Tre regole per fare conquiste in spiaggia

Terzo giorno.

Decidi di giocarti il tutto per tutto!
Al bar non ha funzionato, sulla spiaggia meno di un cazzo e non ti rimane che l’approccio in acqua.
Ci vuole un po’ ma finalmente si alza e va verso il mare; da dietro i tuoi RayBan a specchio tarocchi la osservi: la parte sopra del bikini fatica a contenere le sue tette generose e la parte sotto evidenza un culo che renderebbe etero metà della popolazione gay maschile.
Ormai è sul bagnasciuga: ti alzi e vai verso di lei, così da immergerti a poca distanza, quando si ferma accanto al bagnino e noleggia un pedalò.
Cazzo, non ci voleva! Questo imprevisto rovina il piano!
Occorre idearne subito un altro…

“Ci sono!” pensi “ne prendo uno anche io, poi a largo mi avvicino, la urto, mi scuso per la mia scarsa capacità di navigazione e iniziamo a chiacchierare e…”
Arriva di corsa il bambino che ti aveva calpestato un paio di giorni prima, al bar, per prendere la lattina di coca che sale sull’ultimo pedalò rimasto.
“Nonna andiamo” sbraita quella creatura generata al solo scopo di rompere i coglioni; di lì a poco ecco la nonna: la settantenne che ti perseguita da giorni!
Ti guarda, accenna un sorriso, socchiude la bocca e fa passare la lingua sulle labbra in modo lussurioso quando le cade la dentiera nella sabbia.
“MAPPORCADIQUELLAMADO…”
“Nonna arrivo ad aiutarti!” ed il marmocchio corre verso il vecchio puttanone.

Approfitti della situazione e con la velocità un ninja di qualche B movie degli anni 70, salti sul pedalò e parti all’inseguimento della brunetta.
Nella foga dimentichi un paio di dettagli:
non indossi occhiali da vista e la tua miopia è tale da non vedere un cazzo oltre i tre metri e, soprattutto, non sai nuotare.

Ti metti a pedalare come un ciclista dopato in salita ma davanti a te vedi solo immagini sfocate: non vedi la morettina e manco sai dove andare.

Dopo un tempo indefinito urti un peschereccio battente bandiera greca, il che ti fa supporre di esserti allontanato un po’ troppo dalla riva.
Vieni issato a bordo da quello che pare essere il capitano; parla una lingua che non capisci ma cogli al volo le loro intenzioni non appena tentano di legarti ad una specie di cavallina per volteggi, in modo da metterti a pecora.
Riesci a divincolarti e ti getti in mare, ma non appena tocchi l’acqua ricordi che non sai nuotare e realizzi che forse era meglio avere il buco del culo in fiamme piuttosto che morire annegato.
Annaspi per un po’ e poi, il buio!

Quando apri gli occhi ti trovi all’interno di una specie di caverna; il tanfo di pesce è nauseante, ma dopo qualche minuto ci fai l’abitudine.
Sei circondato dall’oscurità; alla tua destra vedi provenire una flebile luce: ti alzi e ti incammini verso quella che presumi sia l’uscita dall’antro.
In realtà la luce proviene da una lampada posta su un vecchio tavolo in legno; seduto a quel tavolo un ometto anziano che sta intagliando un pezzo di legno.
“E tu chi sei” domandi “ma soprattutto, dove mi trovo?”
Il vecchio trasalisce bestemmiando in veneto e per poco non cade dalla sedia.
“Mi hai spaventato, cazzo!”
“Mi scusi, non volevo…”
“Vieni, siediti…intanto mi presento, sono Geppetto, Mastro Geppetto. Sono stato inghiottito assieme a mio figlio, Pinocchio, da questo pesce enorme, ormai tre settimane fa.”
“Sei qua dentro da tre settimane? E tuo figlio?”
“Lui è riuscito a fuggire, assieme a tre escort portoghesi di nome Nina, Pinta e Santamaria ed un tizio ligure, un certo Cristoforo, un tossico che voleva andare in India con queste tre per aprire un bordello ma s’è perso…”
“E tu?”
“Io sono vecchio e non ho più la forza di muovermi; ma tu, salvati! Vedi quel corridoio che si perde nell’oscurità? Percorrilo fino in fondo e ti porterà alla fine del tratto dell’intestino di questo mostro. Soffre di aerofagia e se sei fortunato potrai uscire sparato fuori da una delle sue portentose scoregge.”

Decidi di seguire il consiglio del vecchio, lo saluti e ti incammini.
Dopo pochi minuti senti un gorgoglio e un istante dopo vieni investito da un getto d’aria calda, fetida e fortissima, che ti spara fuori dal culo di quel pesce enorme come un tappo da una bottiglia di champagne.

Mancano cinque minuti alle due.
Dalla strada arriva un mix di urla, risate e le note del classico tormentone estivo.
Steso sul letto , nudo, a mani incrociate dietro la testa guardi il soffitto; ti senti rilassato ed appagato.
Ti giri e la vedi alla tua destra che ti guarda: la brunetta tanto agognata.
“Sai, per me è la prima volta con un trans e non è stato male, a parte il bruciore di culo…”

Perdonatemi, mi sono fatto prendere dal desiderio di raccontare frammenti di vita vissuta…
Ecco la terza regola.

IN MARE: MANTIENI LE DISTANZE
Anche in acqua si può conquistare la persona che stuzzica il tuo interesse, e forse è anche più facile. Tieni solo a mente 2 cose fondamentali: non ti avvicinare troppo e fallo quando l’acqua è bassa (fino alla vita, per intenderci). Se ti avvicini a qualcuno durante un bagno può sembrare un gesto molto più invasivo che se lo facessi sulla sabbia perché in acqua molti si sentono più vulnerabili e, quindi, sono sulla difensiva. Non tutti sanno nuotare bene e sentire il proprio spazio invaso fa salire lo stress. Non affrettarti!
Una volta trovato il momento giusto, sfodera la simpatia: complice l’acqua, gli schizzi e il caldo, stuzzicalo/a con giovialità e instaura un clima goliardico. Insomma, siete in mare, volete rilassarvi e divertirvi, usa questo stato mentale per conoscere una persona simpatica che sta allo scherzo e che accetta di farsi avvicinare. Non sarà difficile, il sole rende più socievoli e la tintarella più belli e sicuri di sé. Inoltre, quando si è in acqua si pensa meno ai propri difetti fisici (leggi: cellulite, maniglie dell’amore…) quindi quale momento migliore per mostrare la parte migliore di sé e invitarlo a cena in un ristorante in riva al mare?

Tengo a precisare che le tre regole non sono frutto della mia esperienza ma le ho scippate da chi ne sa più di me: Meetic
https://www.meetic.it/p/consigli/seduzione-spiaggia/

E buona sorte.

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