Autore: Nikolas Northwood

  • Chi beve alcolici è più intelligente

    La ricerca è piuttosto datata, ma vale la pena ricordarne il risultato:
    chi beve alcolici è più intelligente.

    Secondo una ricerca condotta su pazienti britannici e americani e pubblicata sulla rivista di Psicologia generale, le persone con un più alto quoziente intellettivo sono quelle più predisposte al consumo di sostanze che alterano la mente, come l’alcol.

    Queste sostanze, infatti, sono considerate parti integranti delle esperienze evolutive che vengono acquisite e fatte proprie molto più dagli individui intelligenti che da quelli meno perspicaci.

    Intanto metto il link: mai vorrei pensaste fosse una cagata che mi sono inventato. Chi beve alcolici è più intelligente

    Va però precisato che l’assunzione di alcol non è direttamente proporzionale all’intelligenza: non è che uno più beve e più è intelligente; infatti un altro studio, svedese, ha scoperto che è più probabile che le persone con un QI più basso assumano quantità di alcolici maggiori rispetto a quelle dotate di un QI superiore (fonte)

    Tutto ciò non mi stupisce: l’alcol è fondamentale per sopportare le persone noiose e stupide, ovvero gran parte del genere umano, quindi occorre bere, qualora si desideri un minimo di vita sociale; tuttavia, come per ogni piacere che vogliamo assaporare, occorre mantenere sempre la capacità di goderne senza diventarne schiavi.

    Ricapitolando, le persone intelligenti assumono alcol ma senza diventare degli alcolizzati.

    Questo significa che gli astemi sono stupidi?
    Il risultato della ricerca pare ci suggerisca tale conclusione, ma penso che non siano necessariamente stupidi, anche se le sole due persone astemie che conosco sono la quintessenza della stupidità; probabilmente sono semplicemente noiosi, il che li rende soggetti da evitare e totalmente inscopabili.

    Ritengo preferibile inchiodarmi lo scroto ad un ceppo di legno con una pistola sparachiodi, piuttosto che uscire con una donna astemia; mai rinuncerei al piacere di condividere una bottiglia di buon vino con una donzella, apprezzando, sorso dopo sorso, quel calore e leggero stordimento che sgretola la sottile barriera di pudore ed alimenta la voglia di assaporare il suo dolce nettare.

  • Buoni propositi per il 2025

    Anno nuovo, blog nuovo, stessa merda.

    Vabbè della nuova casa avremo modo di parlarne…

    Fine anno è solitamente il momento in cui fare un bilancio di quello che è stato e stilare il solito elenco di buono propositi per quello che sarà.

    Curioso come, nonostante sia palese che falliremo, si creda che sarà l’anno buono per iniziare la dieta, darci dentro in palestra, iniziare a mangiare sano, risparmiare soldi ed altre decine di altre attività che manderemo bellamente affanculo non appena se ne presenterà l’occasione.

    Intendiamoci, l’intenzione di trasformare i buoni propositi in azioni concrete ci sarebbe anche, ma alla fine prevale il cazzone che alberga in tutti noi.

    E così la mattina usciamo di casa con il nostro bel borsone, decisi ad andare a sollevare della ghisa una volta usciti dal lavoro; purtroppo, però, per raggiungere la palestra si passa davanti al bar, vediamo gli amici seduti che si godono uno spritz e…massì dai, inizieremo domani.

    E domani diventa dopodomani, prossima settimana, il mese prossimo ed arriveremo a dicembre, quando tracceremo il bilancio dell’anno che sta per finire, ammetteremo il nostro ennesimo fallimento e diremo, convinti, “no, cazzo, il prossimo anno si comincia ad andare in palestra eh…cazzo!”

    Ma perché si tende ad abbandonare i buoni propositi?

    Beh, se pensi di essere uno smidollato pezzo di merda, sappi che la stragrande maggioranza delle persone è come noi: ho letto da qualche parte che un misero 20% riesce a metterli in pratica, mentre l’80% fallisce miseramente.

    I motivi potrebbero essere in parte psicologici ed in parte atavici.

    In primis potrebbe essere colpa del fatto che i traguardi prefissati non sono davvero nostri ma inculcati dalla società, dalle persone, dalla famiglia…

    Magari hai come buon proposito per il 2025 quello di accasarti, di trovare un uomo, sposarti e mettere su famiglia, ma è davvero ciò che vuoi? Non è che questo sia un desiderio più della tua famiglia che tuo?

    Altro motivo potrebbe essere di natura evoluzionistica.

    Il nostro cervello si è evoluto durante l’età della pietra, quando ha imparato che ai fini della sopravvivenza la cosa migliore da fare era riposarsi ogni volta che ce ne fosse stata l’occasione, così da risparmiare le energie per far fronte a un nuovo pericolo o periodo di digiuno; ecco quindi spiegato perché preferiamo stare stravaccati sul divano, in relax, piuttosto che uscire a ghiacciarci il culo facendo jogging.

    Visto che il web è pieno di consigli su quali buoni propositi scegliere e come fare per realizzarli, desidero anche io dare il mio contributo: mandali tutti affanculo e fa ciò che realmente ti va di fare, puntando a cui che più conta, ovvero star bene.

    Una lista di buoni propositi genera aspettative, traguardi che se non raggiungerai faranno sorgere frustrazioni, ansie; molto meglio puntare ad essere sereni, felici, assaporando i piaceri della vita, eliminando tutto ciò che può generare stress.

    Di fatto, quindi, la lista dei buoni propositi si riduce ad uno solo: stare bene, godendo dei piaceri della vita, ricercando serenità e vivendo il più possibile momenti felici; tutto il resto può andare a farsi fottere.