Autore: Nikolas Northwood

  • Rimettiti in forma dopo le feste

    Con l’Epifania si chiude il periodo delle festività natalizie; come ogni 7 gennaio ci ritroviamo con il conto in banca più leggero e la bilancia che, impietosamente, ci dimostra la legge della conservazione della massa: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto (ciò che s’è bevuto e mangiato) si trasforma”, parte in merda e parte in grasso.

    L’imperativo del giorno dopo la Befana è sempre quello: rimettersi in forma.
    Sarebbe saggio arrivare al Natale già in pessima forma, così da non dover vivere lo stress post festa: grasso ero, grasso sono rimasto e fanculo.
    La maggior parte delle persone, però, fisserà l’obiettivo di perdere i chili perduti, abbracciando un stile di vita salutare; o, almeno, ci proverà.

    Se anche tu vuoi perdere i chili accumulati durante le feste, ecco l’immancabile decalogo con i suggerimenti degli esperti.

    Armati di pazienza.
    Non aspettarti che possa bastare nutrirsi per un paio di giorni di bacche e licheni per perdere i chili di troppo: ci vogliono pazienza e determinazione

    Inizia a fare almeno 30 minuti di esercizio fisico al giorno.
    So cosa stai pensando; ammesso tu possa durare mezz’ora senza schizzare o stramazzare esanime, andresti a consumare 126 calorie, l’equivalente di un calice di vino rosso: smetti di fare il cazzone e va fuori a gelarti le chiappe facendo jogging.

    Ricomincia a mangiare sano.
    Il tempo di panettone e cotechino è finito: vai di frutta, verdura, proteine e carboidrati complessi.

    Elimina le tentazioni.
    Prendi un bel sacco dell’immondizia e sbarazzati dei cibi processati, troppo salati ed i dolciumi, ricchi di zuccheri semplici; in altre parole, butta tutto ciò che è piacevole mangiare e tieni solamente carote al vapore e gambi di sedano.
    Vuoi mettere quanto sia più bello sgranocchiare dei broccoli invece delle Pringles mentre guardi un film?

    Bevi.
    No, posa quel fiasco! Bevi acqua, che aiuta ad eliminare le tossine.

    Dormi.
    Necessario dormire almeno 7-8 ore a notte, per favorire processi di rigenerazione e di autoriparazione cellulare.

    Poco alcol.
    Limita il consumo di alcol; non menzionano le droghe, quindi qualche canna o trip di acido sono consentiti.

    Stai all’aria aperta
    Dedicati ad attività che facciano bene al cuore ed ai polmoni, inspira profondamente ed espira, per rilassare mente e corpo.
    Immagino quanto possa essere salutare questo consiglio per chi vive in qualche città della pianura Padana, una delle zone del Pianeta con l’aria più inquinata…

    Cerca compagnia.
    Coinvolgi una persona che possa condividere con te questi consigli in modo da stimolarvi a vicenda in uno stile di vita sano.
    Già vedo la scena:
    “cara, dobbiamo intraprendere un percorso virtuoso e tornare in forma!”
    “Perché, ti sembro grassa?”
    Che le rispondi ora? Coglione…

    Amati.
    Rimetti dentro l’uccello: non intendono “amati” nel senso di tirarti una sega ma di volerti bene.

    (Fonte)

    Prova a fare un giro nella rete e troverai centinaia di articoli che scriveranno le stesse cose:
    cibo sano, niente (o poco) alcol, a letto presto…
    Così perderai le piccole gioie della vita, diventerai triste, perderai interesse per il sesso, diventerai il classico rompicoglioni frustrato e tutti noi dovremo sopportarti.

    Vabbè va, al prossimo post ti darò un paio di dritte io…

  • I film tristi fanno ingrassare

    Gran gran parte dell’infelicità umana è colpa del cinema:
    i film romantici generano aspettative irrealizzabili per gran parte delle donne; i film porno, invece, per gli uomini.

    Ed i film strappalacrime?
    Beh, gli esperti della Cornell University, in un articolo pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine, sostengono che le pellicole tristi inducono a mangiare di più.
    In un test svolto nelle sale cinematografiche di sette città americane, nel weekend super affollato della festa del ringraziamento, è saltato fuori che chi aveva guardato una pellicola commovente aveva mangiato il 55% di pop-corn in più rispetto a coloro che avevano scelto la commedia.

    E non va meglio per quelli che, invece, amano i film d’azione:
    davanti a queste pellicole si tende a mangiare seguendo il ritmo incalzante della storia narrata, come hanno dimostrato gli stessi ricercatori in uno studio precedente.

    Ricapitolando, quindi, i film romantici generano aspettative irrealizzabili: storie grondanti passione, romanticismo, dove l’eroina, di solito un’insignificante e sfigata esponente del genere umano di sesso femminile, conduce una vita di merda fino a quando incontra il suo “principe azzurro”:
    bellissimo, sensualissimo, intrigantissimo, intelligentissimo, di successo, sicuro di se, che quando va in bagno a cagare non lascia puzza ma le delicate note profumate del patchouli.
    Ovvio che, alla fine del film, quando una pensa alla propria di vita sentimentale, quando paragona il suo uomo al “principe azzurro” del film, un minimo di sconforto arriva e si fa forte il desiderio di farla finita, cercando di morire per intossicazione acuta da alcol ingozzandosi di Mon Cherie. 

    Per i maschi, invece, le aspettative irrealizzabili le generano i film porno:
    ti immagini di finire a letto con una truccata, fisico mozzafiato, lingerie erotica, tacco 15, pronta a donarti tutti i buchi ed a supplicarti di sborrarle in faccia e, invece, ti ritrovi una con bigodini e pigiama di pile, che appena provi ad infilarle la mano sotto la felpa ruggisce:
    “cos’hai intenzione di fare? Dormi e non rompere il cazzo!”

    Tra i due, però, agli uomini va meglio:
    se un uomo vuole nel letto una bella figa, disponibile, messa giù da gara, al posto di una specie di Gabibbo coi bigodini in testa, per realizzare le aspettative del porno che ha visto il giorno prima, può sempre andare con una escort; vero che costa un po’ ma alla fine realizzi ciò che desideri.
    Per una donna, invece, è piuttosto difficile:
    un Edward Lewis (il personaggio che interpreta Richard Gere in Pretty Woman) per tutta la vita credo sia impossibile da trovare.
    Eh sì, perché di uomini belli, ricchi e affascinanti, dei veri Principi Azzurri, probabilmente ce ne sono ma per uno di loro ci sono milioni di donne pronte ad accaparrarselo, magari anche più sexy e più giovani e quindi…è una partita persa in partenza.

    Se invece di un “Principe Azzurro” per la vita vi accontentate di un “Idiota Marrone chiaro”  (mi faccio le lampade) per una notte…contattami pure: magari non è sempre così, ma dicono che “chi si accontenta gode”…

  • Qual è la durata ideale di un rapporto sessuale?

    Parlando di sesso, i maschi hanno due certezze: per far godere una donna ci vuole un cazzo enorme e si deve durare come “Logistic”, opera cinematografica dei registi svedesi Erika Magnusson e Daniel Anderson, lunga ben ben 857 ore.

    La prima certezza è semplice da sgretolare: secondo una ricerca pubblicata anni fa, le lesbiche godono molto di più delle donne etero; non essendo cazzo-dotate, se ne desume che l’uccello non sia così fondamentale.

    Quanto alla durata dell’amplesso, vi sono studi che indicano come media di un rapporto penetrativo dai 3 ai 7 minuti; altri, invece, sostengono che un rapporto può considerarsi soddisfacente quanto dura tra i 7 ed i 13 minuti.

    A guardare questi numeri verrebbe da ridere; tre cazzo di minuti?
    Vero, possono sembrare pochi, ma il tempo è relativo: prova a tenere la mano su una fiamma per tre minuti e capirai che intendo.

    Ovviamente si parla di durata calcolata da quando lo metti dentro a quando schizzi eh…nel senso che il tempo trascorso in auto per raggiungere il motel non viene incluso nel calcolo.

    Se duri tre minuti, quindi, vai bene dai, almeno secondo la scienza; io, che non sono uno scienziato, ritengo che la durata debba essere tale da appagare sessualmente la tua donna.
    Quindi, non ha senso buttare lì dei numeri né perdere tempo in ricerche: semplicemente, se la tua donna è soddisfatta ed ha raggiunto gli orgasmi che desiderava, sei durato quanto necessario, altrimenti no e, dato che le donne non sono tutte uguali, quegli studi non servono ad un cazzo.

    Ecco il link all’articolo, ma se non hai voglia di stare lì a leggere, le cause possono essere:
    ansia, stress, depressione e preoccupazioni, come anche patologie croniche (diabete, ipertensione), patologie cardio respiratorie e renali e, infine, fumo, uso di stupefacenti, alcol e l’assunzione di alcuni farmaci, come gli antidepressivi.

    Esistono rimedi?
    Cazzo, sì…ovvio che sì.
    Si possono, ad esempio, eseguire interventi per ridurre la sensibilità del glande, oppure utilizzare gli immancabili farmaci.

    Se non vuoi farti tagliuzzare la cappella né contribuire al fatturato di qualche industria farmaceutica, puoi fare esercizi del pavimento pelvico o comportamentali come lo “start and stop” o lo “squeeze”:
    nella tecnica “start and stop”, lo stimolo viene interrotto; con la tecnica dello “squeeze”, il paziente o la sua partner stringe per 10-20 secondi la parte del pene in cui la testa (cappella) si unisce al corpo, impedendo l’eiaculazione e diminuendo la forza dell’erezione.

    A pensarci bene, se io sono qua a scrivere cazzate e tu a leggerle, è grazie all’eiaculazione precoce; i nostri antenati non avevano tutte ste menate, anzi prima schizzavano e meglio era: due colpi, “ahhh vengo” ed ecco fatto, anche perché più tempo stavi a fare “gnigo-gnago” e maggiore era la probabilità di diventare la colazione di una tigre dai denti a sciabola.

    Inoltre è anche grazie all’eiaculazione precoce che ci sono donne insoddisfatte che si fanno amanti per trovare appagamento sessuale e dato che sono stato un amante, in passato, di svariate donzelle, tale disturbo ha rappresentato e rappresenta una manna per molti uomini; quindi, perché cercare di curarla?

  • Chiesa e pompini

    “Quando ascolto i nostri sedicenti spirituali propinarci le loro banalità e quando vedo una folla, più di ruminanti che di uomini, prestare orecchio a quelle insulsaggini, mi rendo conto che stiamo diventando stupidi e che meritiamo la sorte a noi riservata.”
    Albert Caraco

    È che a me manca completamente il concetto di fede, sia essa religiosa, politica, sportiva…
    Come disse De Crescenzo in “Così parlò Bellavista”:
    la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza.
    Ed io, che sono più per l’amore che per la violenza, non posso quindi avere una fede; inoltre la Chiesa ha sempre osteggiato le persone dedite ai piaceri dei sensi, il che ci rende reciprocamente antipatici.

    Se anche tu prediligi il godimento al patimento e ti vedi già ardere all’inferno perché ti piace troppo il cazzo, sappi che se mentre lo succhi ad un uomo pensi a Gesù, non è peccato; a dirlo non sono stato io ma Francisco Javier Martínez Fernández, arcivescovo emerito di Granada, ed il fatto che abbia detto ciò nel 2014 fa si che tutti i pompini che hai generosamente elargito negli ultimi 11 anni circa non contribuiranno al conto dei peccati…a patto che mentre li facevi pensavi a Gesù (fonte).

    In effetti Gesù viene sempre raffigurato come un bell’uomo e, quindi, non dovrebbe rendere la pratica così spiacevole, soprattutto se state ingoiando il cazzetto di un uomo brutto, grasso e pelato (il sottoscritto).

    Letto l’articolo mi sono domandato:
    quando lecco la passera di una donna, per non bruciarmi le chiappe all’inferno, a chi devo pensare, alla Madonna?

    Questa cosa ha sbloccato un ricordo del secolo scorso: i magneti che si attaccavano sul cruscotto dell’auto con sopra le foto dei propri famigliari con su scritto “non correre, pensa a noi”;
    un cristiano timorato di Dio potrebbe farsi tatuare appena sotto l’ombelico il volto di Gesù con scritto sotto “quando lo succhi, pensa a me” o magari potrebbero inventare adesivi usa e getta che applichi prima di farti fare un pompino e poi, una volta schizzato, lo togli e lo butti via

    E poi con gli altri peccati come si fa?
    Perché sai benissimo che tutto è peccato nella religione cattolica.
    Tipo i peccati di gola:
    a chi si dovrebbe pensare mentre si mangia una deliziosa fetta di torta Sacher, per non commettere peccato? A Cannavacciuolo?

  • Cinque frasi che fanno bene alla coppia

    Lo so, noi che abbiamo il chiodo fisso del sesso siamo portati a pensare che più delle frasi d’amore, siano un paio di colpi di cazzo a far stare bene la partner; tuttavia, ogni donna ha un lato porno ed un lato romantico: l’amante si gode quello porno, mentre al partner tocca quello romantico, il che comporta anche il dover parlare.

    Del resto gli esperti dicono che il dialogo nella coppia è importante e chi siamo noi per smentirli?

    Ecco qualche suggerimento, ovviamente scippato dal web.

    “Come stai?”
    Questa potrebbe sembrare una banale formula di cortesia e, in effetti, la è. A meno che l’altro non vi abbia provocato, involontariamente s’intende, un danno fisico più o meno permanente, tipo che voleva fare il giochino della cera calda sul vostro corpo ma l’aveva finita e allora è andato in garage ed ha optato per del catrame rovente, alla maggior parte della gente importa un cazzo di come state.

    “Raccontami la tua giornata”
    Questa è una frase che andrebbe evitata perché il rischio è di essere travolti da ore e ore di menate sui colleghi stronzi, i capi stronzi, il fatto che non vengono riconosciuti i meriti ecc.
    Che poi perché quando uno è a casa sereno e rilassato che si gode la cena bisogna tirare fuori ste cose che poi si incazza? 

    “Scusami se ti ho ferito”
    Questa è una frase del cazzo:
    se la tirate fuori perché la vostra intenzione era quella di ucciderlo ma avete sbagliato mira, suona un po’ come presa per il culo e non vedo altro motivo per usarla.
    Per quello che mi riguarda una persona la si ferisce solo fisicamente; se sei tra quelle persone che pensano ferisca più la lingua della spada, prova ad infilarti su per culo una katana ben affilata e fammi sapere.

    “Hai la libertà di pensare ciò che vuoi e agire come credi”
    Poi però non lamentarti se quando tornerai a casa, la sera, troverai la tua donna nel letto ululante di piacere, in compagnia di cinque mandinghi.

    “Quando mi baci così, mi piace tanto”
    Certo, potrebbe anche dire una frase del genere ma, in realtà, ciò che lui pensa veramente è “miii che due coglioni! Mi domando perché dobbiamo perdere tempo a baciarci e non mi succhia l’uccello.”

    A pensarci bene, molto meglio essere un amante che un partner fisso: meno rotture di cazzo e, soprattutto, si ha la parte migliore della persona.
    Quando ci si vede per godersi a vicenda, non c’è tempo per parlare e menarla coi problemi: si scopa e le menate si riservano al partner.

  • Kilometri

    Kilometri perché…

    Beh, perché con la “k” la parola ha 9 lettere ed il 9 è il mio numero preferito.

    Poi perché la mia vita si può misurare in kilometri dato che ho percorso l’equivalente della distanza tra la Terra e la Luna varie volte, per lavoro e per piacere.

    E nonostante le mie misure tutt’altro che ragguardevoli, avendo avuto svariate donne, posso affermare di aver distribuito kilometri di cazzo per il loro (e soprattutto mio) Piacere.

    E poi perché la vita la vedo come un viaggio: la destinazione è uguale per tutti, ma cambiano le strade che percorriamo per raggiungerla e così i panorami, i compagni che ci accompagnano…

    E poi, perché mi piaceva, semplicemente… ​

  • Chi beve alcolici è più intelligente

    La ricerca è piuttosto datata, ma vale la pena ricordarne il risultato:
    chi beve alcolici è più intelligente.

    Secondo una ricerca condotta su pazienti britannici e americani e pubblicata sulla rivista di Psicologia generale, le persone con un più alto quoziente intellettivo sono quelle più predisposte al consumo di sostanze che alterano la mente, come l’alcol.

    Queste sostanze, infatti, sono considerate parti integranti delle esperienze evolutive che vengono acquisite e fatte proprie molto più dagli individui intelligenti che da quelli meno perspicaci.

    Intanto metto il link: mai vorrei pensaste fosse una cagata che mi sono inventato. Chi beve alcolici è più intelligente

    Va però precisato che l’assunzione di alcol non è direttamente proporzionale all’intelligenza: non è che uno più beve e più è intelligente; infatti un altro studio, svedese, ha scoperto che è più probabile che le persone con un QI più basso assumano quantità di alcolici maggiori rispetto a quelle dotate di un QI superiore (fonte)

    Tutto ciò non mi stupisce: l’alcol è fondamentale per sopportare le persone noiose e stupide, ovvero gran parte del genere umano, quindi occorre bere, qualora si desideri un minimo di vita sociale; tuttavia, come per ogni piacere che vogliamo assaporare, occorre mantenere sempre la capacità di goderne senza diventarne schiavi.

    Ricapitolando, le persone intelligenti assumono alcol ma senza diventare degli alcolizzati.

    Questo significa che gli astemi sono stupidi?
    Il risultato della ricerca pare ci suggerisca tale conclusione, ma penso che non siano necessariamente stupidi, anche se le sole due persone astemie che conosco sono la quintessenza della stupidità; probabilmente sono semplicemente noiosi, il che li rende soggetti da evitare e totalmente inscopabili.

    Ritengo preferibile inchiodarmi lo scroto ad un ceppo di legno con una pistola sparachiodi, piuttosto che uscire con una donna astemia; mai rinuncerei al piacere di condividere una bottiglia di buon vino con una donzella, apprezzando, sorso dopo sorso, quel calore e leggero stordimento che sgretola la sottile barriera di pudore ed alimenta la voglia di assaporare il suo dolce nettare.

  • Buoni propositi per il 2025

    Anno nuovo, blog nuovo, stessa merda.

    Vabbè della nuova casa avremo modo di parlarne…

    Fine anno è solitamente il momento in cui fare un bilancio di quello che è stato e stilare il solito elenco di buono propositi per quello che sarà.

    Curioso come, nonostante sia palese che falliremo, si creda che sarà l’anno buono per iniziare la dieta, darci dentro in palestra, iniziare a mangiare sano, risparmiare soldi ed altre decine di altre attività che manderemo bellamente affanculo non appena se ne presenterà l’occasione.

    Intendiamoci, l’intenzione di trasformare i buoni propositi in azioni concrete ci sarebbe anche, ma alla fine prevale il cazzone che alberga in tutti noi.

    E così la mattina usciamo di casa con il nostro bel borsone, decisi ad andare a sollevare della ghisa una volta usciti dal lavoro; purtroppo, però, per raggiungere la palestra si passa davanti al bar, vediamo gli amici seduti che si godono uno spritz e…massì dai, inizieremo domani.

    E domani diventa dopodomani, prossima settimana, il mese prossimo ed arriveremo a dicembre, quando tracceremo il bilancio dell’anno che sta per finire, ammetteremo il nostro ennesimo fallimento e diremo, convinti, “no, cazzo, il prossimo anno si comincia ad andare in palestra eh…cazzo!”

    Ma perché si tende ad abbandonare i buoni propositi?

    Beh, se pensi di essere uno smidollato pezzo di merda, sappi che la stragrande maggioranza delle persone è come noi: ho letto da qualche parte che un misero 20% riesce a metterli in pratica, mentre l’80% fallisce miseramente.

    I motivi potrebbero essere in parte psicologici ed in parte atavici.

    In primis potrebbe essere colpa del fatto che i traguardi prefissati non sono davvero nostri ma inculcati dalla società, dalle persone, dalla famiglia…

    Magari hai come buon proposito per il 2025 quello di accasarti, di trovare un uomo, sposarti e mettere su famiglia, ma è davvero ciò che vuoi? Non è che questo sia un desiderio più della tua famiglia che tuo?

    Altro motivo potrebbe essere di natura evoluzionistica.

    Il nostro cervello si è evoluto durante l’età della pietra, quando ha imparato che ai fini della sopravvivenza la cosa migliore da fare era riposarsi ogni volta che ce ne fosse stata l’occasione, così da risparmiare le energie per far fronte a un nuovo pericolo o periodo di digiuno; ecco quindi spiegato perché preferiamo stare stravaccati sul divano, in relax, piuttosto che uscire a ghiacciarci il culo facendo jogging.

    Visto che il web è pieno di consigli su quali buoni propositi scegliere e come fare per realizzarli, desidero anche io dare il mio contributo: mandali tutti affanculo e fa ciò che realmente ti va di fare, puntando a cui che più conta, ovvero star bene.

    Una lista di buoni propositi genera aspettative, traguardi che se non raggiungerai faranno sorgere frustrazioni, ansie; molto meglio puntare ad essere sereni, felici, assaporando i piaceri della vita, eliminando tutto ciò che può generare stress.

    Di fatto, quindi, la lista dei buoni propositi si riduce ad uno solo: stare bene, godendo dei piaceri della vita, ricercando serenità e vivendo il più possibile momenti felici; tutto il resto può andare a farsi fottere.