente brillo e messo così potrebbe scoparsi una femmina di grizzly che manco se ne accorgerebbe.

    Mentre camminate verso il parcheggio cerchi di indovinare che auto può avere uno così; difficile ami auto d’epoca, così il culo di nonna Flavia è salvo.

    Si avvicina a…cazzo è quel coso?
    Un motocarro arancione, con tre balle di paglia nel cassone (tiè, fatti che rima…).
    Ciò rafforza la convinzione che uno così meglio non presentarlo in famiglia, ma almeno non ha un SUV!

    Mentre il tipo cerca di mettere in moto pensi:
    “chissà se esiste un modo per capire com’è a letto osservando come guida…”

    Ovvio che c’è, e sono qua per svelartelo.

    Il Corridore
    Alla guida: non appena appoggia le chiappe sul sedile dell’auto e prende in mano il volante, si sente come Verstappen al via del gran premio nel quale si gioca il mondiale di formula uno, anche se sta andando a fare la spesa all’Esselunga.
    Il suo sogno è partire al semaforo impennando la sua Dacia Sandero come Toretto in Fast & Furious.
    A letto: passionale e focalizzato sull’obiettivo finale.
    Il rischio è che lui arrivi al traguardo ancora prima che tu parta.

    Il Prudente
    Alla guida: mani saldate sul volante in posizione “9 e 15”, guida rispettando pedissequamente i limiti, venendo insultato perfino da camperisti, ciclisti e tate col passeggino.
    A letto: non va oltre la posizione del missionario ed i colpi sono perfettamente cadenzati (gnigo, gnago, gnigo, gnago…) un vero metronomo umano; tuttavia, sopperisce alla totale assenza di fantasia, con una totale dedizione al piacere della partner.

    Il Distratto
    Alla guida: sbaglia strada di continuo, si accorge della freccia che lampeggia dopo 75 chilometri dalla svolta, passa gran parte del tempo a cambiare stazione radio e cercare la regolazione perfetta del climatizzatore; ogni tanto guarda anche la strada eh…
    A letto: imprevedibile, spontaneo e divertente, a volte tende a perdersi, tipo che mentre vi scopa a pecora si blocca perché vede un’ombra sul muro che gli ricorda la forma di un opossum.

    Il “Road Rage”
    Alla guida: la vena del collo gonfia come il cazzo di un cavallo pronto per montare la cavalla, ogni viaggio con lui ha come colonna sonora il clacson, suonato furiosamente ad ogni minima incertezza di chi lo precede e bestemmie, inframezzate da insulti rivolti a madri e sorelle dei poveretti che trova sulla sua strada.
    A letto: posseduto da un disperato bisogno di controllo, non riesce a lasciarsi andare, e sente la necessità di calcolare ogni singola mossa, col rischio di avere tutti i muscoli rigidi tranne il solo che dovrebbe esserlo.

    Il Fluido
    Alla guida: guida rilassato, spesso usando una sola mano, lascia sfilare i proprietari di AUDI che sfanalano infoiati, ignora bellamente quelli che gli stanno attaccati al culo e compatisce quelli incazzati già alle 6 del mattino. Rallenta per agevolare chi deve immettersi sulla strada e dà la precedenza ai pedoni sulle strisce. Less stress
    A letto: con lui raggiungerai la destinazione godendoti il viaggio.
    Sa quando accelerare e rallentare, è empatico, sa cosa fare e come farlo.
    Per lui, il suo orgasmo è solo la ciliegina su una torta già deliziosa.

    Beh, that’s all folks!!!

    Ricapitolando:
    se vuoi godere del buon sesso, evita chi ostenta oggetti lussuosi e punta su chi non ha bisogno di apparire.
    Ah, te la butto lì: non ho auto di lusso ed ho una guida fluida…
    Come si dice, chi ha orecchie per intendere…magari scopa e gode pure.

  • Dimmi che auto guida e ti dirò…

    Scena:
    sei in vacanza con le amiche, bevendo un drink in un locale; siete messe giù da gara.

    Un gruppo di uomini si avvicina: un paio di battute, qualche bottiglia di champagne gentilmente offerta dai tipi che vi hanno approcciato e inizi a puntarne uno, quello che ti sembra più carino e simpatico.

    La serata scorre via in modo piacevole; si sono formate delle coppie e tu sei seduta su un divanetto bordo piscina con il tipo carino.
    Ok, la camicia nera abbinata al pantalone chiaro fa molto Tony Manero ma emana un piacevole profumo, azzecca i congiuntivi, non si scaccola né rutta…
    E poi indossi un completo intimo pagato quanto un’utilitaria che finora hai visto solo tu davanti allo specchio…
    Per non parlare della seduta dall’estetista dalla quale sei uscita con gambe e passera depilate come il cranio di The Rock…

    Come da copione, ti propone di andare da un’altra parte ma stavolta, memore di quanto hai letto su un blog, decidi di sondare prima il terreno che va bene, è carino, simpatico, dotato di una certa eleganza, ma hai voglia di cazzo, uno come si deve.
    Con una certa nonchalance butti lì una domanda che al maschio medio scarsamente intelligente sembra innocua ma può rivelare molto:
    “che macchina hai?“

    Ad ogni modello di auto corrisponde una personalità ben definita: vediamo.

    Il SUV: protettivo, deciso, (forse un po’ competitivo)
    Secondo una ricerca dell’Università di Vienna (2019), chi sceglie un SUV spesso cerca un senso di protezione e sicurezza, ma anche di posizionamento sociale. Il SUV comunica forza, status e padronanza del contesto.
    Tradotto: “quando ero piccolo mia mamma mi vestiva da femmina… Ma sul serio esistono cazzi più lunghi di 5 centimetri?

    La city car: pratica, smart, senza troppi fronzoli
    Chi guida una city car (tipo Fiat Panda, Toyota Aygo, Renault Twingo…) tende ad avere una personalità funzionale, pragmatica, spesso con uno stile di vita urbano e veloce.
    Un’auto piccola può anche comunicare indipendenza, autosufficienza e attenzione al budget.
    Tradotto: “no, aspetta…torna indietro…pensavo che portarti al chiosco per un panino con la porchetta e una Beck’s come primo appuntamento fosse abbastanza. Se vuoi ti offro una Moretti eh…ma paghiamo alla romana”.

    L’elettrica: consapevole, moderna, idealista
    Le auto elettriche – come Tesla, Renault Zoe o MG4 – sono scelte tipiche di chi ha un alto grado di consapevolezza ambientale o vuole sentirsi parte del cambiamento.
    Secondo uno studio di Deloitte (2022), chi guida elettrico tende ad avere profili più innovatori e early adopter.
    Tradotto: “ahhh che bella scopata! Quello che ha inventato le real dolls merita il Nobel!”.

    La sportiva: passione, adrenalina, autoaffermazione
    Che sia un’Alfa Romeo coupé o una vecchia Subaru WRX, la sportiva parla chiaro: chi la guida ama la prestazione, il rumore del motore e il senso di libertà. Ma anche il desiderio di distinguersi e di esprimere la propria individualità.
    Tradotto: “non è vero che voglio più bene alla mia auto che a te! Anche se mi hai scoperto in garage che mi stavo tirando una sega accarezzando il fanali della mia Giulia Quadrifoglio…ti garantisco che mi piaci anche te!

    L’auto d’epoca: nostalgia, gusto, unicità
    Chi conserva o guida un’auto storica non lo fa (solo) per viaggiare. Lo fa per stile, memoria e identità. È spesso una persona riflessiva, attenta ai dettagli e con un certo orgoglio controcorrente.
    Tradotto: “stai dicendo che vuoi lasciarmi? E solo perché mi hai beccato che stavo inculando tua nonna?”.

    Il monovolume (o station wagon): equilibrio, famiglia, concretezza
    Veicoli spesso sottovalutati, ma chi li sceglie ha una missione chiara: funzionalità. Parliamo di persone che organizzano, pianificano, valutano. Niente fronzoli, solo cose che servono davvero.
    Tradotto: “eh no, lo sai anche tu: il sesso si fa solo il venerdì, dalle 21 alle 21 e 10. Oggi è giovedì! Piuttosto, hai preparato la merenda per i nostri dodici figli? Mi raccomando, due fette di pane da 25 grammi ciascuna e 45 grammi di prosciutto, precisa eh, non a occhio come tuo solito”.

    E sì, forse meglio se ti liberi del tizio e punti la lesbica seduta al bancone.

  • Auto e dimensioni

    Scena:
    sei in vacanza con le amiche, bevendo un drink in un locale; siete messe giù da gara.
    Un gruppo di uomini si avvicina: un paio di battute, qualche bottiglia di champagne gentilmente offerta dai tipi che vi hanno approcciato e inizi a puntarne uno, quello che ti sembra più carino e simpatico.

    La serata scorre via in modo piacevole; si sono formate delle coppie e tu sei seduta su un divanetto bordo piscina con il tipo carino.
    Ok, la camicia nera abbinata al pantalone chiaro fa molto Tony Manero ma emana un piacevole profumo, azzecca i congiuntivi, non si scaccola né rutta… E poi indossi un completo intimo pagato quanto un’utilitaria che finora hai visto solo tu davanti allo specchio… Per non parlare della seduta dall’estetista dalla quale sei uscita con gambe e passera depilate come il cranio di The Rock… Ovvio che quando ti propone di fare un giro non ci pensi due volte ed accetti, che magari ci scappa pure un bell’orgasmo.

    Saluti le amiche, segui il tuo cavaliere al parcheggio e…
    Cazzo, ha una Porsche!

    Ebbene sappi che cazzo ed auto sportive hanno un legame; a dimostrarlo uno studio del 2024 condotto un team di ricercatori dell’University College di Londra.

    Hanno anno preso 200 uomini, di età compresa tra 18 e 74 anni, i quali dovevano leggere informazioni online mentre erano esposti a vari annunci pubblicitari, compresi quelli di auto di lusso.
    Nel contesto dell’esperimento, sono state inserite informazioni sulle dimensioni medie del pene, alcune delle quali intenzionalmente fuorvianti, per influenzare la percezione dei partecipanti riguardo alle proprie misure.

    E cosa è risultato?
    Che coloro che erano stati indotti a credere di avere un pene più piccolo della media mostravano un interesse maggiore verso prodotti di lusso e auto sportive, rispetto a coloro ai quali era stato suggerito di avere dimensioni superiori.
    Questo fenomeno è stato interpretato dai ricercatori come un tentativo di compensazione, dove il possesso di beni simbolicamente potenti e visivamente impressionanti serve a rinforzare una immagine di sé percepita come deficitaria.

    Quindi, il tuo cavaliere in Porsche, magari con al polso un vistoso Patek Philippe da 20.000 euro, ha il cazzo piccolo.

    Tuttavia, non devi disperare: puoi benissimo iniziare una relazione, magari sposarlo e poi ti scopi il giardiniere che guida una Panda prima serie e che, stando ai risultati dello studio, potrebbe essere messo bene là sotto.

  • Come affrontare le notti tropicali

    Stando al meteo ci aspettano giorni tutt’altro che piacevoli; alla fine è una specie di prova generale per preparare noi peccatori a trascorrere l’eternità all’inferno.

    Il meglio di sé pare lo darà a metà della prossima settimana, ma anche gli altri giorni faranno sperare che arrivi presto il tempo delle caldarroste.
    Di buono c’è che potremo finalmente utilizzare quanto appreso nei lunghi pomeriggi del catechismo, avendo una lunga serie di santi e divinità cristiane da bestemmiare.

    Ora, sai che amo essere utile al prossimo; svariate decine di donne possono confermare la mia innata inclinazione a dedicarmi con passione alle persone, esclusivamente di sesso femminile e maggiorenni, ed al loro benessere; ecco perché oggi, desidero dare il mio contributo e dispensare qualche utile consiglio su come sopravvivere a questa canicola insopportabile.

    Mantieni una corretta idratazione serale.
    Arrivi a casa dopo un’estenuante giornata di lavoro e spesso anche dopo un sacco di tempo trascorso in auto o qualche mezzo di trasporto pubblico; hai buttato fuori anche i liquidi introdotti durante il Natale di cinque anni fa ed ora sei disidratata come una prugna Sunsweet.
    Dopo una doccia rigenerante devi idratati: preparati un litro di gin tonic e scolatelo tutto, fino all’ultima goccia così sarai idratata e grazie all’effetto dell’alcol che obnubilerà i sensi, cadrai in un sonno profondo che non ti farà più percepire il caldo, che dormire bene è importante.

    Spalanca le finestre nelle ore più fresche del giorno, in serata e nottata, così entreranno flotte di zanzare così grosse e assetate del tuo sangue che mentre te lo succhiano (il sangue) ti guardano dritto negli occhi come quando ti fanno un pompino.

    Mantieni una posizione distesa durante il sonno, una forma a stella marina con braccia e gambe leggermente divaricate favorisce la dispersione di calore.
    Se poi uno te la lecca tenendo in bocca un cubetto di ghiaccio, starai divinamente.
    Io ho smesso, dopo quella volta che ho ingoiato il cubetto di ghiaccio e per poco soffocavo.
    Fui salvato dal vicino di casa, un pompiere gay, che nel praticarmi la manovra di Heimlich tentò di incularmi.

    Riduci l’uso dell’illuminazione artificiale: le fonti luminose emettono una certa quantità di calore che contribuisce a riscaldare l’ambiente.
    Ok, ma cosa faccio, mi aggiro per casa nell’oscurità a tentoni fino a quando non mi disintegro il dito mignolo del piede contro lo stipite della porta?

    Qua il link serio con tutti i consigli
    https://www.meteoeradar.it/notizie-meteo/clima-e-ambiente-come-affrontare-le-notti-tropicali–2e939208-009f-4042-9ae4-60160a7bfb21

    Da parte mia, mi sento di aggiungerne uno:
    prendete un cacciavite ed uscite nottetempo, così ci sarà meno caldo, per incidere sui cofani delle auto dei vostri conoscenti, che in inverno si lamentano del freddo ed auspicano un rapido arrivo dell’estate, degli enormi cazzi. Mi raccomando: andateci giù pesanti col cacciavite

  • Iniziale del nome e sessualità lettera J

    Puoi essere molto romantico e legato al glamour dell’amore.
    Avere un partner è la cosa più importante per te.
    Sei libero nelle tue espressioni di amore e sei disposto a prendere opportunità, provando nuove esperienze con il tuo partner proporzionando a tutto questo il buon gusto.
    I cervelli ti accendono, vuoi sentire che il tuo partner sia intellettualmente stimolante, in altro modo troverai difficoltà per sostenerela relazione.
    Chiedi amore, dolcezza, vino e cena per sapere che sei apprezzato.”

    Amore, dolcezza, vino e cena.
    Direi che si potrebbe semplificare il tutto e andare subito col vino.
    La penso più o meno come un certo Charles Baudelaire che, mi dicono, essere un famoso poeta francese dell’800.

    Bisogna essere sempre ubriachi. Ecco tutto: questo è l’unico problema.
    Per non sentire l’orribile peso del Tempo che vi rompe le spalle e vi piega a terra,
    dovete ubriacarvi senza posa.
    Ma di che?
    Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare.
    Ma ubriacatevi.
    E se a volte,
    sui gradini d’un palazzo,
    sull’erba verde d’un fosso,
    nell’inerte solitudine della vostra camera,
    vi svegliate perchè l’ebrezza è scemata o scomparsa,
    chiedete al vento,
    all’onda,
    alla stella,
    all’uccello,
    all’orologio,
    a tutto ciò che fugge,
    geme,
    scorre,
    canta,
    parla,
    chiedete che ora è;
    e il vento,
    l’onda,
    la stella,
    l’uccello,
    l’orologio vi risponderanno:
    è ora di ubriacarsi!
    Per non essere gli straziati martiri del Tempo,
    ubriacatevi senza posa!
    Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare.

    Ovviamente ci si deve ubriacare evitando di stare male; raggiungere il livello giusto in cui ci si sente piacevolmente storditi e si farebbero cose che magari non avremmo mai fatto da sobri, ma se chiedessi all’uccello credo mi direbbe di trovarmi una figa e non di ubriacarmi.

    Anche la lettera J mi manca: se sei Jessica, Jenny o… Jeannie, la protagonista di “Strega per amore”, anche se preferivo la sorella gemella mora.
    Vabbè, ci siamo capiti no?

  • Happy birthday to… Me!

    Una volta un mio amico disse che arrivato a 30 anni uno poteva anche morire visto che la vita non gli avrebbe dato molto di più se i suoi 30 anni li aveva vissuti appieno.
    Erano quelle teorie del cazzo che nascono dopo litri di alcol e qualche canna; per la cronaca il tipo oggi ha 62 anni e non ci pensa nemmeno a lasciare questo mondo di merda.

    Io la pensavo come lui all’epoca: fossi morto a 30 anni mi sarei risparmiato, ad esempio, la sofferenza di vedere mio padre ammalarsi e morire, più altre rotture di cazzo, ma non avrei nemmeno provato la sensazione di innamorarmi perdutamente di una ragazza, il primo ed unico amore a 43 anni.

    Oggi sono 58: intimamente, penso di aver già vissuto tutto ciò che di bello la vita poteva donarmi, ma cercherò comunque di godermi ogni attimo di piacere che mi verrà offerto dal Fato.

    Cinquantotto anni è un bel traguardo in effetti: come dico spesso, uno più famoso di me, con barba e lunghi capelli che faceva miracoli e somigliava a Kurt Cobain, leader dei Nirvana, non è andato oltre i 33 e quindi sono stato fortunato.

    La mia nascita fu un piccolo evento.
    I miei genitori, cattolici praticanti, volevano venissi alla luce in una grotta a Betlemme il giorno di Natale ma sbagliarono i calcoli sulla data dell’accoppiamento e nacqui a Luglio.

    Visto che nella bassa Parmense di grotte non ce n’erano, optarono per una casa cantoniera lungo la via Emilia; al posto di bue e asinello, visto che faceva già caldo, optarono per un pinguino DeLonghi.

    Non era nemmeno previsto il passaggio di una cometa così mio zio rubò un grosso faro da una discoteca della zona e lo mise sul tetto della casa: la notte lo accesero ed iniziarono ad arrivare persone.
    Si teneva un rave nella zona e tutti, vedendo questa luce, pensavano fosse il locale in cui si teneva l’evento.

    Arrivò un auto con a bordo cinque “Hardcore Warriors”:
    “È qui il rave?” chiesero a mio zio 77enne.
    “Eh? Rave? ” rispose perplesso.
    “Vabbè hai delle paste? ” chiesero.
    Mio zio non sapeva dell’esistenza dell’extasy e rispose:
    “No paste no…Ma mia moglie ha fatto un’ottima crostata di prugne”
    I tizi gli sputarono in faccia e partirono sgommando.

    La mattina del 23 di Luglio, a che ora non lo so, nacque un bel bambino…occhi chiari, pelato, grassoccio e senza denti (i denti li ho, ma per il resto sono diventato tale e quale ad allora).
    Ad assistere al parto una nostra parente che faceva l’infermiera; per ingannare l’attesa di scolò due casse di Ceres e quando fu il momento di tagliare il cordone ombelicale ne vide due: uno era il cordone e l’altro il mio uccello.
    Ero incredibilmente dotato…sarei potuto diventare il più famoso attore porno della storia; quello che successe è facilmente intuibile: tagliò il “cordone” sbagliato e così ecco la nascita di una persona destinata all’infelicità sessuale.

    E tanti auguri a me.

    Visto l’occasione, avrei potuto mettere una mia foto ma sono una persona molto riservata e tutt’altro che fotogenico; pertanto, ho preferito optare per ciò che mi ha contraddistinto in questi ultimi…40 anni:
    una patologica ed insaziabile passione per il cunnilingus.

  • Tre regole per fare conquiste in spiaggia

    Terzo giorno.

    Decidi di giocarti il tutto per tutto!
    Al bar non ha funzionato, sulla spiaggia meno di un cazzo e non ti rimane che l’approccio in acqua.
    Ci vuole un po’ ma finalmente si alza e va verso il mare; da dietro i tuoi RayBan a specchio tarocchi la osservi: la parte sopra del bikini fatica a contenere le sue tette generose e la parte sotto evidenza un culo che renderebbe etero metà della popolazione gay maschile.
    Ormai è sul bagnasciuga: ti alzi e vai verso di lei, così da immergerti a poca distanza, quando si ferma accanto al bagnino e noleggia un pedalò.
    Cazzo, non ci voleva! Questo imprevisto rovina il piano!
    Occorre idearne subito un altro…

    “Ci sono!” pensi “ne prendo uno anche io, poi a largo mi avvicino, la urto, mi scuso per la mia scarsa capacità di navigazione e iniziamo a chiacchierare e…”
    Arriva di corsa il bambino che ti aveva calpestato un paio di giorni prima, al bar, per prendere la lattina di coca che sale sull’ultimo pedalò rimasto.
    “Nonna andiamo” sbraita quella creatura generata al solo scopo di rompere i coglioni; di lì a poco ecco la nonna: la settantenne che ti perseguita da giorni!
    Ti guarda, accenna un sorriso, socchiude la bocca e fa passare la lingua sulle labbra in modo lussurioso quando le cade la dentiera nella sabbia.
    “MAPPORCADIQUELLAMADO…”
    “Nonna arrivo ad aiutarti!” ed il marmocchio corre verso il vecchio puttanone.

    Approfitti della situazione e con la velocità un ninja di qualche B movie degli anni 70, salti sul pedalò e parti all’inseguimento della brunetta.
    Nella foga dimentichi un paio di dettagli:
    non indossi occhiali da vista e la tua miopia è tale da non vedere un cazzo oltre i tre metri e, soprattutto, non sai nuotare.

    Ti metti a pedalare come un ciclista dopato in salita ma davanti a te vedi solo immagini sfocate: non vedi la morettina e manco sai dove andare.

    Dopo un tempo indefinito urti un peschereccio battente bandiera greca, il che ti fa supporre di esserti allontanato un po’ troppo dalla riva.
    Vieni issato a bordo da quello che pare essere il capitano; parla una lingua che non capisci ma cogli al volo le loro intenzioni non appena tentano di legarti ad una specie di cavallina per volteggi, in modo da metterti a pecora.
    Riesci a divincolarti e ti getti in mare, ma non appena tocchi l’acqua ricordi che non sai nuotare e realizzi che forse era meglio avere il buco del culo in fiamme piuttosto che morire annegato.
    Annaspi per un po’ e poi, il buio!

    Quando apri gli occhi ti trovi all’interno di una specie di caverna; il tanfo di pesce è nauseante, ma dopo qualche minuto ci fai l’abitudine.
    Sei circondato dall’oscurità; alla tua destra vedi provenire una flebile luce: ti alzi e ti incammini verso quella che presumi sia l’uscita dall’antro.
    In realtà la luce proviene da una lampada posta su un vecchio tavolo in legno; seduto a quel tavolo un ometto anziano che sta intagliando un pezzo di legno.
    “E tu chi sei” domandi “ma soprattutto, dove mi trovo?”
    Il vecchio trasalisce bestemmiando in veneto e per poco non cade dalla sedia.
    “Mi hai spaventato, cazzo!”
    “Mi scusi, non volevo…”
    “Vieni, siediti…intanto mi presento, sono Geppetto, Mastro Geppetto. Sono stato inghiottito assieme a mio figlio, Pinocchio, da questo pesce enorme, ormai tre settimane fa.”
    “Sei qua dentro da tre settimane? E tuo figlio?”
    “Lui è riuscito a fuggire, assieme a tre escort portoghesi di nome Nina, Pinta e Santamaria ed un tizio ligure, un certo Cristoforo, un tossico che voleva andare in India con queste tre per aprire un bordello ma s’è perso…”
    “E tu?”
    “Io sono vecchio e non ho più la forza di muovermi; ma tu, salvati! Vedi quel corridoio che si perde nell’oscurità? Percorrilo fino in fondo e ti porterà alla fine del tratto dell’intestino di questo mostro. Soffre di aerofagia e se sei fortunato potrai uscire sparato fuori da una delle sue portentose scoregge.”

    Decidi di seguire il consiglio del vecchio, lo saluti e ti incammini.
    Dopo pochi minuti senti un gorgoglio e un istante dopo vieni investito da un getto d’aria calda, fetida e fortissima, che ti spara fuori dal culo di quel pesce enorme come un tappo da una bottiglia di champagne.

    Mancano cinque minuti alle due.
    Dalla strada arriva un mix di urla, risate e le note del classico tormentone estivo.
    Steso sul letto , nudo, a mani incrociate dietro la testa guardi il soffitto; ti senti rilassato ed appagato.
    Ti giri e la vedi alla tua destra che ti guarda: la brunetta tanto agognata.
    “Sai, per me è la prima volta con un trans e non è stato male, a parte il bruciore di culo…”

    Perdonatemi, mi sono fatto prendere dal desiderio di raccontare frammenti di vita vissuta…
    Ecco la terza regola.

    IN MARE: MANTIENI LE DISTANZE
    Anche in acqua si può conquistare la persona che stuzzica il tuo interesse, e forse è anche più facile. Tieni solo a mente 2 cose fondamentali: non ti avvicinare troppo e fallo quando l’acqua è bassa (fino alla vita, per intenderci). Se ti avvicini a qualcuno durante un bagno può sembrare un gesto molto più invasivo che se lo facessi sulla sabbia perché in acqua molti si sentono più vulnerabili e, quindi, sono sulla difensiva. Non tutti sanno nuotare bene e sentire il proprio spazio invaso fa salire lo stress. Non affrettarti!
    Una volta trovato il momento giusto, sfodera la simpatia: complice l’acqua, gli schizzi e il caldo, stuzzicalo/a con giovialità e instaura un clima goliardico. Insomma, siete in mare, volete rilassarvi e divertirvi, usa questo stato mentale per conoscere una persona simpatica che sta allo scherzo e che accetta di farsi avvicinare. Non sarà difficile, il sole rende più socievoli e la tintarella più belli e sicuri di sé. Inoltre, quando si è in acqua si pensa meno ai propri difetti fisici (leggi: cellulite, maniglie dell’amore…) quindi quale momento migliore per mostrare la parte migliore di sé e invitarlo a cena in un ristorante in riva al mare?

    Tengo a precisare che le tre regole non sono frutto della mia esperienza ma le ho scippate da chi ne sa più di me: Meetic
    https://www.meetic.it/p/consigli/seduzione-spiaggia/

    E buona sorte.

  • Tre regole per fare conquiste in spiaggia

    Secondo giorno.
    Ti ritrovi lì, stessa spiaggia, stesso mare e stesso cazzo di problema:
    approcciare la brunetta.

    Decidi di scartare la mossa bar e di puntare ad un approccio diretto; ora, però, occorre studiare una strategia perché una volta avvicinato devi per forza trovare un modo per rompere il ghiaccio, una bella frase ad effetto che sia simpatica, spiritosa e che possa suscitare l’interesse della brunetta a conoscerti meglio.

    Passi la lingua sugli incisivi superiori ed istantaneamente rammenti cosa accadde quella volta al bagno Loris di Gabicce in una situazione simile; tu che ti avvicini ad una gran figa in topless sorridendo e l’approccio con la frase che il Walter ti aveva garantito come infallibile:
    “ma che belle gambe! A che ore aprono?“
    Lei che si solleva di scatto, la testata in faccia, tu che svieni, il sapore del sangue in bocca misto a tabacco, aglio e Kukident, l’ospedale, la rettoscopia eseguita con una cannula da due pollici dall’infermiere che scoprirai poi essere il fidanzato della tipa, la parcella del dentista per la ricostruzione dei due incisivi…

    Stavolta meglio documentarsi meglio.
    Prendi lo smartphone e cerchi il Blog di quel tipo simpatico, che offre sempre consigli…ah sì, Kilometri.

    Frasi consigliate per un approccio in spiaggia:
    “ma quanto è bello il colore dell’acqua oggi?”
    Guardi verso il mare e ti sembra uno stagno fangoso da quanta mucillagine galleggia in superficie.
    Scartata!
    “Il sole picchia forte oggi! Sbaglio o l’acqua è un po’ fredda?”
    Mmmhhh, il cielo plumbeo e l’avvistamento vicino alla riva di pesci farfalla, che prediligono acque con temperature tra 24 e 28 gradi ti fanno desistere.
    Una frase simpatica, tipo “Ok, ho deciso di iniziare da te… Sembri decisamente più preparata di me, hai un libro interessante da consigliare?” sarebbe adatta, se leggesse un libro invece di Vogue.
    Ci sono!
    “Scusa, avresti della crema solare da prestarmi? La mia l’ho dimenticata in borsa/in albergo!” è perfetta!

    Una rapida annusata alle ascelle, una sistemata all’ovatta strategicamente infilata nel boxer da spiaggia per esaltare la dotazione e parti.
    Mentre ti avvicini all’ombrellone della brunetta, una rapida occhiata per controllare la zona: tutto tranquillo.
    La settantenne dovrebbe essere ancora al pronto soccorso: fare colazione con ciccioli, cotechino e salsicce non è stata una buona idea ma, per fortuna l’ha fatto e così te la sei tolta dal cazzo.

    Sei a pochi metri da lei, la tua preda, che, ignara, continua a sfogliare Vogue quando dal nulla appare una donnina asiatica dall’età indefinita, con un piccolo zaino sulle spalle, un cappello da esploratore ed abiti che di femminile hanno poco.
    “FÀLEMÀSAGIOOO”
    La morettina abbassa la rivista, guarda la donnina e invece di mandarla affanculo le risponde
    “sì, grazie”.

    Resti immobile come una fottuta statua di sale, mentre la stramaledettissima asiatica ti scosta in malomodo
    “SCUSASIGNOLEEE”

    Ti ridesti dal torpore e torni mestamente al tuo ombrellone, associando sottovoce divinità cristiane ad animali domestici e non.
    Ma decidi di non mollare: la brunetta sarà tua! Deve essere tua!

    Decidi di attendere pazientemente che la donna asiatica finisca quel cazzo di massaggio per tornare all’attacco, ma non hai fatto i conti con il solito esercito di ambulanti che ogni giorno molestano i villeggianti; in rapida successione, una volta che “FÀLEMÀSAGIOOO” si è levata dai coglioni:
    Pakistano con “TATUUU”
    Senegalese con orologi tarocchi
    “COOOCCOFRESCOOO”
    nordafricano con parei
    altro nordafricano con teli mare
    “GEEELATTTIII”

    Mancano cinque minuti alle due.
    Dalla strada arrivano un mix di urla, risate e le note del classico tormentone estivo.
    Steso sul letto, nudo, mani incrociate dietro la testa guardi il soffitto; ti senti rilassato e appagato.
    Ti giri e la vedi alla tua destra che ti guarda; un rivoletto lattiginoso le cola lentamente a lato della bocca.
    “Domattina però, a colazione, meglio se stai leggera, che ciccioli, cotechino e salsiccie non vanno bene per chi ha la tua età”.

    Ok, va bene: ecco il consiglio.

    SULLA SABBIA: SFODERA IL TUO SGUARDO
    Hai trovato il coraggio di avvicinarti a lei e sei riuscita a pensare a qualche frase per attaccare bottone. Inizia a chiacchierarci tranquillamente ma non dimenticare di togliere gli occhiali da sole: anche in questo caso, quando parli con qualcuno, è poco elegante tenerli su perché impedisci all’altra di guardarti negli occhi. Si conquista qualcuno anche con lo sguardo e tenere gli occhiali fa capire che vuoi restare sulle tue, cosa che non la metterà di certo a suo agio. Quello che vuoi è creare un contatto, fare colpo, rompere il ghiaccio, scambiarci due parole e scoprire se è una persona per te. Togli gli occhiali e non essere timido!

    Consiglio bonus:
    muoviti prima che arrivino gli ambulanti scassacazzi.

  • Tre regole per fare conquiste in spiaggia

    Vero che qualcuno le ha gia fatte, ma i più le faranno nelle due settimane centrali di agosto; le tanto agognate vacanze.

    Finalmente potrai goderti i frutti delle estenuanti sedute in palestra, degli ettolitri di albumi assunti per nutrire i muscoli, delle decine di migliaia di pastiglie e compresse per pomparti.
    Hai sudato e scoreggiato come un mulo sulla panca, sollevando ghisa, ma ne è valsa la pena: un corpo tonico e muscoloso è il miglior lasciapassare per le fighe vogliose che popolano le spiagge.

    Tuttavia, vi sono tre regole fondamentali che devi seguire per aumentare in modo esponenziale le tue chance di conquista.

    Premessa: le regole sono esclusivamente per i lettori di sesso maschile; voi, mie deliziose amiche, non avete bisogno di consigli per sedurre, semplicemente perché siete donne e ciò è sufficiente.
    Non dovete fare altro che attendere e scegliere quello che più vi piace.

    Regola numero uno: al bar non scoprirti.

    Stai puntando quella bella morettina da ore e non c’è verso che schiodi quelle chiappe dal lettino.
    Hai ormai perso le speranze e decidi che, tutto sommato, la settantenne due file dietro non sarebbe male quando, finalmente, si alza e va verso il bar.
    Scatti in piedi tutto eccitato ma lo sbalzo di pressione ti fa venire un forte capogiro e cadi disteso sulla sabbia.
    Prontamente la settantenne corre in tuo soccorso ed approfitta del tuo stato di semi incoscienza per spalancati la bocca con le mani e, con la scusa della respirazione artificiale, ti infila la lingua in bocca.
    Appena senti quel disgustoso sapore di tabacco, cipolla e Kukidend, rivieni e colpisci il vecchio puttanone con un pugno alla nuca.
    Ti alzi barcollando e vedi la morettina che cammina verso il bar del bagno.
    Parti all’inseguimento ma dimentichi di indossare le ciabatte e metti un piede sulla sabbia rovente.
    Nonostante un sinistro sfrigolio che ricorda una braciola posata su una padella di ghisa rovente, resisti e con un certo contegno e le lacrime agli occhi raggiungi con ampie falcate la passerella, lasciandoti sfuggire un impercettibile mugolio di dolore.

    Recuperi rapidamente terreno ed entri nel bar quando lei ha appena fatto lo scontrino e va verso il bancone.
    Ormai è troppo tardi per offrirle da bere, cazzo, ma non ti disperi, perché ricordi benissimo i consigli che hai letto sul blog prima di partire:
    “l’hai adocchiata in spiaggia e l’hai rivista al bar intenta prendere un caffè. Avvicinati naturalmente e offri qualcosa da bere o chiedi se il caffè che sta bevendo è buono.”
    Ti stai avvicinando, sei a pochi centimetri, vicino al punto che senti il profumo della sua crema solare al cocco quando arriva il solito, immancabile bambino che per raggiungere il bancone e prendere la lattina di Coca, si infila tra voi due sgomitando e ti colpisce violentemente il testicolo destro.

    Il dolore è tale da togliere il fiato.
    Cadi in ginocchio e poi ti riversi a terra.
    Il bambino ti sale sullo stomaco per riuscire a prendere la lattina e se ne va.
    Sei stordito, un po’ dal dolore alla palla, un po’ dalla compressione allo sterno, quando il bambino ti ha calpestato, un po’ dallo sconforto.
    Senti due mani che ti aprono la bocca, labbra calde sulle tue ed una lingua che si insinua.
    La brunetta che cerca di rianimarti…
    Macché, ancora quella vecchia del cazzo.

    Mancano cinque minuti alle due.
    Dalla strada arrivano un mix di urla, risate e le note del classico tormentone estivo.
    Steso sul letto, nudo, mani incrociate dietro la testa guardi il soffitto; ti senti rilassato e appagato.
    Ti giri e la vedi alla tua destra che dorme.
    “Finalmente un pompino senza sentire i denti” pensi, guardando il bicchiere sul comodino con dentro la dentiera.

    Perdonatemi, ho divagato…

    Torniamo al primo consiglio:
    al bar non scoprirti
    L’hai adocchiata in spiaggia e l’hai rivista al bar intenta prendere un caffè freddo / un gelato / un tramezzino per pranzo.
    Avvicinati naturalmente e offri qualcosa da bere o chiedi se il caffè che sta bevendo è buono. Niente di nuovo, penserai. Hai ragione, l’unica cosa a cui devi fare attenzione è l’abbigliamento: anche se fa caldissimo, quando sei al bar, al chiosco o al ristorantino sulla spiaggia non andare mai solo con il costume. Metti una maglietta, un cappotto, un soprabito, l’importante è non esagerare con la pelle scoperta in un posto che non sia la spiaggia. È poco chic e tu vuoi conquistarla con il tuo stile, giusto?

    Eh cazzo, mi sono perso in ricordi di vita e… Niente, al prossimo post gli altri consigli.

  • Iniziale del nome e sessualità lettera I

    “Hai una grande necessità di essere amato, apprezzato… anche nel tuo lavoro. 
    Apprezzi la lussuria, la sensualità e i piaceri della carne. 
    Cerchi amanti che sanno ciò che stanno facendo. 
    Sei inquieto e esatto nel soddisfare i tuoi desideri. 
    Sei disposto a sperimentare nuove forme di espressione sessuale. 
    Ti annoi con facilità e per questo hai bisogno di avventure sessuali e cambiamenti. 
    Sei più sensuale che sessuale però qualche volta sei completamente lascivo.”

    Abbiamo una”I”?
    Certo che sì.

    Anche lei blogger, ci incontrammo anni fa a Verona.
    Un giro per la città, cena e poi passammo la notte insieme.
    Ci incontrammo altre volte e una fu memorabile.

    Location: Treviso.
    Il Paradiso per chi, come me, è l’esatto opposto dell’astemio.
    All’epoca lei viveva lì.
    Un giro per i bar, piacevoli chiacchiere tra un bicchiere e l’altro, l’alcol che sgretolava il pudore ad ogni sorso…
    Iniziamo a baciarci lungo la via che da un bar ci porta ad un altro ma poco dopo ci ritroviamo in una vita interna:
    lei appoggiata al parapetto che dava su un fiume, vai a sapere quale fosse, gonna sollevata, perizoma scrostato ed io che la scopo da dietro.
    Ogni tanto mi giravo verso la vita principale e vedevo persone passare a pochi metri da noi.

    Terminiamo e decidiamo di andare a casa, per continuare il discorso nel suo letto.
    Arrivati al parcheggio si inginocchia davanti a me, tira giù la zip, prende il mio cazzo ed inizia a succhiarmelo.
    Tra il vino e la sua bocca che mi spompina, sono letteralmente in un’altra dimensione, ma ritorno in me giusto in tempo per farla smettere pochi istanti prima che arrivino due tizi a prendere l’auto vicino alla mia.
    Arriviamo a casa sua, non senza difficoltà: lei che continua a spompinarmi, io che la sditalino, il tutto mentre guido “dignitosamente brillo” tra le vie di una città che non conosco.

    Arriviamo al palazzo in cui vive.
    Entrati nell’atrio si appoggia al muro e glielo metto dentro.
    Una porta che si apre un paio di piani sopra cui fa desistere. L’appartamento è vicino ed una volta entrati possiamo goderci a vicenda senza fermarci.

    Ci rivediamo altre volte ma Treviso resterà un’esperienza unica.

    Ora, non so se sia vero il profilo dell’uomo “I” ma, mia cara amica, vale la pena provare.

    Iris Love