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  • Mal di testa e caldo

    Arrivata prima botta di caldo e via con le consuete notizie generatrici di panico e clic sui vari siti.

    Ogni cazzo di estate sbucano esperti in camice bianco che dispensano consigli su come sopravvivere alla terribile afa estiva, cosa mangiare, quanto bere, quando uscire…
    Del resto, non fosse per i loro preziosi consigli saremmo tutti quanti seduti fuori, al sole, indossando un pile, alle 13, a pasteggiare con cotechino e polenta, bevendo scotch; serve un luminare della medicina per dire a noi poveri coglioni che è meglio stare in casa nelle ore più calde, bere molta acqua, preferire cibi leggeri, evitare alcolici…

    Tuttavia, sai che ti voglio bene ed allora anche io cercherò di dare il mio contributo affinché la tua possa essere un’estate piacevole, sempre che tu possa trovare piacevole questa stagione (io la detesto).

    Il mal di testa con il caldo esplode? Ecco come combatterlo.

    Pare che diversi studi scientifici abbiano dimostrato come l’esposizione al caldo, di una certa entità, non solo possa aumentare il numero di episodi di emicrania, ma addirittura favorirne l’insorgenza.
    Già spesso la vita è una merda, pure l’emicrania?
    Ma tranquilla: grazie ai miei consigli, non avrai questo fastidioso disturbo.

    Basta seguire alcune semplici regole; anzi, una sola:
    SCOPA!

    Studi hanno dimostrato come una buona scopata possa essere un ottimo rimedio per l’emicrania e la cefalea; tutto dipende da serotonina e dopamina, che durante il sesso aumentano e contribuiscono ad innalzare la soglia di tolleranza del dolore.

    E questo genera in me un interrogativo:
    perché l’effetto analgesico del sesso non viene sfruttato maggiormente?
    Penso, per esempio, alle sedute dal dentista, fastidiose e spesso dolorose:
    non sarebbe meglio, mentre si è seduti sulla poltrona, avere una che ti succhia il cazzo o uno che ti lecca la passera (ovviamente scegli il genere, maschile o femminile, a seconda dei gusti)?

    Tornando al tema del post, una bella scopata contribuisce ad alleviare e ridurre il rischio di mal di testa non solo per l’effetto degli ormoni del piacere.

    Anzitutto la location: magari sei in un ambiente rinfrescato dall’aria condizionata oppure da un ventilatore e la regola principale per ridurre il rischio di mal di testa causato dal caldo è…non stare al caldo.

    Poi, se stai cavalcando un bel manzo, fai già attività fisica e non devi uscire a correre come decine di folli che vedo ogni giorno, paonazzi, tutti sudati, con i volti sfigurati dalla sofferenza.

    Leggevo che l’esposizione alla luce eccessiva e prolungata stimola, nelle persone predisposte alle emicranie, dei meccanismi che mandano in tilt l’ipotalamo, la parte del nostro cervello che regola i ritmi circadiani ma anche la soglia del dolore; fai sesso al buio o nella penombra ed eviti tale effetto.

    Infine, ma non di minore importanza, se eviti il fastidioso mal di testa non hai necessità di assumere farmaci analgesici, evitando i possibili effetti collaterali che potrebbero scatenare.

    Quindi il rimedio al mal di testa da caldo o da qualsiasi altra causa è semplice:
    godere dei piaceri del sesso; un bell’orgasmo è ciò che fa bene sempre.

    Questo è ciò che ti consiglio; se poi, invece, vuoi complicarti la vita:
    https://www.starbene.it/salute/problemi-soluzioni/mal-di-testa-caldo-spegnilo-in-5-mosse/

  • Le donne lo vogliono “chalant”

    Usassimo la logica, resteremmo single: quando presi da porno-voglie, una escort oppure un gigolò, si scopa, si paga e fuori dai coglioni.

    Non sarebbe male nemmeno l’opzione trombamicizia; tuttavia, se la parte inziale del neologismo “tromba” va benissimo, quella finale implica un certo grado di amicizia, il che potrebbe costringerci a dover sopportare lamentele, sfoghi e tediosi vaniloqui, così da vanificare il vantaggio di non dover pagare una professionista per un po’ di sesso e rendere preferibile, come alternativa, la masturbazione.

    E invece arriva il cuore a fregarci, il bisogno di avere accanto qualcuno che ci ami.

    Avendo accumulato un certo numero di anni, ho visto nel tempo succedersi svariate tipologie di maschi desiderati dalle donne:
    l’intellettuale, il palestrato, il metrosexual…ovviamente tutte figure lontane anni luce da gran parte degli uomini nel mondo reale.
    Per un po’ ho cercato di inseguire queste mode, nel disperato tentativo di incarnare la figura maschile ambita dalle donne, ma con scarsi risultati.
    Peraltro, quando ero a letto con una fanciulla, avevo la sensazione che apprezzasse la mia lingua tra le cosce, a prescindere dalla tartaruga addominale o se conoscessi o meno le opere di Dostoevskij.

    Vediamo quindi la nuova tendenza in fatto di uomini desiderati dalle donne: il “chalant” e perché tutte lo vogliono.

    Per capire quali caratteristiche debba avere un partner “chalant” può venire in aiuto, almeno entro certi limiti, la parola stessa; per districarci nei meandri del linguaggio del cuore, in questo caso è meglio partire dal termine contrario “nonchalant” o addirittura dal sostantivo corrispondente, che ci è sicuramente più familiare: la “nonchalance”.

    La nonchalance è quell’atteggiamento di disinvolta noncuranza e calma, reale o simulata, che alcune persone assumono, muovendosi e agendo con eleganza e disinvoltura, senza sforzo apparente anche in situazioni in cui per lo più ci si sente a disagio o in imbarazzo; può descrivere un atteggiamento positivo di calma e compostezza anche sotto stress, come se nulla fosse, ma può assumere anche il significato negativo di svogliatezza e trascuratezza.

    In breve, il “nonchalant” si muove sempre a proprio agio e senza scomporsi, tanto che spesso è difficile capire che cosa pensa realmente; sembra poco interessato a coinvolgersi nei confronti della partner e, naturalmente, non si cura di ricordare gli appuntamenti sentimentali importanti, come compleanni, San Valentino e anniversari.

    Lo “chalant”, invece, è affettuoso, premuroso, puntuale agli appuntamenti e non si lascia sfuggire una sola data importante sul calendario.
    È anche quello che non manca di cogliere i segnali della sua ragazza: sa capire quando ascoltarla, quando incoraggiarla emotivamente o quando la cosa migliore è farla ridere.

    Tutto chiaro? Se, col cazzo!

    Perché sì, ok lo “chalant” ma…deve essere anche un po’ di “nonchalant”, perché metti caso che lei non risponda al volo ai messaggi, o che cambi idea all’ultimo minuto costringendo ad annullare o posticipare un appuntamento.
    Un fidanzato un po’ “nonchalant” può anche essere un punto di riferimento equilibrato per chi è molto emotivo, perché è capace di non prendersela troppo davanti a un bisticcio a o una dimenticanza da parte di lei.

    Siamo alle solite: nemmeno le nostre amate donzelle hanno le idee chiare su cosa vogliono.
    Ci vorrebbe un Mastro Geppetto, che glielo confezionasse su misura; purtroppo, nel mondo reale, con una sega non fai un burattino che poi si anima ma spari fuori la roba gelatinosa, ergo:
    meglio restare single, frequentare escort ed optare per un “crémant”, che in realtà c’entra un cazzo ma è pur sempre un francesismo e poi il buon bere è sempre la scelta migliore.

    Fonte
    https://www.tgcom24.mediaset.it/donne/amore/dating-partner-ideale-e-chalant_111200018-202602k.shtml

  • Iniziale del nome e sessualità lettera F

    E andiamo con la lettera F

    “Sei idealista e romantico, poni il tuo amante su un piedistallo.
    Troverai il miglior partner che si possa incontrare.
    Ti piace flirtare però una volta che ti innamori sei molto leale.
    Sei sensuale, sessuale e privatamente appassionato.
    Pubblicamente ti mostri stravagante e galante.
    Sei nato romantico.
    Le scene di amore drammatiche sono le tue fantasie preferite.
    Puoi essere un amante molto generoso.”

    Beh la prima parte mi calza, lo devo ammettere; sarà perché il mio cognome inizia con la F…

    La lettera F, nella mia vita sentimental-sessuale, è quella più presente; parlo ovviamente della F di Figa.
    Quanto a delle F. nella mia vita, F. intesa come iniziale del nome proprio, non ce ne sono ma in passato c’è stata una mia collega, F. appunto, con la quale avevo un feeling incredibile.
    Simpatica, bel fisico, bionda con gli occhi azzurri e con la giusta dose di “follia”.
    La sensazione è che se avessi fatto un mezzo passo verso di lei quando si era mollata col moroso… Ma non lo feci.
    In compenso lo fece un’altro e credo ci guadagnò visto che era più bello, notevolmente più bello, e più brillante di me.
    So che si sono poi sposati e credo che adesso, però, non stiano più insieme.

    Beh, a volte sei tu che mangi l’orso e a volte è l’orso che mangia te.

    Sei donna, over 30, il tuo nome inizia con la lettera F e desideri rendere felice un uomo prossimo alla terza età colmando questa terribile lacuna?
    Scrivimi a kilometri.blog@gmail.com

    Prima però devi sapere che non basta avere tutte le caratteristiche e, magari, essere pure attraente: occorre ci sia il giusto feeling perché anche se si trattasse dell’incontro di una notte, non sono il tipo da mero sesso e voglio sia una notte da ricordare, come lo è stata ogni notte che ho trascorso in compagnia di AA (Amiche Amanti).

  • Iniziale del nome e sessualità lettera E

    La tua grande necessità è quella di parlare. 
    Se la persona dell’appuntamento non è una buona ascoltatrice hai problemi per relazionarti: una persona deve stimolarti intellettualmente o non ti interesserà sessualmente. 
    Hai bisogno di un amico per amante e una compagnia nel letto. 
    Odi la mancanza di armonia e la disorganizzazione. 
    Ti piace flirtare perchè per te è più importante stimolare l’atto sessuale in sè, però una volta che intrighi il tuo cuore sei molto leale. 
    Quando non hai un buon amante, preferisci dormire con un buon libro.”

    Francamente trovo piuttosto scomodo dormire con un buon libro, per via degli angoli, soprattutto se ha una copertina rigida.

    Fino a poco tempo fa non avevo avuto il piacere ed il privilegio di assaporare una E; poi, nel giro di un anno, ben due.

    La prima E. fu una one night.
    Conosciuta su un sito di incontri, mi prese tantissimo subito, al punto che messaggiammo su Telegram dalle 14 a quasi le 3 del giorno dopo.
    Avevo una voglia folle di incontrarla.
    Ovviamente appuntamento al buio.
    Andai da lei (tutto sommato era ad una distanza accettabile) poi, dopo qualche ora in un locale tra drink e chiacchiere, andammo in hotel.
    Attraente, vogliosa, ma…non c’era la chimica giusta e finita lì.

    Anche con la seconda E. ci siamo conosciuti online, ma lì il desiderio è cresciuto piano piano.
    La distanza che ci separava, dal punto di vista geografico, era notevole, ma quando percepisci che hai trovato una persona che vale la pena incontrare, nulla può fermarti.
    Appuntamento a metà strada; vado a prenderla in stazione e quando la vedo (anche questo appuntamento al buio) le sensazioni sono decisamente positive.
    Nelle settimane in cui abbiamo interagito mi ero fatto l’idea di una donna decisamente sensuale e passionale; una volta in camera ci siamo baciati ed abbiamo dato inizio a un weekend che è andato oltre le mie migliori aspettative.
    Era come se ci conoscessimo da sempre per la naturalezza con la quale ci amavamo.
    Alla fine non è stata una one night ma two; non fosse stato per la distanza, credo ci saremmo goduti a vicenda per tanto tempo.
    Peccato, quindi, averla potuta amare per solo due notti ma…è stata una vera fortuna averla vissuta anche così poco.

  • Iniziale del nome e sessualità lettera D

    “Una volta che ti sei messo in testa quello che vuoi, fai qualsiasi cosa per conseguire i tuoi propositi. 
    Non dai una risposta facile, però sei educato e carino. 
    Se qualcuno ha un problema lo converti in tuo. 
    Sei altamente sessuale, appassionato, leale e intenso, alcune volte possessivo e geloso. 
    Il sesso per te è un piacere per essere appagato. 
    Ti stimolano le cose eccentriche e inusuali che ti fanno diventare libero e aperto.”

    Lettera D…beh qua è facile avere pensieri e ricordi.

    29 dicembre 2009, Milano.
    Dopo qualche mese passato a fantasticare e stuzzicarci, decidiamo di vederci.
    Lei lavora, quindi la raggiungo in ufficio, dove c’è solo lei.
    La mattina passa tra chiacchiere ed un cliente; arriva l’ora di pranzo e mentre siamo vicino all’attaccapanni per prendere le giacche, ci baciamo.
    Del pranzo ricordo solo che non vedevamo l’ora di finire.
    Tornati in ufficio, ci baciamo e ci spogliamo. Lei si siede sul bordo di una scrivania e spalanca le cosce; io mi inginocchio e inizio a leccarla.

    Fu il primo di una lunga serie di incontri in motel.
    Ricordo il suo profumo di vaniglia, l’odore dello smalto sulle unghie che sentivo quando lei allargava con le dita la sua fica ed io la leccavo, il tatuaggio sulla parte bassa della schiena mentre la scopavo da dietro, le sue tette…

    D. non era solo nella mia testa ma nel cuore e nell’anima.

  • Iniziale del nome e sessualità lettera C

    Ecco il profilo sessuale per l’uomo il cui nome inizia con la lettera C:
    “sei un individuo molto socievole ed è importante per te interrelazionarti.
    Hai bisogno di vicinanza e di essere unito a qualcuno.
    Sei disposto a conversare con il tuo partner sessuale prima, durante e dopo. Vuoi che l’oggetto del tuo affetto stia bene e che sia socialmente accettato(a).
    Vedi il tuo partner come il tuo amante e il tuo compagno(a).
    Sei molto sessuale e sensuale e hai bisogno di qualcuno che lo apprezzi che ti adori e quando questo non accade hai l’abilità di sparire per lunghi periodi senza avere attività sessuale.
    Sei un esperto nel controllare i tuoi desideri e sei capace di dilatare e allargare le tue relazioni in conseguenza al tuo appetito vorace per il sesso.”

    Ho avuto una ragazza C.
    Era di Londra, nipote di gente che era emigrata nel dopoguerra; dicevano si somigliasse molto a Lady D ma, per sua fortuna, sta avendo una vita più lunga rispetto a quella di Diana.

    Sera numero uno:
    ci provo, mi va bene, ci appartiamo, ci baciamo e mentre siamo avvinghiati:
    “Dov’è la lingua? Cazzo eppure parla quindi la lingua ce l’ha…”
    Inizio un’esplorazione della cavità orale con la mia lingua ma niente, non la trovo.
    In pratica baciava spalancando la bocca, incollando le labbra alle mie ma nessun tocco li lingua.
    La serata continuò senza baci ma con un petting spinto (io ero un tredicenne ancora più sfigato di come sono oggi).

    Sera numero due:
    “Ciao…ehm…secondo me abbiamo corso troppo. Sono ancora vergine e ho paura delle donne, da bambino ho subito un trauma quando ho visto la mia vicina di casa ottantenne tirarsi su la gonna dietro un cespuglio e fare pipì. Scusami ma è meglio se la chiudiamo qui.”

    Anni più tardi, trovai una C. che baciava benissimo; e non solo…

    All’epoca scrivevo cazzate su un blog che si trovava in un sito di incontri.
    Lei iniziò a commentare e da lì a WhatsApp il passo è breve.
    Finimmo per sentirci, praticamente ogni giorno, mentre tornavo a casa dal lavoro; spesso si masturbava al telefono ed io guidavo con i suoi gemiti diffusi dalle casse ed il cazzo duro, sperando di non venire fermato dalla Legge.

    Fissammo l’incontro: un pomeriggio, in un motel non troppo distante da dove viveva ma sufficientemente sicuro (era sposata).
    Gran parte delle mie AA le ho incontrate al buio, senza sapere come fossero fisicamente: le foto non sai mai se sono vere o meno, recenti o di 20 anni prima; poi se decido di incontrare una donna è perché mi eccita, stuzzica le mie fantasie e, in pratica, è già dentro di me.
    L’aspetto fisico è secondario.

    Beh, qua fu molto più “al buio” del solito.

    Lei arrivò prima, si preparò e quando l’avvisai che stavo parcheggiando, mi disse il numero della camera ed aprì la porta, lasciandola socchiusa.
    Entrai ed era tutto buio; intravedevo la sua silhouette sul letto. Mi avvicinai, ci baciammo ed in men che non si dica ero tra le sue cosce ad assaporarla.

    Fu un incontro di quelli che quando esci dalla stanza, dopo qualche ora, stai davvero bene: rilassato, un po’ indolenzito, il suo sapore sulle labbra, appagato e felice.

    Con C. fu una one night, anche se accadde di pomeriggio; per ha gelosia immotivata nei confronti di una donna che seguiva e commentava anch’essa il mio blog (ci eravamo visti un paio di volte ma solo qualche bacio…) ci perdemmo di vista, ma la ricordo ancora con piacere.

  • Iniziale del nome e sessualità lettera B

    E così per 24 post sono a posto.
    Una vera botta di culo trovare questo articolo.

    Vediamo ora la lettera B.
    Emetti vibrazioni di sensualità rilassata.
    Ti appagano le romanticherie, con vino e cena inclusi.
    Sei felice quando ricevi regali come espressione di affetto dal tuo partner. 
    Ti piace essere lodato e sai come lodare il tuo partner. 
    Sei molto riservato con le espressioni di tenerezza che manifesti, particolarmente prima di fare l’amore.
    Puoi controllare il tuo appetito e astenerti dal sesso se necessario. 
    Hai bisogno di nuove sensazioni e di nuove esperienze e sei pronto ad averle.

    Per come scrivono, usando il maschile quindi, direi che il profilo è maschile e, quindi, riferito a qualche Bacco, Baldassarre, Balderico, Baldo, Baldomero, Baldovino, Barbarigo, Bardo, Bardomiano, Barnaba, Barsaba, Barsimeo, Bartolo, Bartolomeo, Basileo, Basilio, Bassiano, Bastiano, Battista, Beato, Bellino, Beltramo, Benedetto, Beniamino, Benigno, Benito, Benvenuto, Berardo, Berengario, Bernardo, Beronico, Bertoldo, Bertolfo, Biagio, Bibiano, Bindo, Bino, Birino, Bonagiunta, Bonaldo, Bonaventura, Bonavita, Bonifacio, Bonito, Boris, Bortolo, Brancaleone, Brando, Bruno o Bruto che avete incontrato.

    Io sono stato con una B., per ben 3 volte.
    La prima per una pizza e poi, a fine serata, ricordo ci salutammo che aveva un appuntamento con un suo amante.
    La seconda, invece, per il mio compleanno, un weekend che ricorderò per sempre.
    E la terza sempre per il mio compleanno ma, stavolta, solo una notte.
    Non so dire se c’è attinenza tra la sessualità di un uomo “B” e una donna “B” e non so dire, quindi, se B. sapeva astenersi dal sesso o meno ma l’entusiasmo che ha mostrato “durante” mi ha fatto capire, non solo a me ma anche ai vicini, che se lo sapeva godere…e apprezzava il 69

  • Sessualità e alfabeto – lettera A

    È stupefacente la quantità di cazzate che si trovano sul web ed essendo io un cercatore di, appunto, cazzate…che vuoi che ti dica, me la spasso.

    Magari non lo sapevi ma, secondo qualcuno, vi è un legame tra la lettera iniziale del proprio nome e la sessualità.

    Lo so, pensi sia una cazzata…ma hai idea di quante persone si fanno pagare per fare analisi grafologiche spacciandole per cose serie quando, alla fine, sono attendibili tanto quanto un oroscopo?
    Il vantaggio di leggere le mie cazzate è che sono gratuite, il che non è male di questi tempi.

    Hai conosciuto un uomo che si chiama Antongiulio e vorresti sapere come è a letto?
    Mettiti comoda che te lo spiego.

    Ovviamente avremo modo di vedere tutte le lettere dell’alfabeto e ciò mi ha fatto venire un’idea,.

    Nella saga “The Equalizer” il personaggio interpretato da Denzel Washington ha promesso alla moglie, passata a miglior vita, che avrebbe letto i cento libri che vale la pena leggere.
    Molto probabilmente qualche libro di quella lista l’ho letto, ma la mia idea è un’altra:
    usare i prossimi post per ricordare le gesta erotiche del sottoscritto, legate a nomi di donne che mi hanno concesso il privilegio di lasciarsi amare.

    Ok, ma che cazzo c’entra “The Equalizer”?
    Beh, scoprirò quali “lettere” non ho avuto il piacere di assaggiare e cercherò di colmare tale lacuna; una specie di missione prima della dipartita: poter dire “ho assaggiato tutte le lettere dell’alfabeto”.

    Vabbè, poi capirai.

    Iniziamo con la lettera A.

    Non è particolarmente romantico, però è interessante in azione.
    Con lui, quello che si vede è quello che si ottiene: è come lo si vede.
    Non ha pazienza di flirtare e non gli dà fastidio quando qualcuno è timido, carino o sottilmente eccitante.
    Quando si tratta di sesso quello che conta è l’azione e non i trucchi segreti.
    Per lui è molto importante l’attrazione fisica del suo partner.
    Trova che la persecuzione e le sfide siano una cosa rivitalizzante nella sua caccia.
    È appassionato e sessualmente avventuriero, più di quello che sembra, ma non racconta in giro le sue qualità.
    Le sue necessità fisiche sono primordiali.

    Hai capito Antongiulio…

    Ci sono state due A nella mia vita.

    La prima di Monza e no, non era monaca.
    Andai a casa sua a cena: pizza, birra, quattro chiacchiere.
    Poi, strano a dirsi per me considerato che sono timidissimo, a fine cena dico:
    “ora passiamo al dolce” mi allungo, eravamo seduti l’una di fronte all’altro, e la bacio.
    Andammo in camera da letto senza staccare le nostre bocche; sbottonai la sua camicetta e poi il reggiseno, liberando una quinta abbondante, le sbottonai i jeans, sfilandoli con le mutandine e finalmente mi gustai il dessert. Lungamente.
    Passammo la notte insieme, ci salutammo e non ci si vide più; una one night, ma decisamente piacevole.
    Perché non la rividi? All’epoca ero impegnato, non sempre avevo serate libere e alla fine si mise con un tizio che sposò dopo qualche anno.

    Con la seconda A, sempre lombarda, durò di più, anche perché ero ufficialmente single; facemmo pure un weekend insieme in Toscana.
    Mia coetanea, amante del buon bere e del buon sesso, ci si incontrava per aperitivo o cena e poi motel.
    Ci sentiamo ancora e chissà che non ricapiti di goderci a vicenda…

    Ah, come sempre le foto non c’entrano con l’argomento del post ma…semplicemente mi va di postarle.

  • Carnevale

    Come ogni festa che si rispetti, anche il Carnevale mi sta sul cazzo; penso sia per un trauma infantile.

    Ogni cazzo di anno venivo vestito da Zorro; il kit che si acquistava in cartoleria era composto da:
    cappello nero in cartone con i bordi dorati ed elastico da far passare sotto la gola per tenerlo fermo;
    mascherina nera, sempre in cartone e sempre con un elastico che bastava la scoreggia di un criceto per spezzarlo;
    spadina in plastica con la lama tutta storta.
    Il mantello nero non faceva parte del kit e allora usavo una mantellina nera tipo quelle che ti mettono i barbieri, ovviamente sopra al giaccone color caki, che sennò prendevi freddo.
    Completavano il costume un paio di guanti tipo sciatore, rossi e bianchi, pantaloni neri o jeans, che va bene uguale, e scarponcini marroni.
    Nemmeno in India c’era uno Zorro più sfigato di me.

    È così che ho iniziato a detestare il carnevale; tranne ovviamente i dolci.

    Ed ora qualche curiosità su questa festa.

    Può sembrare strano, visto la seriosa tristezza del culto, ma il Carnevale è una festa cattolica, almeno ufficialmente; in realtà è decisamente ispirato ai Saturnali romani e le feste dedicate a Dioniso,.
    Gli antichi avevano capito che era necessaria una settimana di follia per non impazzire durante l’anno; era il momento del “liberi tutti”, dove il povero poteva perculare il ricco senza finire in galera oppure impiccato per le palle in qualche segreta.

    Ci si mascherava non per gioco, ma per anonimato:
    se nessuno sa chi sei, il peccato non ha nome.
    Così, al motto «semel in anno licet insanire» ci si lasciava andare, facendo tutto ciò, o quasi, che era proibito durante il resto dell’anno

    Forse non tutti sanno che…
    La parola “Carnevale” deriva dal carnem levare, ovvero “togliere la carne”.
    Il Martedì Grasso è l’ultima cena della quale ci si può abbuffare prima della Quaresima: quaranta giorni di tristezza culinaria dove la carne è messa al bando ed è consentito alimentarsi solo con brodini vegetali e verdure lesse.
    Oggi non è più così: ognuno può scegliere il cibo dal quale astenersi per quaranta giorni; io, ad esempio, faccio Quaresima di cocomero.

    Carnevale non ha una data fissa:
    ogni anno dipende da quando cade Pasqua; inizia la prima domenica delle nove che precedono quella di Pasqua, raggiunge il culmine il giovedì grasso e termina il martedì successivo, ovvero il martedì grasso, che precede il Mercoledì delle Ceneri.

    Perché il travestimento?
    L’usanza di nascondersi dietro una maschera arriva da lontano: nell’Antica Roma, per chiudere l’anno in bellezza, prendevano uno sfigato a caso, lo coprivano di pelli di capra e lo prendevano a bastonate in processione.
    Ma il vero spirito del Carnevale è il ribaltamento della realtà:
    il servo diventa padrone, lo scemo del villaggio indossa una corona, il ricco si finge mendicante…

    È che ogni tanto mi piace postare curiosità, per dare un tono al blog. Le immagini, ovviamente, restano sempre “di livello”.

  • Batacchio – finale di stagione

    Il giorno dopo la matrigna ed i fratellastri erano furenti: avevano saputo che la Principessa aveva ordinato alle sue guardie di cercare quel ragazzo ben dotato.

    Per essere certi che il ragazzo fosse quello giusto, avrebbero fatto calzare il profilattico per scoprire quello al cui cazzo avrebbe calzato alla perfezione.
    Dopo qualche giorno dunque le guardie bussarono anche alla porta della casa di Batacchio.
    “Vai a nasconderti subito nell’orto” disse la matrigna a Batacchio “che sennò ci fai fare brutta figura.”
    Così Batacchio si mise a fare lavori nell’orto, mentre intanto cercava di origliare cosa stesse succedendo in casa.

    Ovviamente a nessuno dei fratellastri, per quanto provassero e riprovassero, il preservativo andava bene, così le guardie dopo innumerevoli prove sentenziarono che nessuno dei due era il ragazzo del ballo; ma quando uscirono di casa, ad una delle guardie cadde l’occhio proprio nell’orto dove stava Batacchio e, visto il ragazzo, lo chiamarono per fargli provare il profilattico.

    “Ma cosa volete far provare il profilattico a quel coglione…non vedete che è vestito di stracci?” disse la matrigna quando si accorse delle intenzioni delle guardie “non avrebbe mai potuto partecipare al gran ballo conciato a quel modo!”
    “Noi abbiamo l’ordine di far provare il profilattico a tutti i ragazzi del regno, nessuno escluso!”
    La matrigna dopo quelle parole non ebbe il coraggio di aggiungere nulla.

    A Batacchio batteva forte il cuore:
    quello era il profilattico che gli aveva messo la Principessa.
    Mentre la guardia si inchinava per infilarglielo Batacchio tremava, e per la paura chiuse gli occhi, finché non sentì il profilattico perfettamente calzato sul cazzo e la guardia esclamare a gran voce:
    “È lui!!!”

    Batacchio riaprì gli occhi, il profilattico era lì sul suo grosso uccello.

    “Non è possibile!” esclamò la matrigna.
    “Non è possibile!” ribatterono i fratellastri.
    “Non è possibile!” disse uno che passava di lì, un certo Rocco Antonio Tano che qualche anno dopo diventerà famoso con il nome di Rocco Siffredi.

    Le guardie chiamarono una carrozza ed invitarono Batacchio a salirci sopra.
    “Sua maestà la Principessa la sta aspettando a corte” dissero le guardie facendolo salire, e la carrozza partì verso il castello sotto lo sguardo esterrefatto della matrigna e dei fratellastri.

    E così una volta giunta a corte la Principessa riconobbe in Batacchio il ragazzo con cui aveva ballato un’intera sera e che stava per scopare, così gli propose di sposarlo; Batacchio felice come non mai accettò, e di lì a poco si sarebbero celebrate le più belle nozze del regno.

    Sarebbero vissuti tutti felici e contenti se Batacchio non avesse contratto una rara infezione trasmessa con il preservativo fatto provare a decine di uomini; morirà dopo due giorni dalle nozze.