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  • Sesso e depressione

    Il titolo, in effetti, potrebbe essere fuorviante; questo non è un post autobiografico, nel senso che non scriverò del legame che c’è tra il sesso insieme a me e la depresione:
    a quanto ne so, delle mie tre amanti che ho avuto in “carriera”, due sono diventate lesbiche, la terza ha preso i voti, diventando monaca cistercense della stretta osservanza e nessuna delle 3 mi risulta sia preda di depressione.

    Un nuovo studio ha dimostrato che un’attività sessuale regolare riduce il rischio di depressione, ma quante volte bisognerebbe farlo per ottenere questi benefici?

    Vi risparmio tutto il pippone dello studio (in fondo c’è il link se volete):
    pare che fare sesso da una a due volte la settimana riduca sensibilmente il rischio di depressione.  

    Del resto, noi lo sapevamo già; una regolare e appagante attività sessuale offre una serie di benefici psico-fisici:

    migliora il sonno, riduce lo stress, migliora la salute cardiovascolare, genera un aumento dell’autostima e del benessere psicologico, riduce il rischio di cancro, malattie cardiovascolari e, in generale, pare aiuti a vivere più a lungo. 

    C’è solo un piccolissimo dettaglio:
    chi è depresso non ha voglia di scopare.

    Dal punto di vista della sessualità, la depressione porta una riduzione del desiderio sessuale, può causare o peggiorare problemi come disfunzione erettile, difficoltà nell’eccitazione, nell’orgasmo o secchezza vaginale.
    Tutto questo finisce per influenzare negativamente la vita di coppia, causando stress, conflitti e difficoltà nella comunicazione.
    Come se non bastasse, chi è depresso si vede prescrivere farmaci, gli antidepressivi, che possono avere effetti collaterali, provocando disfunzione erettile o problemi nell’orgasmo.

    Quindi la depressione può portare a disfunzioni sessuali, ma le disfunzioni sessuali possono anche contribuire alla depressione e cazzo, non se ne esce…

    A questo punto uno potrebbe dire:
    “che problema c’è…basta non cadere in depressione…”
    E questo è vero, ma ci sono tanti, troppi fattori che possono generare tale disturbo: 
    ereditarietà, squilibri neurotrasmettitoriali variazioni ormonali, eventi stressanti e traumatici, difficoltà nelle relazioni interpersonali, il modo in cui una persona interpreta gli eventi, alcune condizioni mediche, come malattie croniche, dolore persistente o malattie neurologiche…
    E ancora disturbi d’ansia, disturbo da uso di alcol e altre sostanze, schizofrenia

    Ora ti starai domandando: come posso ridurre il rischio di cadere in depressione?

    A tal proposito ci sono un sacco di libri che possono spiegarlo in modo semplice; tuttavia, mettere in pratica ciò che propongono non è affatto facile, a meno di non vivere in un monastero e fare un cazzo tutto il giorno se non meditare.
    Tu, io, viviamo nel mondo reale, dove le rotture di cazzo piovono dal cielo e si incontrano idioti dietro ogni angolo.

    Io sono per la prevenzione, non per la cura; quindi, il mio suggerimento è sempre il medesimo, il solito messaggio che cerco di dare su questo blog:
    scopa.
    Il sesso riduce il rischio di depressione e la depressione non è affatto semplice da curare; se non vuoi passare il resto della vita rincoglionia dai farmaci, fa sesso appagante, prosciugati a furia di orgasmi, goditi la vita sessuale che ti va, come ti va e quando ti va.

    Stai con uno che non ti scopa? Cerca chi ti desidera.
    Fai sesso poco appagante? Cerca uno o più amanti che sappiano farti godere.
    Hai problemi di desiderio o non ti tira più il cazzo? Forse è perché ti scopi la stessa donna da anni, o magari non è quella adatta: chiudi la storia e cerca altrove, oppure prova con le escort.
    Fate come cazzo volete, ma fate sesso, consenziente ed appagante.

    Se c’è un farmaco potente, in grado di prevenire un sacco di problemi di natura fisica e mentale, quello è il sesso:
    fallo e ricorda sempre che per fare bene deve essere appagante.

    Non accontentarti di sesso scadente: trova chi sappia farti godere e divertiti.

    Fonte:
    https://www.today.it/benessere/quante-volte-fare-sesso-settimana-depressione.html

  • Hänsel e Gretel: capitolo finale

    Sì, Gretel si ricordava benissimo l’episodio.

    Erano ad un rave organizzato da Bella & Bestia, un paio di deejay olandesi, quando Hänsel incontrò la Sirenetta. Dopo un paio di gin tonic e qualche pastiglia colorata, i due si appartarono e poco dopo vide Hänsel uscire di corsa da dietro un cespuglio.
    Gretel non ci fece caso, pensando che avesse avuto un attacco di cagotto, ma poi pensò che se fosse stato quello il problema, era già dietro un cespuglio e poteva farla lì, quindi lo seguì ed una volta raggiunto le disse che la Sirenetta era morta, dopo un pompino con ingoio.

    A Gretel si accese la classica lampadina.
    Iniziò a pensare alle fanciulle che avevano avuto una storia col fratello:
    Cenerentola, morta…Mulan, morta…Pocahontas, morta…la piccola Fiammiferaia, morta…
    O suo fratello era particolarmente sfigato oppure…

    “Vieni con me” disse Gretel, ed insieme uscirono dalla casa.
    Nel prato accanto videro un bellissimo cerbiatto, noto nella zona con il nome di Bambi.
    Questo elegante quadrupede era, in realtà, un trans dedito alla prostituzione.
    Gretel lo chiamò e Bambi andò verso loro.
    “Quanto vuoi per succhiarlo a mio fratello?”
    “Cento euro” rispose il cervide.
    “Affare fatto” rispose Gretel
    “Forza, tiralo fuori e fattelo succhiare” disse poi rivolgendosi al fratello.
    “Ma sono appena venuto” piagnucolò Hänsel “come faccio”.
    “Aspettami qua” disse Gretel rientrando in casa.
    Ne uscì poco dopo, portando con sé un flaconcino dorato.
    “Bevi questo, tutto!”
    Hänsel obbedì e pochi istanti dopo ebbe un’erezione così potente da strappare la patta dei pantaloni.
    A quella vista Bembi ululò di gioia, si avvicinò ad Hänsel, si inginocchiò e prima di cominciare a succhiarlo disse:
    “Mi sa che ti farò un po’ di sconto…che mica capita tutti i giorni tutto questo bendidio…”
    Bastò meno di un minuto ad Hänsel per venire. Ovviamente Bambi ingoiò tutto e pochi istanti dopo, stramazzò al suolo stecchito.

    “L’avevo capito cazzo” disse Gretel trionfante “hai la sborra avvelenata fratellino” disse ad Hänsel.
    “Hai idea che potremmo diventare dei killer a pagamento? Faremmo un sacco di soldi e nessuno potrebbe risalire a noi. Chi va a pensare che uno possa schizzare dall’uccello roba velenosa…”
    “Ok ma io voglio prima farmi Blancaneves. Me lo sono dovuto far succhiare da una vecchia strega e da un cazzo di cerbiatto: mi sembra di essermi meritato una scopata con una bella figa no?”
    Gretel concordò ma c’era il problema della formula magica.

    Tornarono in casa e cercarono ininterrottamente per ore ma senza successo.
    Stavano per perdere le speranze quando, da un volume che stava sfogliando Hänsel cadde un fogliettino.
    Gretel si chinò, lo raccolse e lo lesse:
    FORMULA SEGRETA POTENTISSIMA: USARE CON CAUTELA!
    “Sai cosa ti dico? Mi sono rotta il cazzo di cercare: prendiamo questa e andiamo. Se è potentissima, aprirà il sarcofago come niente”.

    Hänsel e Gretel uscirono dalla casa della vecchia e percorsero al contrario il sentiero che qualche giorno prima era stato indicato dalla nutria.

    Due ore dopo si ritrovarono di nuovo nella radura, di fronte alla cassa nella quale giaceva colpita da un incantesimo Blancanieves.
    Attorno i Los Siete Enanitos e la nutria con gli occhiali.
    Hänsel si schiarì la voce e con solennità iniziò a recitare la formula magica trovata nella casa della strega.
    “KALIM RUGUTH ULIANIS FILENTI REGS ARRUTARSI DJENDLEAI”
    Tutti guardarono il sarcofago ma nulla, non si aprì.
    “Eppure è scritto così” disse perplesso Hänsel.
    “Forse andava recitato con accento bolognese” suggerì Gretel.
    Trascorsero due, forse tre secondi:
    il cielo improvvisamente si oscurò e dal centro si aprì un enorme buco nero che inghiottì l’intero pianeta e tutti coloro che lo abitavano.
    Hänsel ebbe appena il tempo di dire:
    “E niente, in ‘sta cazzo di storia non c’è verso di scopare” e scomparì.

  • Real dolls vs real Women

    Qualche giorno fa leggevo che, in futuro, le bambole “gonfiabili” saranno sempre più reali.

    Intanto non sarà più corretto definirle gonfiabili, ma andrà usato un più appropriato “love dolls”; saranno compagne iper-realistiche, con pelle in silicone quasi uguale a quella umana e tratti espressivi.
    Il vero cambiamento, però,è che saranno dotate di intelligenza artificiale: ciò consentirà loro di sviluppare una personalità, sostenere una conversazione e persino simulare emozioni.

    E non si sta parlando di un futuro lontano: le stanno già producendo, in Cina.

    Sono realizzate in silicone applicato su uno scheletro di metallo, pesano all’incirca la metà di un essere umano ma, soprattutto, grazie a ciò che chi ne sa definisce “large language models”, una tecnologia AI avanzata incentrata sulla comprensione e sull’analisi del testo (tipo ChatGPT), le bambole inviano segnali che vengono elaborati da questi modelli, e le risposte tornano indietro sotto forma di istruzioni su come muoversi, cosa dire e come reagire.

    In pratica, saranno esseri in tutto e per tutto uguali alle donne ma, non avendo il ciclo, saranno meno incazzose in certi giorni del mese, non chiederanno di andare all’IKEA a vedere le mensole per il bagno né di sistemare il battiscopa del corridoio.
    Non ti romperanno i coglioni perché, quando pisci, non fai centro e schizzi il water, ne porranno quelle domande tipo “secondo te sono grassa” alla quale nemmeno uno scienziato dotato di un QI pari a 210 potrebbe rispondere senza rischiare che gli venga conficcata una mannaia al centro della schiena.

    Potrai scegliere come la vorrai, se anoressica o curvy, se caucasica, asiatica o africana, del colore di capelli e occhi che desideri; verrà creata su misura per te.
    Teoricamente avrai tutto il bello di una donna ma senza i lati meno piacevoli che un essere umano di sesso femminile porta con sé.

    Del resto, questo è il progresso no?

    Beh, personalmente non sono contro i sex toys; trovo, però, che solo quelli femminili abbiano senso di esistere: converrete con me che l’immagine di una donna che si masturba con un dildo è decisamente più sexy di un uomo che si smanetta infilando il cazzo dentro ciò che dovrebbe sembrare, almeno nelle intenzioni di chi le ha progettate, una donna o, ancora peggio, una fica portatile.
    Non c’è paragone, a prescindere dall’orientamento sessuale.

    E poi, perché una donna usa i sex toys?
    Beh, perché delusa dagli uomini, perché non ne trova che la sappiano soddisfare, perché spesso devi sopportare un coglione per avere del sesso scadente e non perché non trova un cazzo vero da scoparsi; un uomo, invece, desidera un surrogato della donna perché è uno sfigato con problemi a relazionarsi con esse ma, soprattutto, non gli piace la fica: lui pensa di essere etero, ma in realtà non gli piace la fica, esattamente come chi mangia la bistecca di seitan non ama la carne, o chi guida le auto elettriche non ama le auto.

    Lasciamo perdere tutto ciò che di bello offre una donna al di là del sesso, come interagire con lei, corteggiarla, parlare, coccolarla quando è giù di corda, semplicemente guardarla mentre sorseggia un calice di vino quando siete a cena o ammirarla nuda mentre esce dalla doccia, e focalizziamoci sul mero rapporto sessuale:
    se ti piace la fica, ti piace leccarla, ne adori il profumo, il sapore, la sensazione che ti dà al tatto e tutto questo un blocco di silicone dalle sembianze femminili non può dartelo, nemmeno se interagisce con CHATGPT.

    Probabilmente verrà il giorno in cui si potrà scegliere il sapore della passera plasticosa di una love doll: al sapore di lasagne, trofie al pesto, Sambuca o auto nuova, ma oggi, se ami la fica e se ami assaporarla, non ci sono surrogati, e per fortuna, direi.

    Tuttavia, se ci si pensa un attimo, l’idea della bambola al silicone non è poi così male.

    Pensa a tutti quei mammiferi del genere umano di sesso maschile (definirli uomini mi sembra troppo) che desiderano una donna che sia a loro completa disposizione, che non fiati, che faccia ciò che vogliono e non discuta, che si annulli per compiacerli, che sia una specie di oggetto; ecco, dando a questi idioti egoisti del cazzo una bambola nella quale infilare il loro patetico uccello, vi è la possibilità che non vadano a rompere i coglioni a donne reali, evitando così di rovinare loro l’esistenza.

    Sono fermamente convinto, da sempre, che una donna vada meritata; se non si è in grado di farla stare bene, a letto come fuori, meglio starsene per i cazzi propri: ti compri una love doll con intelligenza artificiale e te ne vai affanculo.  

    Real men love real women.  

  • Hänsel e Gretel – penultimo episodio

    Dopo circa due ore scorsero in lontananza una piccola casetta.
    Si avvicinarono e cercarono di sbirciare dentro ma le tende scure e pesanti non consentivano di vedere all’interno.
    “Ma sarà questa?” domando Hänsel.

    “Boh…prova ad assaggiare un pezzo di casa: se è la sua dovrebbe essere fatta di ciccioli” rispose Gretel.
    Hänsel ne staccò un pezzettino che mise in bocca e le sue papille gustative confermarono: ciccioli.

    Bussarono alla porta utilizzando un grosso batacchio di bronzo raffigurante un culatello.
    Pochi istanti dopo la porta si aprì lentamente, emettendo un sinistro cigolio.

    “Chi è che viene a rompere i coglioni a quest’ora tarda della notte?” disse dall’interno una vocina stridula.

    “Siamo Hänsel e Gretel… ci siamo perduti nel bosco”.
    Appena sentì quei due nomi, la strega balzò giù dalla poltrona sulla quale si stava masturbando con uno strolghino ed andò incontro ai due.
    “Ma prego, entrate. Mo che bei cinni che siete…come avete detto di chiamarvi?”
    “Hänsel e Gretel” ripeterono in coro.
    “Che cazzo di nomi sono… Da dove venite, siete dei crucchi? Ma gretel, non è un dolce dell’Alto Adige fatto con le mele? Ah, no…quello è lo strudel…”

    Hänsel e Gretel entrarono fingendosi intimoriti.
    La casa era molto piccola ma ordinata. Sulla parete opposta all’ingresso vi era una grande libreria colma di volumi. Al centro della stanza un grande tavolo con sopra un cesto portafrutta colmo di salsicce che, quindi, potremmo definire cesto portasalsicce.
    Appesi al soffitto, salami, cotechini, un paio di prosciutti e sette coppe.

    “Ah quelli appesi non sono mica da mangiare” disse la vecchia strega “che mi hanno trovato i valori del colesterolo un po’ alti e allora li uso come sex toys”
    Hänsel osservò un prosciutto enorme che sarà pesato 10 chili.
    “Ma anche quello?” domandò indicandolo.
    “Ah quello dietro, quando sono alla ricerca di emozioni forti” rispose la vecchia “ma sedetevi pure. Cosa posso offrirvi? Un bicchiere di lambrusco, un paio di sanguinacci? Due tortellini?”
    “Siamo dei bambini” rispose Gretel “non possiamo bere vino. Un bicchiere d’acqua è sufficiente”.

    Mentre la vecchia si dirigeva verso il frigorifero, Hänsel e Gretel presero a confabulare sottovoce.
    “Dobbiamo capire come farci dare la formula magica e per farlo dobbiamo assecondare i suoi desideri sessuali” disse Gretel.
    “Beh, io quel prosciutto nel culo non me lo faccio infilare” rispose Hänsel.
    “Ok, allora cerca di appartarti con lei e fattela dare…la formula.”

    La strega tornò con i due bicchieri d’acqua che porse ai due ospiti.
    “Prego, bevete pure che chissà quanta sete avrete. Ho una teglia di lasagne in forno, così mangerete anche qualcosa.”

    “In realtà” disse Hänsel “preferirei un limoncello”.
    “Ma come” rispose la vecchia “non vuoi bere il lambrusco perché siete bambini e poi mi chiedi il limoncello”?
    “Beh, siamo bambini speciali: la mamma ci ha svezzati a Sambuca” replicò Hänsel.
    “Mmmhhh…” disse la vecchia cercando nella credenza “vediamo…pozione magica contro la peluria delle ascelle, contro il tartaro, per far crescere il cazz…ehm…filtro d’amore per totani…no, niente limoncello, ma ho una bottiglia di Spyritus Vodka. Ha il 96% di alcol. L’ultima volta che l’ho bevuta mi è apparso sul divano Bob Marley, cazzo…”

    Prese tre bicchieri, si sedette al tavolo con Hänsel e Gretel, aprì la bottiglia e li riempì.
    “Alla salute” disse ed ingollò il liquido tutto d’un fiato. Poi si alzò ed emise una fiammata dal buco del culo che accese il caminetto dalla parte opposta della stanza.
    Hänsel portò il bicchiere alla labbra, ne deglutì una minima parte e sentì lo stomaco andare a fuoco.
    “Cazzo se è forte” disse, prima di emettere un rutto fiammeggiante che arrostì le salsicce sul tavolo.
    “Io passo” disse Gretel, che voleva restare lucida per gestire la situazione.

    L’alcol ci mise poco a fare effetto e la strega iniziò a sentire un piacevole formicolio tra le cosce; guardò Hänsel con desiderio.
    “Vuoi stenderti un attimo per riposare un pochino? Se vuoi ti posso accompagnare di là sul mio comodo letto”.

    Hänsel si alzò e la seguì.

    Gretel attese che i due scomparissero nella stanza accanto, si alzò, andò verso la grossa libreria della cucina e si mise a cercare tra i vecchi libri, sperando di trovare la formula in grado di risvegliare Blancanieves.

    “Bene, ora vieni qua che ti spoglio, così poi ti metti a letto sotto le coperte” disse la strega ad Hansel un po’ intontito dall’alcol ingerito.
    Via la giacchetta, la camicia e poi slacciò la cinghia, sbottonò i pantaloni, fece sedere Hänsel sul bordo del letto, glieli sfilò, poi abbassò le mutande e…ciò che vide la fece restare a bocca aperta.
    Hänsel era dotato come mai le era capitato di vedere; contemplare quel totem di carne erigersi imponente la commosse.
    “Però” esclamò la strega “e chi si aspettava uno spettacolo del genere”.

    Fece stendere Hänsel sul letto.
    “Ora mi tolgo la dentiera, che la settimana scorsa per poco con la ingoio mentre lo succhiavo a due bambini che erano passati di qua…Frodo e l’altro non mi ricordo come si chiamava…e vedrai che ti farò stare bene” disse la vecchia strega.

    Così, mentre nella stanza da letto Hänsel si stava godendo un pompino davvero senza denti, in cucina Gretel continuava a cercare tra decine e decine di volumi pieni di annotazioni, formule, ricette per la polenta taragna e sudoku.

    Di sicuro alla strega non mancava né l’esperienza e nemmeno la tecnica, al punto che Hänsel iniziò a pensare che forse era meglio stare con la vecchia piuttosto che liberare Blancanieves. Il piacere che provava grazie alla bocca ed alla lingua di quell’insospettabile succhiacazzi era indescrivibile e percepiva che ormai si era incamminato lungo il sentiero dell’orgasmo. 

    Lo sentì arrivare, sempre più vicino, sempre più forte fino a quando non inondò di calda sborra la bocca della strega.


    “Porca puttana che pompino” esclamò Hänsel con un sorriso raggiante sulle labbra “in 43 anni mai goduto così tanto, nemmeno quando lo infilai nell’aspirapolvere di mia zia.”
    Si alzò dal letto che ancora il suo cazzo pulsava di piacere e vide la strega stesa a terra, priva di sensi, con gli occhi sbarrati e la bocca aperta in un ghigno terrificante con un rivolo bianco che le scendeva da un lato.
    “Oh cazzo” disse Hänsel “mi sa che la vecchia ci ha lasciato le penne”.
    Provò a capire se fosse ancora viva o meno, mettendole una mano sul petto ma il cuore sembrava fermo.
    “Gretel!” urlò “vieni qua subito”.
    “Non ci penso nemmeno” rispose la sorella dalla stanza opposta “non voglio assistere al terribile spettacolo di te che scopi una mummia del cazzo”
    “La strega è morta” disse Hänsel.
    Gretel corse di là e la vide esanime sul pavimento.
    “Sei riuscito a farti dire dove la formula magica? Di là sto trovando nulla”
    “No” rispose Hänsel “appena arrivati mi ha spogliato ed ha subito iniziato a succhiarmelo e poi sono venuto e lei è…andata…”
    “Come è andata…ma non avete scopato? Te lo ha solamente succhiato ed è morta? Ma come è possibile”. Gretel non si capacitava dell’accaduto.
    “Te lo giuro: non abbiamo scopato, solo un pompino. Proprio come accadde qualche anno fa con la Sirenetta, ricordi?”

    Se vuoi sapere cosa accadde con la Sirenetta e come andrà a finire la storia, non perderti il prossimo episodio che pubblicherò quando mi andrà di farlo. Forse.

  • 23 luglio

    Una volta un mio amico disse che arrivato a 30 anni uno poteva anche morire visto che la vita non gli avrebbe dato molto di più se i suoi 30 anni li aveva vissuti appieno. Erano quelle teorie del cazzo che nascono dopo litri di alcool e qualche canna. Per la cronaca il tipo oggi ha oltre 60 anni e non ci pensa nemmeno a lasciare questo mondo di merda.

    Io la pensavo come lui all’epoca; in effetti fossi morto a 30 anni mi sarei risparmiato la sofferenza di vedere mio padre ammalarsi e morire ma non avrei nemmeno provato la sensazione di innamorarmi perdutamente di una ragazza, primo ed unico amore a 43 anni.
    Oggi sono 57: probabilmente gli anni che mi restano non saranno così esaltanti come quelli già vissuti, ma cercherò di godermi ciò che capiterà.

    Alla fine, 57 anni è un bel traguardo in effetti.
    Come dico spesso, uno più famoso di me, con barba e lunghi capelli che faceva miracoli non è andato oltre i 33 e quindi sono stato fortunato.

    La mia nascita fu un piccolo evento.
    I miei genitori, cattolici praticanti, volevano farmi nascere in una grotta a Betlemme il giorno di Natale ma sbagliarono i calcoli sulla data dell’accoppiamento e nacqui a Luglio.
    Visto che nella bassa di grotte non ce n’erano, optarono per una casa cantoniera lungo la via Emilia.
    Al posto di bue e asinello, visto che faceva già caldo, optarono per un pinguino DeLonghi.
    Non era nemmeno previsto il passaggio di una cometa così mio zio rubò un grosso faro da una discoteca della zona e lo mise sul tetto della casa.

    La notte accesero questo faro ed iniziarono ad arrivare persone. Si teneva un rave nella zona e tutti, vedendo questa luce, pensavano fosse il locale in cui si svolgeva l’evento.
    Arrivò un auto con a bordo cinque “Hardcore Warriors”.
    “È qui il rave?” chiesero a mio zio.
    “Eh? Rave? ” rispose perplesso.
    “Vabbè hai delle paste? ” chiesero.
    Mio zio non sapeva dell’esistenza dell’extasy e rispose:
    “No paste no…Ma mia moglie ha fatto un’ottima crostata di prugne”
    I tizi gli sputarono in faccia e partirono sgommando.

    La mattina del 23 di Luglio, a che ora non lo so, nacque un bel bambino…occhi chiari, pelato, grassoccio e senza denti (i denti li ho, ma per il resto sono tale e quale ad allora).
    Ad assistere al parto una nostra parente che faceva l’infermiera; per ingannare l’attesa di scolò due casse di Ceres e quando fu il momento di tagliare il cordone ombelicale ne vide due: uno era il cordone e l’altro il mio uccello.
    Ero incredibilmente dotato…sarei potuto diventare il più famoso attore porno della storia.
    Quello che successe è facilmente intuibile: taglio il “cordone” sbagliato e così ecco la nascita di una persona destinata all’infelicità sessuale.

    Beh, buon compleanno vecchio mio.

  • Hänsel e Gretel – la vera storia

    Riassunto delle puntate precedenti

    Non ho voglia: cercatele, leggetele e non rompetemi il cazzo.

    Dopo che tutti e sette ebbero goduto, fecero segno ad Hänsel e Gretel di seguirli.

    “Ma in ‘sta cazzo di storia riuscirò a scopare prima o poi?”si domandò Hänsel mentre si puliva le ginocchia rialzandosi.
    “E io allora? Nemmeno un maschio etero…tutti gay…eccheccazzo!” rispose Gretel che si era incamminata dietro i Los Siete Enanitos.

    Dopo poco meno di un’ora giunsero in una radura.
    Al centro, sul prato, una cassa di cristallo con all’interno una bellissima fanciulla.
    “Però, che bella figa” esclamò Hänsel “ma sarà morta?”
    “No, è solo addormentata” disse una voce dietro un cespuglio e poco dopo spuntò una nutria, con la Gazzetta dello Sport sotto il braccio, che indossava un paio di occhiali.

    “E tu chi sei” domandò Gretel.
    “Mi chiamo Clotilde e sono la guardiana della radura, nonché colei che veglia il sonno di…”
    “La bella addormentata nel bosco” disse Hänsel.
    “No” di rimando la nutria “lei è Blancanieves”
    “Eh no, ci deve essere un errore” disse Hänsel “questa è la bella addormentata, Biancaneve era quella che va dalla nonna e poi incontra il lupo che assieme ai tre Porcellini se la scopano in una gangbang e poi arriva un burattino che gli cresce il naso quando vede un paio di tette…”
    “Ma è deficiente?” domando la nutria a Gretel.
    “No, è così da quando ha trovato la pipa per fumare il crack che usava mia mamma ed ha fatto un paio di tiri” le rispose.

    “È caduta vittima di un incantesimo” disse Clotilde seduta su una pietra, mentre tirava fuori il tabacco per confezionare una sigaretta “che le ha lanciato una vecchia strega.”
    “Secondo la profezia” continuò “l’uomo che reciterà la formula magica per aprire il sarcofago e che le bacerà le labbra, riuscirà a svegliarla dal sonno profondo nel quale è caduta e lei, ridestandosi, si innamorerà perdutamente di lui.”

    “Ma che formula magica, ci penso io a farla uscire da lì” disse Hänsel decisamente infoiato all’idea di infilare la lingua in bocca a quella bellissima fanciulla.
    Provò di tutto per aprire quella cassa di vetro: la prese a sassate, la colpì con un masso, poi con un martello, una mazza, provò con un flessibile con lama diamantata, un raggio laser, esplosivi vari, mentre Clotilde e Gretel lo guardavano annoiate.
    Alla fine Hänsel si arrese.
    “Mi sa che se non si recita una cazzo di formula magica, non c’è verso di aprire questa cazzo di cassa!”

    Clotilde iniziò a tossire, una bella tosse grassa da fumatore, e scatarrò sul prato.
    “Dovete prendere quel sentiero” disse loro indicando una stradina che si perdeva nel bosco “e camminare fino a quando non troverete una casa fatta di ciccioli…”
    “Ma la casa della strega non era fatta di marzapane, con le finestre di cioccolato e le pareti di biscotto?” domandò deluso Hänsel.
    “La strega è originaria della provincia di Bologna, niente marzapane, cioccolato o biscotti: ciccioli ho detto. Ora andate e ricordate: è una vecchia baldracca ed il solo modo che avrete per riuscire a strapparle la formula magica è assecondare i suoi desideri sessuali.”
    “Ah io ci sto” disse Hänsel “basta che mi lasci in pace il culo e per me va bene anche se è vecchia e brutta”.

    E così i nostri eroi si misero in cammino.

  • Estate: Meduse, Insetti e Vipere

    Estate, tempo di vacanze.
    Come molti sanno, l’estate è la stagione che più mi sta sul cazzo: il caldo, le zanzare, gli insetti in generale, i rettili.

    Non vivo nella foresta Amazzonica ma non è raro imbattersi in bisce, vipere o orbettini nei prati e boschi intorno casa mia; poi ci sono vespe, api, calabroni e tutto un campionario di insetti volanti (ma esistono insetti non volanti?) che appena ti metti all’ombra di un albero a leggerti un bel libro, arrivano a scassare la minchia.

    Ogni estate i pronto soccorso delle località turistiche sono presi d’assalto da vacanzieri che vengono morsi da vipere, punti da vespe, api o in acqua trovano meduse e altri animaletti simpatici.

    Nei miei blog ho sempre cercato di essere anche utile, nel senso che ok le cazzate, tette, culi e cazzi ma un blog deve anche essere utile e fornire un servizio; ecco, quindi, qualche consiglio se vi dovesse mai capitare di essere punti o morsi.

    Cosa fare se si è punti da una medusa:
    1 – bestemmiare;
    2 – prendere a calci la propria moglie che è sempre lei che vuole andare al mare;
    3 – la prossima volta vacanze in Trentino e fanculo il mare.
    4 – ok ma adesso?
    5 – togliere eventuali parti della medusa utilizzando una carta di credito o simili e far scorrere acqua di mare sulla parte infiammata.

    Cosa fare se si è punti da una tracina:
    1 – bestemmiare;
    2 – consultare Wikipedia perché…cazzo è la tracina?
    3 – vedi punto 2 e tre precedenti;
    4 – ormai che siamo qua, dobbiamo però trovare una soluzione;
    5 – andare nelle cucine dello stabilimento balneare e mettere la parte colpita dentro la pentola in cui fanno bollire l’acqua per gli spaghetti (il veleno di questo pesce è inattivato dal calore) per un 30/60 minuti;
    6 – fatevi ricoverare al centro ustionati dell’ospedale più vicino.

    Cosa fare se si è morsi da una vipera:
    1 – bestemmiare;
    2 – rimanere tranquilli;
    3 – rimanere tranquilli un cazzo…mi ha morso una cazzo di vipera e allora PANICO!
    4 – lasciate perdere le cazzate come succhiare la parte colpita (a meno che non vogliate fargli un pompino come ultimo desiderio) ma chiamate il 118 e sperate arrivino in fretta;

    Terminiamo con cosa fare se si è punti da insetti:
    1 – bestemmiare;
    2 – spiaccicare l’insetto;
    3 – attendere dai 5 ai 30 minuti…se in questo lasso di tempo non morirete vuol dire che non siete allergici alle punture degli insetti.
    4 – festeggiate il fatto di non essere allergici alle punture degli insetti bevendo un paio di birre.

    Ecco fatto. Spero vi possano essere d’aiuto.


  • Il piacere in punta di dita

    Anni fa, chiacchierando con una ex AA di come sarebbe stata la mia vita raggiunto l’età in cui il cazzo avrebbe deciso di andare in pensione, mi disse:
    “tranquillo, con la lingua e con il dito, un uomo non è finito”.

    Ora che ho raggiunto quell’età, ammetto che è così: anche se il mio uccello non è più in formissima, se a lui non va riesco comunque a far orgasmare la mia donna; il problema è che il sesso non mi interessa più.

    Qualche post fa ho scritto del cunnilingus; oggi, qualche consiglio su come usare le dita, sempre da My Secret Case.
    Saper sditalinare è utile perché si possono usare le dita in tante occasioni: mentre la baci, mentre le succhi le tette, mentre le lecchi la fica, mentre la scopi…

    Vediamo 15 suggerimenti che potranno tornarti utili.

    Baciarsi lentamente ed usare le dita a ritmo
    Come scritto poc’anzi, la sinergia lingua in bocca e ditalino è decisamente valida

    Da dietro a 90 con la schiena inarcata
    Vero che con lei a pecora si possono fare altre cose, ma questo è un preliminare che ti dà anche l’idea di quando è bagnata il giusto per scoparla.

    Polso appoggiato sul clito e dita dentro
    Tipo che sei dietro di lei, le baci il collo e non vuoi infilarle un paio di dita nella passera?

    Un dito dietro non guasta mai
    Se non te ne sei Giocate un paio con i botti di Capodanno hai 10 dita; lei ha un paio di posti niente male nei quali infilarle…
    Ma ricorda che non tutte amano sentire qualcosa insinuarsi nel suo, quindi se provi e non gradisce, lascia perdere

    Non serve andare fino in fondo
    Una vagina femminile non è come la tasca dei tuoi jeans, dove infili la mano e ravani per recuperare l’euro per il carrello: le terminazioni del piacere si concentrano nei primi 7 centimetri.
    Mi capitò una volta di praticare il fisting ad una donna ma…non a tutte credo piaccia.

    Le dita piegate dentro tipo Spiderman
    Hai presente il movimento che fa l’Uomo Ragno quando spara la ragnatela?
    Devi stimolare la parte superiore a pochi centimetri dall’entrata: il famoso Punto G.

    Da dietro, in piedi e l’altra mano sulla bocca.
    Io preferisco baciarla, tipo che ruota la testa e…
    Se dovesse ruotarla di 180 gradi, i casi sono due:
    o stai sditalinando una civetta oppure è una cazzo di posseduta e ti conviene chiamare un esorcista prima che inizi a vomitare verde.

    Fate piano: anche lento è bello.
    Non stai carteggiando una ringhiera arrugginita: lento è meglio.

    Non farlo a secco: bagnare sempre le dita con saliva o lubrificante.
    È una zona delicata, quindi dita bagnate o lubrificate sempre.
    Se lei è dedita al sadomaso, puoi lubrificare i polpastrelli con olio al peperoncino; se è veneta, usa lo spritz; se è emiliana, lambrusco; se ligure, immergile prima in un vasetto di pesto (fatto con pinoli ed aglio eh…)

    Concentrarsi anche su altre zone della vulva, non solo sul clito.
    Se pensi che vulva sia un marchio automobilistico svedese meriti una vita di seghe in solitaria.

    Unghie corte
    Lo so, ci sono video di pornostar che si sditalinano con dita dalle unghie così lunghe che sembrano Freddy Kruger, ma loro sanno come fare e poi la passera è la loro: taglia quelle cazzo di unghie e usa una limetta per rifinire.

    A volte basta solo un dito
    Del resto, è sempre una questione di tecnica, di come lo si usa quel dito.
    Io opto normalmente per due, tranne quando ho praticato il fisting che lì…

    A pancia in giù piace anche di più
    Spesso mi è capitato: lei a pancia in giù, io su di lei che la scopo da dietro, con una mano mi tengo su, per gravare meno con il mio peso su di lei, e l’altra la uso per massaggiarle il clito.
    Pare sia particolarmente gradita come posizione.

    Muoverle dentro è meglio che fare dentro e fuori
    Intuibile se, come me, ti è capitato di fare sesso con una donna che sopra di te non fa su e giù ma lo tiene dentro muovendo il bacino.

    Dita dentro e toy sul clito
    Preferisco usare la lingua sul clito ma se sei sola e te la vuoi spassare…
    Oh, se serve una lingua…sarà un onore mettere la mia al tuo servizio.

    Beh, that’s all folks.

    Mi permetto un sedicesimo consiglio:
    leccati le dita quando lo fai oppure lo avrai fatto, perché, come disse qualcuno, se non lecchi le dita godi solo a metà.

  • Estate caldo e sesso

    Domani inizierà l’estate, almeno quella astronomica; quella meteorologica, invece, è iniziata il 1° giugno.
    Nonostante in questa stagione siano avvenuti eventi memorabili, come la mia “prima” prima volta ed innumerevoli altre “prime volte” (per me prima volta è anche quando faccio sesso con una donna per la prima volta) l’estate mi sta sul cazzo.
    L’ultima estate piacevole è stata quella del 1988, che è anche l’ultima vissuta da studente; da quella del 1989 in poi, vissute da lavoratore, l’estate ha coinciso con un aumento esponenziale di bestemmie.
    Del resto, ci sta: quando vai a scuola da giugno a settembre sei in vacanza e fai un cazzo; quando inizi a lavorare, se non sei stato saggio abbastanza da puntare sulla professione di bidello o insegnante, hai le solite due settimane centrali di agosto, come quasi tutti, che trascorrerai al mare, come quasi tutti, in quei carnai che sono le spiagge, a sudare e fare file anche per un cazzo di ghiacciolo.

    In pratica:
    bestemmi incolonnato in autostrada, sotto il sole, verso le località di mare, esattamente come quando sei bloccato in tangenziale per andare al lavoro;
    trascorri le giornate in una spiaggia, piena di gente ammassata, esattamente come quando vai al centro commerciale a fare la spesa;
    bestemmi incolonnato in autostrada, sotto il sole, verso casa, esattamente come quando sei bloccato in tangenziale per tornare dal lavoro.

    Ma se stai a casa non è meglio?
    Aria condizionata, relax, video porno, alcol…chi te lo fa fare di spendere quattrini per andare a stressarti al mare?

    Tuttavia, ti esorto a continuare:
    fino a quando la maggior parte degli italiani andrà in vacanza al mare, le località di montagna saranno meno affollate e chi come me è strano al punto da preferire il fresco in estate, starà meglio.

    Capitolo sesso.

    Più caldo fa, meno sesso si fa: diversi studi scientifici sembrano dimostrare che il legame tra la disponibilità sessuale e il clima esiste; in estate, quando il termometro sale, ci si veste di meno e l’esposizione di più pelle nuda può aumentare l’eccitazione altrui, ma quando fa molto caldo, si suda di più, più facilmente si puzza e la libido precipita.

    Secondo una ricerca americana, il caldo non è sinonimo di passione e sesso:
    ad un periodo di grande calore, con una media giornaliera superiore ai 27 gradi, segue sempre, infatti, un crollo dei tassi di natalità negli 8-10 mesi successivi.

    Come sa bene chi perde tempo a leggere le mie cazzate, desidero facciate sesso, tanto sesso; alla fine le immagini che posto hanno lo scopo di farvi venire voglia o, almeno, ricordarvi cosa vi state perdendo se non lo fate.
    Potevo, quindi, non donare qualche saggio consiglio su come godervi un’estate orgasmante?

    Alla finestra o sul terrazzo di casa
    La sera, quando il sole è calato da un po’ e si inizia a sentire una leggera brezza, è il momento perfetto per il sesso.
    Magari apri un paio di finestre per fare corrente, ti appoggi con i gomiti sul davanzale e lasci che lui da dietro… O magari sul terrazzo, con te appoggiata alla ringhiera, sempre a pecora…
    Consiglio: evita di sederti su davanzale o ringhiera, per non correre il rischio di precipitare.
    Ideale anche se sei un po’ esibizionista e ti stuzzica l’idea che qualcuno possa vederti e farsi una sega; se dovesse capitarti di essere vista da un vicino che non apprezza e vi denuncia alla polizia, segnati chi è stato ed il giorno dopo rigagli l’auto.  

    L’acqua è sempre una buona idea
    Ovvero, sesso sotto la doccia.
    Soluzione ottimale per i pomeriggi caldi estivi, a patto di trovare una persona compatibile dal punto di vista della temperatura dell’acqua; il problema è se ti scopi una che ama fare le docce gelate: ti spogli, hai un’erezione talmente potente che frantumeresti un diamante se solo lo colpissi con la cappella, entri nella doccia, il getto ghiacciato ti investe e in un attimo ti ritrovi un cazzo grosso come il pollice di un neonato.

    Hai mai provato il pavimento?
    In effetti non è comodissimo, ma di sicuro è fresco.
    Consiglio di fare stare lui sotto, così che finito l’amplesso, con la schiena ti avrà pulito il pavimento da polvere e “gatti” e dovrà farsi una doccia, così magari fai il secondo round. (vedi sopra).

    Fare l’amore al mare
    Il sesso in acqua, o water sex (water nel senso di acqua eh, non di WC) è una fantasia sessuale molto eccitante.
    Consigliabile non farlo di giorno, soprattutto se non hai un cazzo grosso, altrimenti potrebbero vederti e faresti una figura di merda; se, invece, laggiù sei messo bene, se ti vedono è meglio perché potresti diventare famoso e particolarmente ambito tra le bagnanti.
    La notte, invece, puoi andare tranquillo: rischi solo che a prenderti per il culo sia un banco di ghiozzi pigmei.
    Il cubetto di ghiaccio è un ottimo alleato contro il caldo
    Il cubetto di ghiaccio ce lo portiamo dietro da tempi di “Nove settimane e mezzo” ma è senza dubbio sensuale.
    Magari state sorseggiando sul terrazzo di casa un gin tonic, scatta la voglia…
    Se sei single, un paio di calippi, uno nel culo, uno nella fica, e starai divinamente. 
    Slow sex: quando fare l’amore con lentezza è più bello

    Fare sesso lentamente, oltre ad essere piacevole (ve lo dice un fan del vivere “slow”) è utile perché fa sudare meno.

    La piscina
    Che è ancora meglio del mare, così eviti che la fauna ittica ti derida per le dimensioni.
    Una piscina privata è meglio perché lontano da occhi indiscreti; se volete osare, di notte entrate scavalcando in quella comunale e ci date dentro.
    Perché no la mattina presto?
    La mattina presto è l’ideale per molti uomini; tuttavia, poche donne amano fare sesso prima di una bella colazione ed essersi lavate almeno i denti, che appena svegli l’alito potrebbe scrostare l’intonaco dai muri.
    Oh, se ti svegli e ce l’hai duro provaci: se ti manda a cagare, una sega e tutto si sistema.
    Piccola baita in montagna
    Questa è la soluzione ideale:
    il clima in montagna è perfetto per il sesso, in ogni stagione.
    Puoi scegliere se farlo a letto o, se la baita è un po’ isolata, anche nel prato, all’ombra di un albero.
    Consiglio di stare sotto, così, dovesse arrivare un orso mentre lo state facendo, sbranerà lui e tu potrai scappare in casa.  

    Le posizioni migliori per fare sesso quando è caldo
    Il consiglio è di scegliere quelle dove il contatto è minimo e non ci sono cazzi: la pecorina le batte tutte.

    Fonte https://dilei.it/sesso/fare-amore-caldo-dritte-accendere-passione/615228/

    Ora non hai più la scusa del caldo: scopa!

  • Hänsel e Gretel – terza parte

    Quando il cinghiale superdotato ebbe l’orgasmo, si girò e vide alle sue spalle una lunga fila composta da maschi di varie specie che attendeva il proprio turno.
    Si sposto e disse “avanti il prossimo”
    “Come sarebbe ‘avanti il prossimo’” esclamò Hänsel alquanto preoccupato.
    “Lo scoprirai presto” disse ridendo Gretel.

    Approfittarono di Hänsel:
    Shrek, Ciuchino, Cip, Ciop, Re Leonida ed i suoi 300 spartani, Giasone con tutti gli Argonauti, la squadra di rugby degli All Blacks, Lupin III, Mazinga Z ed alcuni Klingon precipitati con la propria astronave a poca distanza.

    Di fatto Hänsel già dopo averlo preso da Ciuchino non sentiva più dolore e anzi, non gli dispiaceva nemmeno più tanto; tuttavia, fu davvero felice quando venne slegato per ricevere l’attestato che certificava il suo ingresso nel Guinness dei Primati: aveva stabilito il record di cazzi ricevuti in una sessione di sesso anale, battendo una pornostar maltese che deteneva il precedente primato.

    “Quasi quasi ti lascio legata lì, baldracca malefica” disse a Gretel, ma sapeva che avrebbe avuto bisogno di lei se voleva cavarsela, quindi la liberò.

    Essendo ormai notte fonda, decisero di dormire lì ed attendere il giorno dopo per mettersi in cammino e cercare di tornare a casa.

    Al sorgere del sole Gretel si svegliò e ciò che vide aprendo gli occhi non prometteva nulla di buono.
    “Fratellone sveglia…abbiamo compagnia”
    Hänsel sbadigliò stiracchiandosi.
    “Cazzo che incubo che ho avuto… Ero legato ad un albero e tutti quelli che passavano mi incul… Ma voi chi siete?”

    Erano i famigerati Los Siete Enanitos , un po’ maranza, un po’ spacciatori.
    Ex militanti di una gang sudamericana, Los Pepinos, erano scappati da Las Meringas quando la situazione si era fatta terribilmente incasinata.
    Si diceva che fossero al soldo di una donna colombiana che gestiva il traffico di droga in quella zona: il suo nome era Blancanieves.

    Non risposero alla domanda di Hänsel e si limitarono a guardare i due che stavano lentamente alzandosi.

    “Stavolta però ti sacrifichi te eh” disse Hänsel a Gretel “che ok, ora ho un buco che potrebbe entrarci un tram, ma cazzo, mi brucia ancora…”

    I Los Siete Enanitos erano gay.